Categoria: Buona novella

Pecore senza Pastore

Pecore senza Pastore

XVI Domenica del T.O.

La lettura di Geremia è un bilancio, è la costatazione del fallimento dei pastori d’Israele (re, capi e notabili). L’intero popolo, ciò che restava, è deportato in Babilonia. Questo fallimento del Regno e la certezza che Dio non può smentire la sua Alleanza fa nascere la speranza di un Re-Messia. La prima lettura ci mostra il popolo che cerca disperatamente qualcuno di cui fidarsi. Sedotti da Gesù non gli lasciano neppure il tempo per mangiare.

Il Vangelo disarmato

Il Vangelo disarmato

XV Domenica del T.O.

I dodici, deboli e poveri, nel mondo. Questa immagine dei discepoli che girano per il mondo senza bagagli, col loro messaggio come unica ricchezza, unicamente occupati ad incontrare altri uomini, ha sedotto generazioni di giovani credenti. “Non preoccupatevi di ciò che mangerete o di ciò di cui vi vestirete”(Mt 6,25). La libertà dei movimenti, la liberazione dalla servitù del consumo, la libertà di itinerario, il mondo aperto. Gli ordini mendicanti hanno preso questo alla lettera almeno per un tempo. Oggi si son dovuti contentare di conservarne lo spirito: non siamo più in Palestina nell’anno zero. Cosa può dirci il Vangelo di oggi?

Così parla il Signore Dio

Così parla il Signore Dio

XIV Domenica del T.O.

Dalla prima lettura apprendiamo che Dio parla ma gli Israeliti non sentono che Ezechiele. Dio non lo sentiranno mai direttamente. Dio passa sempre attraverso qualcuno; la sua opera si compie sempre attraverso le parole , le scelte e gli atti di uomini. Dio parla ma noi non sappiamo niente se degli uomini , nella loro fede, avevano scelto di scrivere dei libri della Bibbia. E questi libri sono i loro libri: sono segnati dal loro temperamento, dai loro problemi, dai loro pregiudizi. Per tanto tempo gli uomini biblici hanno dubitato dell’unicità di Dio, e ancor più sulla “vita eterna”.

Dio vuole la vita

Dio vuole la vita

XIII Domenica del T.O.

La prima lettura rompe con le divinità di tutte le religioni e anche con la falsa idea che alcuni hanno di Dio di Israele. Ci invita a sbarazzarci definitivamente di un Dio punitore, di un Dio che esige la sofferenza. Quanti cristiani immaginano che “più è difficile, più costa, più è gradito a Dio”? Il nostro vangelo ci mostra Dio nemico della sofferenza umana. Certamente lui sa che abbiamo da soffrire nel mondo ma non canonizza questa sofferenza e soprattutto non l’attribuisce al Padre. Se si fa soffrire, se si perseguita, se si giudicano i fratelli è perché non si conosce Dio.

Il Suo Amore ci precede

Il Suo Amore ci precede

Natività di San Giovanni Battista

Gli psicologi sono unanimi nell’ammettere che un bambino per crescere in maniera equilibrata deve avere un padre e una madre. Il nome del padre, che porta è un punto essenziale di accesso alla sua identità.
Il vangelo di questa domenica ci rivela qualcosa di molto importante: il bambino che sta per nascere non riceve il nome di suo padre: Tutti i vicini sono sorpresi da questo. Al fanciullo il nome viene dato dalla madre e dal padre. La cosa rivela che la decisone viene da Dio. Zaccaria ed Elisabetta danno al bambino un nome che non è familiare.

Il Seme del Regno

Il Seme del Regno

XI Domenica del T.O.

Dinanzi al comportamento di tanti cristiani in aperto contrasto con la loro fede, alle scelte politiche delle nazioni evangelizzate da secoli, viene da chiederci: ma il Vangelo era soltanto di facciata? Evocando anche la storia contemporanea si pone una questione che riguarda tutta la comunità cristiana: il Vangelo ha cambiato il corso della storia? La Buona Novella affidata alla chiesa ha reso l’umanità migliore?

Le difficoltà di Gesù

Le difficoltà di Gesù

X Domenica del T.O.

Anche Gesù , nel suo ministero ha avuto difficoltà, questo ce lo avvicina quando per fare del bene incontriamo ostacoli. Le difficoltà gli vengono dai suoi, ovviamente lo fanno per il Suo bene e dal nemico di sempre, il demonio, che si serve degli scribi.

I Suoi vogliono liberarlo dalla gente perché, almeno, possa mangiare e in secondo tempo gli dicono anche che c’è sua Madre che lo cerca ma Lui prende l’occasione per ribadire che la volontà del Padre è superiore all’amore materno e fraterno. “Chi fa la volontà del Padre mio è mio fratello , sorella e madre”. E’ veramente molto consolante sapere di essere amati da Cristo come Maria.

Eucarestia! Grazie

Eucarestia! Grazie

Festa del Corpus Domini 2018

“ Il Mistero è l'Eucarestia del Cristo, nella quale è tutto: tutta la creazione, tutto l'uomo, tutta la storia, tutta la grazia e la redenzione: tutto Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: per Gesù, Dio e Uomo, nell'atto operante in noi, della sua morte di croce, della sua risurrezione ed ascensione alla destra del Padre, e del suo glorioso ritorno.” Così si legge nella Piccola Regola della Famiglia dell’Annunziata.
L’Eucarestia è tutto: è Gesù in Persona. Il Giovedì Santo Gesù diventò Eucarestia e nella festa di oggi la Chiesa dice pubblicamente, anche per le strade con le processioni, la sua gioia di avere il “Dio con noi”.

Dio è Amore

Dio è Amore

Festa della S.S. Trinità

“Dio è amore” scrive San Giovanni ma non è solo da intendere nel senso che Dio ci tratta con tenerezza, misericordia e sollecitudine. La rivelazione  centrale di tutto il Nuovo Testamento ci introduce nella vita intima di Colui del quale non si conosce niente della sua vita intima ma solo i suoi interventi a favore degli uomini.   Ecco la rivelazione: Dio –Padre, Verbo e Spirito- è, come si osa dire, una famiglia in cui ci si ama, una famiglia costituita da questo amore stesso, dono infinito, dono reciproco, abisso di luce abbagliante. 

Pentecoste 2018

Pentecoste 2018

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e cosa desidero se non che si accenda?” Questo desiderio di Cristo era stato preannunciato dal Battista: ”viene Colui che è più forte di me…. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,15)
Eccoci arrivati al culmine del nostro cammino spirituale che dalle Ceneri, per cento giorni, ha riassunto tutta la storia della salvezza. E’ la Pentecoste, il giorno in cui viene dato all’uomo la pienezza di Dio, entra nel mondo la Potenza dello Spirito.

Ascensione di Gesù al cielo

Ascensione di Gesù al cielo

Dove guardare : verso il cielo o verso la terra? Siamo continuamente tentati di fare una scelta di orientare il nostro sguardo. E’difficile trovare un equilibrio. Quando cerchiamo di trovare la buona “lunghezza di onda” per la nostra vita cristiana e spirituale ci sentiamo più di una volta strattonati. Il rischio di rimandare a più tardi la scelta è effettivo. L’impegno alla sequela di Cristo ci impone una scelta. Cosa ci propone la festa di oggi?
Ci suggerisce di non perdere troppo tempo in meditazioni interminabili che potrebbero risultare vane. In effetti scegliere l’uno contro l’altro sarebbe una scelta distruttrice del Regno di Dio.
Ciò che piuttosto dobbiamo dire è che siamo rivolti verso un avvenire al di la del domani immediato ma che non potrà essere intravisto che attraverso il domani e che non si realizzerà che attraverso di esso.

È difficile amare

È difficile amare

VI Domenica di Pasqua

Tutte le domeniche di Pasqua sono caratterizzate dalla meditazione sull’amore. Perché alla luce della Pasqua non si agisce e non si può agire che per amore. E’ l’amore che presiede il gesto di Cristo che sul Golgota conclude il cammino della Palestina. Amore, un tema universalmente condiviso, un desiderio  universalmente partecipato, un tormento non meno universale.

La vite e i tralci

La vite e i tralci

V Domenica di Pasqua

L’immagine della vite e dei tralci è carica di contenuto. Non è una parabola ma un’allegoria che ci spiega la vita nuova in Cristo, la vita di adesione a Lui, la vita che fluisce da Cristo a noi. “Io sono la vite, voi i tralci”. Cristo Crocifisso e risorto è la vita. La vite che comunica la linfa che è lo Spirito Santo.

Io sono il buon pastore

Io sono il buon pastore

IV Domenica di Pasqua

Il vangelo di questa domenica si riferisce ad un uso pastorale dell’epoca di Gesù. Le pecore durante la notte venivano custodite dentro un unico recinto. Al mattino ciascun pastore si metteva sulla porta dell’ovile per prendere le sue pecore e condurle al pascolo.
Le pecore non potevano sbagliarsi perché riconoscevano la voce del suo pastore e non correvano il pericolo di sbagliar pastore perché il pastore le chiamava ciascuna per nome. Una vera specie di appello. Durante la mia esperienza in Sardegna ho avuto la gioia di assistere a questo bello spettacolo.

Pace a voi!

Pace a voi!

III Domenica di Pasqua

Gi apostoli avevano difficoltà ad accettare la Resurrezione, a creare quella disposizione del cuore che Gesù stesso cercò di creare. E’ comprensibile che fossero turbati per degli avvenimenti così imprevisti, rapidi e insperati. Quando si incontravano tra di loro parlavano sempre della stesso tema insistendo sul ricordo del passato. Era difficile pensare a Gesù in vita. Lo consideravano ancora morto.
La testimonianza di Maria Maddalena e dei due di Emmaus ma soprattutto fu definitiva quella di Simone che sosteneva di averlo visto e udito. “La fede viene dall’ascolto”.

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