VII Stazione: Gesù cade per la seconda volta

E’ bello impugnare la Croce come uno scettro e potersi gloriare di essa, ma a condizione che l’abbiamo portata e abbiamo sentito su di noi tutte le conseguenze, la sua pesantezza e l’umiliazione.

Gesù, il Figlio di Dio che regge l’universo, non ce l’ha fatta a portare la croce e soccombe sotto di essa e cade. Che umiliazione! E le spinte, le minacce degli esecutori che lo spingevano a riprendere il cammino. Gesù si rialza e riparte per l’ultima tappa verso il Calvario.

Gesù vuole insegnarci che è normale cadere sotto le croci della vita; è umano vivere l’umiliazione della caduta, ma è anche possibile ripartire e concludere il viaggio che porterà al Calvario.

Quanto è dura la vita! E’ un passaggio di Croce in Croce. Le nostre tappe si possono contare proprio dalle cadute e dalle riprese, per poi ricadere e ripartire. Gesù ha voluto dimostrarci  col suo esempio che la vita è un cadere e un risorgere per poi ricadere e rialzarci.

E’ la storia dell’umanità che è passata da guerre ed epidemie, che son diventate più o meno pandemie, per poi ripartire, con la fiducia o illusione di essere più bravi la prossima volta, mentre invece le prove ci sorprendono  e ci stupiscono  facendoci riconoscere ogni volta più poveri “figli di Eva, gementi e piangenti in questa valle di lacrime”.

Sarebbe sbagliato lasciarci scoraggiare dalla caduta e dal peso della Croce: Dio dà la grazia corrispondente per poterle portare e rialzarci.

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