Categoria: Buona novella

La fede, un atto di riconoscenza

La fede, un atto di riconoscenza

XXVIII Domenica del T.O.

Gesù va verso Gerusalemme dove avverrà l’affronto inevitabile con l’avversario che sottintende sempre all’annuncio della Buona Novella. L’insegnamento di Gesù non è irenico come quello dei maestri di sapienza. Lui è venuto per salvare, per guarire una umanità in pericolo secondo i sinottici e per restaurare la prima creazione per Giovanni.

Aumenta in noi la fede

Aumenta in noi la fede

XXVII Domenica del T.O.

L’inizio del cap XVII di Luca l’ho citato qualche domenica fa parlando dei preti pedofili. Gesù parla alla folla e la mette in guardia contro l’occasione di scandalo ma nello stesso tempo chiede di essere accoglienti e uomini di perdono Tutto questo crea tensione: estrema severità e misericordia infinita. Allora coloro che lo seguono e intuendo che tipo di uomini devono diventare lanciano un appello che durante i secoli sale dal cuore di tutti i discepoli: “Aumenta in noi la fede!”.

Lazzaro, figura della miseria del mondo

Lazzaro, figura della miseria del mondo

XXVI Domenica del T.O.

E’ difficile definire “Buona notizia” la Parola che il Signore rivolge oggi alla sua Chiesa. Gesù entra nel cuore del dramma dell’umanità: la separazione dei ricchi dai poveri descrivendo la vita nel lusso e quella nella miseria e senza buonismi minaccia la triste fine di alcuni. “Gli spensierati di Sion andranno in esilio e l’era dei buon temponi finirà”.

Nessuno può servire a due padroni: Dio e il denaro

Nessuno può servire a due padroni: Dio e il denaro

XXV Domenica del T.O.

Una nuova lezione per educare i suoi discepoli: il loro rapporto col denaro. Mai più attuale che in questo tempo di crisi economica mondiale.
Il denaro snatura i rapporti umani fino alla famiglia. La questione di una eredità può distruggere l’armonia di fratelli e sorelle. Niente di più temibile degli effetti del denaro sulle coscienze e sulla vita della società. “Là dov’è il tuo tesoro è il tuo cuore”. Bisogna scegliere e il passaggio ci porta a concludere senza indugi “Non si può servire a due padroni”.
Però bisogna servirsene. Che uso si augura Gesù per i suoi discepoli? Assai furbi come figli della luce ma non maligni come quelli delle tenebre.

Alla scuola di Gesù per divenire discepolo

Alla scuola di Gesù per divenire discepolo

XXIV Domenica del T.O.

Risuona continuamente il rimprovero di Gesù “I vostri pensieri non sono i miei pensieri. Diventate uomini più umani come il Padre vi ha fatti” Queste domeniche che seguono possiamo considerarle come un cammino iniziatico durante il quale Gesù ci accompagna per diventare suoi migliori discepoli. 

Cambiare il nostro sguardo sugli altri.
La prima lezione è radicale: tutto ciò che in umanità è perduto può essere ritrovato, e allora siamo felici. Gesù si trova davanti due categoria di uditori: i farisei e gli scribi da una parte , i pubblicani e i peccatori dall’altra. I discepoli assistono alle reazioni di Gesù.

Per seguire Cristo

Per seguire Cristo

XXIII Domenica del T.O.

“Gran folla seguiva Gesù” ma per quale strada? Quella di Gerusalemme dove Cristo va per essere crocifisso. La folla lo segue nell’incoscienza di ciò che si trama; vogliono seguirlo finche non fa male. Gesù vuol chiarire le cose perché la gente è nell’illusione su ciò che significa essere suo “discepolo”. Il testo è sconcertante e non soltanto per le esigenze che manifesta: riguarda i legami naturali della famiglia ma anche tutti i beni. Riascoltando il vangelo di domenica scorsa Gesù ci parla delle tre grandi passioni dell’uomo: il poter, l’avere e il sesso (in senso largo, le relazioni familiari).

Primo e ultimo posto

Primo e ultimo posto

XXII Domenica del T.O.

Il discorso di Gesù sui posti a tavola potrebbe sembrare un trucco, un’astuzia per farsi notare o “onorare” durante un pranzo ufficiale. Per capire meglio osserviamo il contesto in cui ha parlato: Gesù si trova da un capo dei farisei, nel cuore in cui regnano le presenze, gli onori, le vanità, dove un uomo vale per l’onore che gli è attribuito, Gesù vede gli invitati scivolare ai posti di onore. La parabola è una smentita a tutto il loro sistema, a tutti i loro valori.

Il cammino della salvezza

Il cammino della salvezza

XXI Domenica del T.O.

Gesù va verso Gerusalemme, cioè verso la Pasqua, verso il luogo della sua passione e della gloria, il luogo in cui il Padre lo risusciterà. Il luogo in cui salverà l’umanità. Lungo il cammino cosa insegnava? Ovviamente il cammino della salvezza. Lasciamoci insegnare da Gesù qual è il vero cammino della vita, la strada che ci farà sfuggire alla morte.

Il fuoco sulla Terra

Il fuoco sulla Terra

XX Domenica del T.O.

Il Vangelo di oggi può ricevere due interpretazioni disastrose. La prima consiste nel credere che Dio voglia la divisione, che è Lui che mette gli uomini in stato di conflitto. In realtà Cristo constata che la sua venuta provoca dei conflitti. Perchè? Perché viene a proclamare che Dio è amore e che è la presenza attiva di questo amore. Dinanzi all’amore tutto quello che è nell’uomo di ripiegamento su di se, di volontà di dominare si rivolta. E’così che Cristo, pietra data perché potessimo costruire su di Lui diviene pietra d’inciampo e segno di divisione. Il buono e il cattivo di ogni uomo dinanzi a Lui vengono alla superficie. La fede, terreno dell’amore, può farci sormontare questa divisione interiore, generatrice di divisioni tra di noi.

Assunzione di Maria S.S. al cielo

Assunzione di Maria S.S. al cielo

2019

Dio onora una donna.

“Tutte le generazioni mi chiameranno beata! Ecco un annuncio pienamente realizzato dopo secoli. I cristiani festeggiano Maria, la prima della nostra razza ad aver seguito perfettamente Gesù, suo Figlio e suo Signore, figlio di Dio e figlio dell’uomo.
Maria è la donna perfetta nel quotidiano, modello per tutte le esistenze. Le tre letture bibliche di oggi mettono in luce le tre vittorie di Maria.

Aspettatelo svegli

Aspettatelo svegli

XIX Domenica del T.O.

Tutti abbiamo fatto l’esperienza di aspettare un regalo che ci hanno promesso. Per esempio ad un bambino la bicicletta o alla fidanzata un bel viaggio. Cosa avviene in questa situazione? Si prova una profonda gioia come anticipo della soddisfazione del regalo. La ragione è che uno possiede già in speranza il dono promesso. Da notare anche che colui a cui è stata promessa qualcosa è tutto teso verso la cosa promessa. La sua attesa è attiva. Pensa frequentemente all’oggetto, ne parla con gli amici. Per chi aspetta davvero, tutto il resto è relativo. Le altre cose perdono di interesse. Ovviamente chi attende si mette nello stato di ricevere ciò che sta per arrivare.

La parabola del progetto umano

La parabola del progetto umano

XVIII Domenica del T.O.

Proponendo l’omelia di questa domenica non posso non pensare che a due generi di uditori: uno nei paesi poveri e uno nei paesi ricchi. La parabola del ricco insensato può essere proposta in un campo di rifugiati, in una bidoneville, in un paese di siccità e dov’è la fame e in tanti altri luoghi di miseria umana? “Vanità delle vanità, tutto è vanità”. Cosa può loro dire?

Pregare come figli di Dio

Pregare come figli di Dio

XVII Domenica del T.O.

Immaginiamo una barca che rientra. Avvicinandosi al porto i barcaioli lanciano le corde sulla terra ferma dove i marinai prendono le funi e le fissano. I barcaioli poi tirano le funi ma non le tirano verso se stessi ma essi stessi con tutta la barca vanno verso il porto. La stessa impressione si ha con la preghiera, si pensa di avvicinare Dio ai nostri affari ma avviene il contrario, siamo noi che ci avviciniamo a Dio.
La preghiera pagana.

Dio durante le vacanze

Dio durante le vacanze

XVI Domenica del T.O.

L’estate, il calore delle vacanze, un certo torpore s’impossessa di tutti i nostri impegni dell’anno lavorativo. E se anche Dio facesse la stessa fine? Se invece Dio approfittasse di questo tempo per farci visita? Saremmo disposti a riconoscerlo? Rischiamo sempre di mettere il Signore in vacanze come il lavoro quotidiano.
La liturgia di questa domenica vuol aiutarci a restare vigilanti, ad essere preparati alla visita del Signore. La visita del Signore ad Abramo potrà aiutarci.

Una religione

Una religione "in Spirito e Verità"

XV Domenica del T.O.

Qualche tempo fa chiesi ad un amico che si dichiarava agnostico “Perché non hai una religione?” mi rispose “Per spirito religioso”. Questa semplice battuta mi ha rivelato come il muro che divide i credenti dai non credenti è davvero fragile. Lo spirituale cerca sempre le sue vie e ce ne sono: la legge di Dio data al popolo attraverso Mosè, le Beatitudini ( la carta del Regno) proclamate da Gesù. I mezzi quindi ci sono ma bisogna usarli. La legge divina può essere cammino di vita o di morte seguendo il modo con cui lo comprendiamo. Alcuni le rifiutano perché le trovano troppo in contraddizione col loro modo di vivere.

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