Finalmente!

Finalmente il Papa prende l’occasione del mese di maggio per indire una grande Maratona di Preghiera, una volta si diceva “crociata”, per chiedere alla Madonna la grazia della liberazione dal virus che affligge l’umanità intera!

Quando lo scorso anno per una notte fu dato l’ordine di chiudere tutte le chiese, ordine ritirato la mattina dopo, ma con la limitazione che non si celebrasse pubblicamente, pena l’intervento dei carabinieri per i contravventori della legge, rimasi sconvolto e adirato: non ci siamo, così non si fa! “Laudo vos? Il hoc non laudo!” direbbe San Paolo.

Il Papa fece la pubblica preghiera in Piazza san Pietro vuota, dinanzi ad alcuni milioni di telespettatori. Anche la pioggia contribuì alla scena. La cosa non mi convinse: “Quando pregate entrate nella vostra stanza e chiudete la porta…”. Mi commosse però il gesto finale: il Papa non benedisse, ma, zoppicante, afferrò l’Eucarestia e fece benedire a Gesù tutto il popolo, invisibile in quel momento. Bellissimo! il Papa non benedice, è Gesù che lo fa. Viva il Papa!

La pandemia continua e il Papa ha indetto una grande preghiera, quella dei poveri, il Rosario, quella che la Madonna ha chiesto a Bernardetta e ai bambini di Fatima, e ha chiesto che salga a Dio, attraverso Maria, per chiedere il dono della liberazione dal virus. Siamo certi che il virus non lo ha mandato Dio, ma siamo altrettanto sicuri che Lui può liberarci da questo male. E allora “obbedienti alla parola del Salvatore” e all’esortazione del Papa, mettiamoci in preghiera e facciamolo per tutto il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna. Veramente dovremmo pregare sempre, senza stancarsi mai, ma, siccome non lo facciamo, parafrasando san Benedetto, facciamolo in questo mese di maggio, tutti insieme come nei momenti difficili della storia, quando l’umanità si sente davvero povera ed ha bisogno di Dio.  Personalmente ricordo un momento particolare in cui tutta l’umanità si mise in preghiera, in tutte le chiese, nelle moschee, nelle sinagoghe, ovunque: la sera del 13 maggio quando, dopo l’attentato al Papa, tutta l’umanità chiedeva a Dio di salvarcelo, di restituircelo e di liberarci dalla colpa di avergli ucciso anche il Vicario.

Penso così il mese di maggio: tutta l’umanità in preghiera per chiedere la liberazione dal virus che ci distrugge.

Perché pregare? Perché questa insistenza?

E’ chiedere il perché della religione, di tutte le religioni, che hanno nella preghiera la loro ragion d’essere.

Dio è Padre e conosce i bisogni dei suoi figli. Vede l’umanità sofferente in questo momento ed ha in mano la possibilità di liberarci o direttamente o attraverso un vaccino e lo farà. È un dono. Tutto quello che abbiamo è dono di Dio, ma la condizione per ricevere i doni è sentirci poveri davanti a Lui, sapere che tutto aspettiamo da Lui. La povertà è la condizione indispensabile del cristiano, perché è la verità del suo essere: dipende da Dio in tutto e tutto è dono di Dio. “Ha dispiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.”  La nostra Mamma prega così.

Il modo per esprimere nella maniera più perfetta la nostra povertà è la preghiera: chiedere, mendicare, supplicare, esprime la nostra povertà. Questa è l’essenza della preghiera: sentire che dipendiamo da Dio, chiediamo a Lui in dono tutto quello di cui abbiamo bisogno e siamo certi della sua generosità. Questa è l’essenza non soltanto del cristianesimo, ma di ogni religione. Ecco perché con fiducia possiamo cominciare il mese di maggio, consapevoli addirittura di non saper pregare, per cui il primo dono da chiedere è proprio quello della preghiera. Chiediamolo per la Chiesa, per ogni uomo che annaspa nel buio delle difficoltà della vita, magari in preda al coronavirus e anche per coloro che dichiarandosi teologi ancora non hanno capito che l’essenza di tutte le religioni è la preghiera. Permettetemi: credo fermamente che questa sia la volta buona, che il Signore prenda l’occasione della pandemia per riportare l’uomo alla preghiera e rimetterlo sulla strada della verità. Credo  anche che neppure Lui si faccia illusioni: ci sarà sempre chi pensa che Dio non c’entra, è stato il vaccino, già, come se Dio non fosse anche il padrone del vaccino che può darci in dono attraverso la mano generosa e intelligente dei fratelli.

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