Categoria: Buona novella

Il Giudice

Il Giudice

XXXII Domenica del T.O.

Il Vangelo ci mostra un Gesù inabituale, non in movimento ma seduto davanti alla porta del tempio a guardare: è l'atteggiamento del giudice. E infatti sia sull'episodio della vedova che sull'atteggiamento degli scribi da un giudizio sui comportamenti umani. Non condanna, per gli scribi lascia il verdetto al futuro. Il suo ruolo non è di condannare ma di salvare. Per salvare svela: al di la delle apparenze (gli scribi rispettati, salutati, stimati per le loro lunghe preghiere, i ricchi versano grandi somme nel tesoro del tempio, la vedova non da che due monete) va alla realtà.

Ascolta Israele

Ascolta Israele

XXXI Domenica del T.O.

Queste parole, portate da Israele e culminate in Cristo e che ci sono così familiari, hanno sovvertito tutta la religione, la filosofia e l'etica. Al centro c'è la parola "Ascolta", non "leggi" o "guarda". "leggi" ci riconduce ad un testo. Qualunque sia il posto del libro nella fede cristiana è sempre al secondo posto: non è al libro che noi ci rivolgiamo ma a Colui che del libro ci dona la testimonianza. "Guarda " ci lascerebbe come spettatori esteriori, non "impegnati" come si dice.
Per avere l'ascolto servono due esseri in presenza. Ascoltare è più che sentire. Alcuni si riferiscono al "pensiero di Mao" altri al "pensiero di Kart Marx" ecc. Noi non ci riferiamo al pensiero di Cristo ma a Cristo stesso. E'vero che alcuni si sono riferiti a Lenin o a Stalin al di la del loro "pensiero", è ciò che si chiama il culto della personalità. In questo caso siamo nell'idolatria perché l'atteggiamento diviene religioso e solo "l'Unico" può essere ascoltato in questo modo. Né Stalin , né Mao, ne Khomeini, né Francesco, non sono l'Unico.

La festa di famiglia

La festa di famiglia

Festa di tutti i Santi

Giunto alla mia età considero la festa di Tutti i Santi una vera festa di famiglia, un'occasione per ritrovarci insieme, ringraziare Dio della nostra amicizia e pensare a quella cena a cui anch'io tra poco sarò invitato. Mi è facile vivere così perché ho conosciuto diverse persone ormai canonizzate: Madre Teresa, Woytjla, Paolo VI e altri che sono sotto esame: La Pira, don Barsotti, P. Mendizabal. P. Arrupe il Card. Dalla Costa, il Card Ballestrero, anche perché alla mia età ho più amici dall'altra parte che in terra e tra quelli che "mi hanno preceduto nel segno della fede dormono il sonno della pace ci sono coloro che mi hanno fatto uomo, prete e vescovo e soprattutto mi sono stati vicini nei vari momenti della vita quando, avendo delle responsabilità più grandi di me ,mi hanno aiutato e ce l'ho fatta.

L'occhio interiore

L'occhio interiore

XXX Domenica del T.O.

Ci sono due specie di ciechi: quelli che non hanno mai visto, che son ciechi dalla nascita, e quelli che hanno cessato di vedere. I secondi si rendono ben conto di ciò che hanno perso mentre i primi non si ricordano di niente perché non hanno mai visto.
Per quanto riguarda le cose di Dio noi siamo tutti ciechi dalla nascita. Non abbiamo mai visto Dio ancora. Tutto quello che sappiamo di lui lo sappiamo per sentito dire attraverso altri che ce lo hanno detto. Al momento del battesimo abbiamo ricevuto i sensi spirituali, con cui vedere le cose di Dio. Abbiamo ricevuto gli occhi interiori, gli occhi del cuore ma al momento son chiusi, siamo ciechi. Questi occhi si apriranno al momento della morte, o se per grazia particolare ci capita di incontrare personalmente Gesù sul nostro cammino come il cieco di Gerico.

A servizio di tutti

A servizio di tutti

XXIX Domenica del T.O.

Agli apostoli che stavano discutendo di problemi di preminenza Gesù chiede di rinunciare alle proprie ambizioni. “Colui che vuol essere il primo deve essere il servo di tutti perché il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire ma per servire” E Lui stesso darà l’esempio il giovedì Santo lavando i piedi ai suoi discepoli. L’Antico e il Nuovo testamento parlano spesso di servitori e il loro ruolo viene ad arricchire ciò che significa servizio cristiano.

Il discepolo del regno

Il discepolo del regno

XXVIII Domenica del T.O.

Ascoltando il Vangelo di oggi si ha l’impressione della possibilità di un cristianesimo che cammina a due velocità. L’uomo che si rivolge a Cristo adempie in pieno il contratto con la legge: osserva i comandamenti e ci richiama i buoni cristiani “che non fanno del male a nessuno”. Il cristianesimo di tutti. Ma c’è un altro livello “Va vendi tutto quello che hai dallo ai poveri e seguimi”. Solitamente ci si serve di queste due situazioni per distinguere tra i comandamenti e i consigli evangelici (la povertà), caratteristica della vita religiosa. Se attentamente seguiamo le parole del testo evangelico vediamo che la cosa non è così semplice. “una cosa ti manca”, “se ne andò triste”, “quanto è difficile per un ricco entrare nel regno dei cieli”, “chi può essere salvato?”. Se la questione è di essere salvato o no, di essere triste o felice, non si può considerare il “consiglio “ di Cristo come facoltativo. Non c’è la via dei comandamenti e la via dei consigli: no. C’è che una sola via.

Dio ha creato la coppia

Dio ha creato la coppia

XXVII Domenica T.O.

Ai nostri tempi in cui anche le nozioni bibliche più elementari sono dimenticate è utile ricordare cosa ci insegna la Bibbia sul Matrimonio. E’ chiaro che Dio ha creato l’umanità in coppia “Uomo e donna li creò” E che questa coppia, che all’origine non è che una sola carne, è ad immagine di Dio.

L'invidia e la lode

L'invidia e la lode

XXVI Domenica del T.O.

L’Invidia è l’espressione maggiore del peccato dell’uomo. Non dimentichiamo che Matteo scrive che per invidia Gesù fu condannato a morte. L’invidia consiste nel rattristarsi del bene che uno vede in un altro. Nella prima lettura vediamo Giosuè geloso perchè altri profetizzano. Lo stesso atteggiamento è dei discepoli del Vangelo. Far tacere , monopolizzare il bene, in breve , impedire all’altro di esistere, bloccarlo. Prendere all’altro quello che possiede, l’invidia e l’avarizia sono collegate. Questo può aiutarci a fare un esame di coscienza senza fermarci là.

 

Diventare discepoli di Cristo

Diventare discepoli di Cristo

XXV Domenica del T.O.

Ha avuto una certa audacia l’evangelista Marco nel presentare questo episodio piuttosto impegnativo: Gesù annuncia la sua passione, le sue sofferenze e la sua morte ormai imminente e gll apostoli continuano a discutere di potenza e di potere, Gesù cammina risolutamente verso Gerusalemme dove lo attende la Passione e i dodici cercano gli onori. Gesù li interroga “Di che cosa parlavate lungo la via?” E loro ovviamente tacevano. Eran fatti della stessa umanità come la nostra soggetti alle medesime ambizioni e tentazioni.

Chi è Gesù?

Chi è Gesù?

XXIV Domenica del T.O.

Il Vangelo di oggi ci ripropone la questione dell’identità di Gesù. Ogni uomo di buona volontà deve riconoscere che è un uomo “che viene dall’alto”, Colui che il Padre ha inviato. E’ il primo passaggio abbligato della fede. Ora c’è da fare il secondo: riconosciuta l’origine e l’identità di Gesù non si tratta che di seguirlo dove Egli va: verso la Pasqua, cioè a dire attraverso il male umano. Gesù pone questa questione a Cesarea di Filippo, la città più a nord di questo viaggio. I suoi apostoli lo hanno accettato e ricosciuta la sua identità, accettano di seguirlo anche a malincuore sulla via della Pasqua.

La vendetta di Dio

La vendetta di Dio

XXIII Domenica del T.O.

La prima lettura di questa domenica parla della vendetta di Dio. “Ecco il vostro Dio: giunge la vendetta!”. Nutriti come siamo del messaggio di Cristo l’affermazione di Isaia ci stupisce non poco anche se non è raro sentir parlare di un Dio vendicativo da certi profeti di sventura. Come è possibile attribuire a Dio un sentimento così orribile come la vendetta? Si pensa ad una metafora. Ma questa vendetta non è come quella degli uomini, non assomiglia alla nostra.

L'interiore e l'esteriore

L'interiore e l'esteriore

XXII Domenica del T.O.

Il Vangelo di oggi ci presenta due problemi: la questione della tradizione che soppianta i comandamenti e la questione di ciò che sporca l’uomo.

La prima questione: la tradizione. Il Deuteronomio lega le prescrizioni alla prossimità di Dio. Nella prima lettura si parla di tutti i comandamenti e le norme. Con questo non si designa soltanto i comandamenti ma anche tutte le prescrizioni legali compreso lavarsi le mani prima del pranzo; ciò che Gesù chiama “le tradizioni degli antichi”. “Qual’ è la grande nazione di cui Dio sia vicino come il Signore?”. Le prescrizioni avevano lo scopo di inserire la fede e il culto in tutti i dettagli della vita, anche i più piccoli. Tutto è religioso per Israele, tutto è occasione per una relazione con Dio. Questo non è affatto sorpassato: è vero che la nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore si giocano in tutto, in tutte le cose. Tutto è compreso nell’Alleanza. Allora perché Gesù critica queste tradizioni?

La fede alla prova

La fede alla prova

XXI Domenica del T.O.

Un’altra volta Pietro è insorto contro Gesù che prediceva la sua passione “Questo non avverrà mai” Oggi vediamo la maggioranza dei discepoli rifiutare il doppio discorso di Gesù: la rivelazione del fatto che egli viene dal cielo, l’annuncio del dono della carne e del sangue, l’affermazione che questa passione–resurrezione è nutrimento per l’uomo. Le parole di Cristo operano una divisione tra credenti e non credenti, tra coloro che si lasciano attirare dal Padre e coloro che non si lasciano attirare.

Il Corpo offerto

Il Corpo offerto

XX Domenica del T.O.

Nel primo discorso di Gesù che abbiamo ascoltato domenica scorsa, ricevere il pane venuto dal Padre significava “Credere in Colui che ha mandato”. Si tratta di lasciarsi guidare dalla Parola e lasciarsi creare da essa.
Oggi il paesaggio cambia: si tratta di “mangiare il corpo e bere il sangue”. Questo non vuol dire semplicemente di “andare alla Messa e far la Comunione”: Sarebbe ridurre considerevolmente la portata delle parole di Gesù e di ridurre tutto ad un rito da compiere, ad una celebrazione. Non si tratta di svalorizzare l’Eucarestia ma di far apparire ciò che si nasconde sotto il rito, ciò che significa.

La Vergine assunta in cielo

La Vergine assunta in cielo

La verità dell’Assunzione di Maria S.S. al cielo in corpo e anima costituisce una delle certezze mistiche che ci aiutano a non sbagliare sul giudizio sulla creazione e sul suo comportamento di fronte al destino di se stesso e dell’universo. L’Assunzione di Maria non è un sogno che dice all’uomo: quaggiù hai una vita difficile però lassù starai meglio, tutto cambierà.

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