Categoria: Buona novella

La lunga strada

La lunga strada

II Domenica di Avvento

Tutte e tre le letture di questa domenica parlano di un cammino da percorrere, di una strada da spianare. Cosa può significare per la nostra vita? Per rispondere è utile ripensare all'itinerario di Israele. Un itinerario concreto che dopo le transumanze dei grandi pastori, va dall'Egitto alla Terra Promessa, dalla Palestina a Babilonia, da Babilonia alla Terra dei Padri. E infine la dispersione in tutto il mondo. Questi itinerari sulla carta rappresentano un itinerario interiore: poco a poco, Israele scopre cosa significa "essere il popolo di Dio".

La Chiesa ha bisogno di Maria

La Chiesa ha bisogno di Maria

Festa dell'Immacolata 2018

La chiesa senza Maria è una famiglia senza mamma ed ogni uomo ha bisogno della Mamma, ecco perché, per assurdo, alcuni dicono di non credere in Cristo ma non possono non credere in Maria. Risponde sicuramente ad un sentimento naturale questo bisogno della mamma ma c'è anche un perché, c'è una ragione chiara perché Maria è la creatura più importante per i cristiani. li cristianesimo è la religione che crede che Dio si è fatto uomo e Maria è la donna che lo ha partorito: ecco perché non c1 è nessuno più importante di Lei.

 

È ora di diventare cristiani

È ora di diventare cristiani

I Avvento

E' l'ora di svegliarci! L'uomo è grande non solo per quel che è capace di fare ma per quel che è capace di "divenire". Siamo come dei bambini che possiedono la fede ma è come se non la possedessero. Hanno ricevuto la fede teologale nel battesimo ma devono fare l'atto personale di adesione e di impegno che gli fa incontrare veramente il Dio Vivente.
Per noi la fede esige l'accoglienza dell'Essere che ci farà realizzare tutte le nostre possibilità. L'uomo è strutturalmente aperto a Dio perché è creatura ed è aperto a tutto ciò che è già presente in lui. L'uomo è libero di aprirsi o di chiudersi a Dio. La fede è accoglienza e apertura, l'incredulità è rifiuto. Tocca a noi aprire le porte della nostra libertà: Vieni Signore Gesù!
La fede è accoglienza.

Cristo è Re

Cristo è Re

Festa di Cristo Re 2018

Il potere. L'espressione Cristo Re è un pleonasmo ma significa che il Cristo d'Israele prende un potere universale sull'umanità e la natura a cui l'umanità è legata. Niente di più pericoloso della possibilità data agli uomini di pesare sulla libertà degli altri e di dirigerli. Per quale diritto? A che titolo? Da sempre sono stati inventati i sistemi per designare i detentori di autorità: eredità, elezione.... perché l'autorità sembra indispensabile per scongiurare i rischi della violenza nati dalla  competizione selvaggia. Ciascuno in affetti aspira a qualche potere perché, oltre ad altri vantaggi assicura l'importanza, il valore e un posto centrale di riguardo. C'è dunque una ricerca di potere. Un uomo politico diceva che una volta che uno ha gustato il potere non può più farne a meno. E' droga che fa dimenticare all'uomo la sua fragilità. 

In attesa di Lui

In attesa di Lui

XXXIII Domenica del T.O.

Andiamo verso la fine dell'anno liturgico e la liturgia mette sotto il nostro sguardo la fine dei tempi facendo prevedere "tempi difficili", preludio del ritorno di Cristo con grande maestà e potenza accompagnato dagli angeli che raduneranno tutti gli uomini per il giudizio finale. Quando avverrà tutto questo? Sicuramente avverrà quando vorrà il Signore il quale, come ha fatto esistere questo mondo, lo farà anche finire ma non ha voluto in nessun modo rivelarci né il tempo né l'ora "solo il Padre lo sa". 

Il Giudice

Il Giudice

XXXII Domenica del T.O.

Il Vangelo ci mostra un Gesù inabituale, non in movimento ma seduto davanti alla porta del tempio a guardare: è l'atteggiamento del giudice. E infatti sia sull'episodio della vedova che sull'atteggiamento degli scribi da un giudizio sui comportamenti umani. Non condanna, per gli scribi lascia il verdetto al futuro. Il suo ruolo non è di condannare ma di salvare. Per salvare svela: al di la delle apparenze (gli scribi rispettati, salutati, stimati per le loro lunghe preghiere, i ricchi versano grandi somme nel tesoro del tempio, la vedova non da che due monete) va alla realtà.

Ascolta Israele

Ascolta Israele

XXXI Domenica del T.O.

Queste parole, portate da Israele e culminate in Cristo e che ci sono così familiari, hanno sovvertito tutta la religione, la filosofia e l'etica. Al centro c'è la parola "Ascolta", non "leggi" o "guarda". "leggi" ci riconduce ad un testo. Qualunque sia il posto del libro nella fede cristiana è sempre al secondo posto: non è al libro che noi ci rivolgiamo ma a Colui che del libro ci dona la testimonianza. "Guarda " ci lascerebbe come spettatori esteriori, non "impegnati" come si dice.
Per avere l'ascolto servono due esseri in presenza. Ascoltare è più che sentire. Alcuni si riferiscono al "pensiero di Mao" altri al "pensiero di Kart Marx" ecc. Noi non ci riferiamo al pensiero di Cristo ma a Cristo stesso. E'vero che alcuni si sono riferiti a Lenin o a Stalin al di la del loro "pensiero", è ciò che si chiama il culto della personalità. In questo caso siamo nell'idolatria perché l'atteggiamento diviene religioso e solo "l'Unico" può essere ascoltato in questo modo. Né Stalin , né Mao, ne Khomeini, né Francesco, non sono l'Unico.

La festa di famiglia

La festa di famiglia

Festa di tutti i Santi

Giunto alla mia età considero la festa di Tutti i Santi una vera festa di famiglia, un'occasione per ritrovarci insieme, ringraziare Dio della nostra amicizia e pensare a quella cena a cui anch'io tra poco sarò invitato. Mi è facile vivere così perché ho conosciuto diverse persone ormai canonizzate: Madre Teresa, Woytjla, Paolo VI e altri che sono sotto esame: La Pira, don Barsotti, P. Mendizabal. P. Arrupe il Card. Dalla Costa, il Card Ballestrero, anche perché alla mia età ho più amici dall'altra parte che in terra e tra quelli che "mi hanno preceduto nel segno della fede dormono il sonno della pace ci sono coloro che mi hanno fatto uomo, prete e vescovo e soprattutto mi sono stati vicini nei vari momenti della vita quando, avendo delle responsabilità più grandi di me ,mi hanno aiutato e ce l'ho fatta.

L'occhio interiore

L'occhio interiore

XXX Domenica del T.O.

Ci sono due specie di ciechi: quelli che non hanno mai visto, che son ciechi dalla nascita, e quelli che hanno cessato di vedere. I secondi si rendono ben conto di ciò che hanno perso mentre i primi non si ricordano di niente perché non hanno mai visto.
Per quanto riguarda le cose di Dio noi siamo tutti ciechi dalla nascita. Non abbiamo mai visto Dio ancora. Tutto quello che sappiamo di lui lo sappiamo per sentito dire attraverso altri che ce lo hanno detto. Al momento del battesimo abbiamo ricevuto i sensi spirituali, con cui vedere le cose di Dio. Abbiamo ricevuto gli occhi interiori, gli occhi del cuore ma al momento son chiusi, siamo ciechi. Questi occhi si apriranno al momento della morte, o se per grazia particolare ci capita di incontrare personalmente Gesù sul nostro cammino come il cieco di Gerico.

A servizio di tutti

A servizio di tutti

XXIX Domenica del T.O.

Agli apostoli che stavano discutendo di problemi di preminenza Gesù chiede di rinunciare alle proprie ambizioni. “Colui che vuol essere il primo deve essere il servo di tutti perché il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire ma per servire” E Lui stesso darà l’esempio il giovedì Santo lavando i piedi ai suoi discepoli. L’Antico e il Nuovo testamento parlano spesso di servitori e il loro ruolo viene ad arricchire ciò che significa servizio cristiano.

Il discepolo del regno

Il discepolo del regno

XXVIII Domenica del T.O.

Ascoltando il Vangelo di oggi si ha l’impressione della possibilità di un cristianesimo che cammina a due velocità. L’uomo che si rivolge a Cristo adempie in pieno il contratto con la legge: osserva i comandamenti e ci richiama i buoni cristiani “che non fanno del male a nessuno”. Il cristianesimo di tutti. Ma c’è un altro livello “Va vendi tutto quello che hai dallo ai poveri e seguimi”. Solitamente ci si serve di queste due situazioni per distinguere tra i comandamenti e i consigli evangelici (la povertà), caratteristica della vita religiosa. Se attentamente seguiamo le parole del testo evangelico vediamo che la cosa non è così semplice. “una cosa ti manca”, “se ne andò triste”, “quanto è difficile per un ricco entrare nel regno dei cieli”, “chi può essere salvato?”. Se la questione è di essere salvato o no, di essere triste o felice, non si può considerare il “consiglio “ di Cristo come facoltativo. Non c’è la via dei comandamenti e la via dei consigli: no. C’è che una sola via.

Dio ha creato la coppia

Dio ha creato la coppia

XXVII Domenica T.O.

Ai nostri tempi in cui anche le nozioni bibliche più elementari sono dimenticate è utile ricordare cosa ci insegna la Bibbia sul Matrimonio. E’ chiaro che Dio ha creato l’umanità in coppia “Uomo e donna li creò” E che questa coppia, che all’origine non è che una sola carne, è ad immagine di Dio.

L'invidia e la lode

L'invidia e la lode

XXVI Domenica del T.O.

L’Invidia è l’espressione maggiore del peccato dell’uomo. Non dimentichiamo che Matteo scrive che per invidia Gesù fu condannato a morte. L’invidia consiste nel rattristarsi del bene che uno vede in un altro. Nella prima lettura vediamo Giosuè geloso perchè altri profetizzano. Lo stesso atteggiamento è dei discepoli del Vangelo. Far tacere , monopolizzare il bene, in breve , impedire all’altro di esistere, bloccarlo. Prendere all’altro quello che possiede, l’invidia e l’avarizia sono collegate. Questo può aiutarci a fare un esame di coscienza senza fermarci là.

 

Diventare discepoli di Cristo

Diventare discepoli di Cristo

XXV Domenica del T.O.

Ha avuto una certa audacia l’evangelista Marco nel presentare questo episodio piuttosto impegnativo: Gesù annuncia la sua passione, le sue sofferenze e la sua morte ormai imminente e gll apostoli continuano a discutere di potenza e di potere, Gesù cammina risolutamente verso Gerusalemme dove lo attende la Passione e i dodici cercano gli onori. Gesù li interroga “Di che cosa parlavate lungo la via?” E loro ovviamente tacevano. Eran fatti della stessa umanità come la nostra soggetti alle medesime ambizioni e tentazioni.

Chi è Gesù?

Chi è Gesù?

XXIV Domenica del T.O.

Il Vangelo di oggi ci ripropone la questione dell’identità di Gesù. Ogni uomo di buona volontà deve riconoscere che è un uomo “che viene dall’alto”, Colui che il Padre ha inviato. E’ il primo passaggio abbligato della fede. Ora c’è da fare il secondo: riconosciuta l’origine e l’identità di Gesù non si tratta che di seguirlo dove Egli va: verso la Pasqua, cioè a dire attraverso il male umano. Gesù pone questa questione a Cesarea di Filippo, la città più a nord di questo viaggio. I suoi apostoli lo hanno accettato e ricosciuta la sua identità, accettano di seguirlo anche a malincuore sulla via della Pasqua.

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