Categoria: Buona novella

La potenza della vita

La potenza della vita

II Domenica di Pasqua 2019

Noi nasciamo, cresciamo, ci muoviamo e un giorno muoriamo. Questo vale per tutte le civiltà e tutta l’umanità. Tutto sembra essere per la morte. La morte appare come la potenza suprema, quella che ha l’ultima parola. La speranza cristiana, la “Buona Novella” riposa su questa certezza: la morte non ha l’ultima parola perché la vita, che è Dio è più forte. Chi è stato amato una volta da Dio è amato per sempre. E’ questo amore che fa vivere. Non voglio rispondere oggi: allora “perché la morte?” Voglio dire semplicemente che vivere sempre significa per noi resuscitare e che abbiamo nel Cristo la caparra della nostra resurrezione. Questa folle speranza è la vera saggezza perché si appoggia sulla fiducia nell’amore. Fa parte dell’eterno dibattito: “Dio si o no. E’ amore?”

Pasqua 2019

Pasqua 2019

Siamo nel cuore della fede Cristiana: la celebrazione della Pasqua. Celebriamo la morte e la resurrezione di Cristo. Perchè per essere Cristiani non basta credere in Cristo ma credere che Lui è Dio , è morto ed è risorto. Il difficile non è tanto credere che è risorto, quanto che un Dio possa morire, credere che un Dio è morto. E’ ovvio pensare: se è morto anche lui che Dio è? Ebbene se è difficile credere che Dio è morto è più difficile credere che noi, uomini, risorgeremo, anche perché di morti vivi fino ad ora hanno visto soltanto Gesù Cristo, come ci hanno raccontato persone degne di fede.

Verso Gerusalemme

Verso Gerusalemme

Domenica delle Palme - 2019

La domenica delle Palme è come la porta d’ingresso nella Settimana Santa che ci mette in presenza dell’evento della nostra salvezza. Non è una storia come le altre ma la storia che cambia il corso della storia. Le prime due letture della Messa di oggi contengono la chiave per capire il mistero pasquale per cui le commenteremo proprio in funzione di questo: entrare nel mistero che stiamo celebrando.

Coreografia della salvezza

Coreografia della salvezza

V Domenica di Quaresima

E’ la, davanti a Lui, Gesù, questa donna presa in flagrante adulterio. Intorno a lei fanno cerchio i suoi accusatori, i suoi giudici: “Maestro, questa donna è stata presa in flagrante adulterio. La legge di Mosè ci ordina di lapidare donne così”. Questi uomini accusano la donna. Ma lei non è sola. Il suo complice dovè? E’Gesù. Loro fanno il cerchio per accusare Gesù. E’ Gesù al centro delle loro preoccupazioni. E’ Lui l’oggetto del loro giudizio, della loro accusa, meglio, della loro condanna. Il Vangelo lo dice chiaramente: ”Parlavano così per metterlo alla prova, per poterlo accusare”.

La storia della salvezza

La storia della salvezza

IV Domenica di Quaresima

“Quest’uomo è amico dei peccatori e mangia con loro” Ecco l’accusa che fanno a Gesù: un profanatore del sacro. Si mescola con l’impuro. Nel Vangelo di Luca “E’ un mangione e un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatori”. Si, Gesù si è fatto amico dei peccatori.

Trilogia di salvezza

Trilogia di salvezza

III Domenica di Quaresima

Il tempo di quaresima prosegue. Dopo le prime domeniche in cui ogni anno ci viene presentato Gesù nel deserto e Gesù trasfigurato le tre domeniche seguenti orientano la nostra riflessione sulla salvezza: la chiamata alla conversione, la parabola del Figliol prodigo e l’incontro con l’adultera. Queste tre tappe possono essere l’occasione di un percorso sull’opera realizzata da Cristo per la salvezza delle anime.

Non videro altro che Gesù

Non videro altro che Gesù

II Domenica di Quaresima

Oggi la Chiesa ci conduce sul Tabor ad assistere alla Trasfigurazione di Gesù. Attraverso la sua Trasfigurazione annuncia ai discepoli la sua Resurrezione, Gli rivela la gloria della sua divinità. Questo Vangelo va letto con tutto il retroterra biblico: il sonno degli apostoli, Pietro e le tre tende. La preghiera di Gesù.

Siamo liberi perché figli di Dio

Siamo liberi perché figli di Dio

I Domenca di Quaresima

Le tentazioni di Gesù: vecchie come il mondo. “ condotto dallo Spirito nel deserto dove per quaranta giorni fu tentato dal diavolo”. Ciò che il vangelo ci dice di Gesù esprime esattamente la situazione del cristiano in rapporto alla quaresima: quaranta giorni di impegno spirituale per “progredire nella conoscenza di Gesù Cristo e aprirci alla luce attraverso una vita più fedele”. Ogni anno la liturgia ci attende per condurci con Gesù nel deserto per ricominciare questa lotta sempre più dura che è la battaglia di tutti gli uomini contro le forze della morte che ci minacciano.

Mercoledì delle ceneri

Mercoledì delle ceneri

2019

Il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima, è contrassegnato dall’imposizione delle ceneri: il sacerdote depone un po’ di cenere sulla fronte dei fedeli, in segno della fragilità dell’uomo ma anche della speranza nella misericordia di Dio.
Il simbolismo delle ceneri si trova già nell’antico testamento. Evoca globalmente il peccato e la fragilità dell’essere. Quando l’uomo si copre di cenere vuol mostrare a Dio che riconosce i suoi peccati. Per conseguenza chiede a Dio perdono e fa penitenza.

La Saggezza della vita

La Saggezza della vita

VIII Domenica del T.O.

Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci propone alcune riflessioni sapienziali. La nostra vita deve essere vissuta con saggezza, altrimenti prende direzioni sbagliate e finisce male.
La prima cosa richiesta è scegliere bene il proprio maestro. Senza maestro infatti non si apprende la sapienza, ci manca un’esperienza adeguata. Dobbiamo approfittare dell’esperienza dei maestri. Quello che è vero per l’arte, per la medicina è vero per la vita. Ciascuno riceve dalla natura i primi maestri nei genitori, poi si tratta di fare delle scelte da chi imparare, chi considerare i propri maestri. Gesù ci mette in guardia dalla scelta di maestri ciechi che finiscono nella fossa portandosi dietro i loro discepoli.

Il test dei cristiani

Il test dei cristiani

VII Domenica del T.O.

Il Vangelo che la Chiesa ci propone questa domenica più che “Buona Novella” sembra “difficile se non impossibile novella”. Chiediamoci: è umanamente possibile amare i nemici? E’ nella stessa definizione di nemico il fatto di essere odiato, altrimenti sono amici, non nemici. E dir bene di coloro che ti calunniano, e prestare denaro a chi , sei sicuro che non te lo restituirà. E’ serio o siamo nella pura fantasia? Eppure ci troviamo dinanzi ad un test che Gesù oggi ci offre per sapere qual’ è il livello della nostra fede in Lui.

Beati voi poveri

Beati voi poveri

VI Domenica del T.O.

La pagina del vangelo che la chiesa oggi ci propone è“la carta costituzionale del Regno di Dio” che va sotto il nome di discorso della montagna. E’ un discorso a cui non è possibile fare sconti, contiene il nocciolo di tutto l’insegnamento di Gesù. Dobbiamo capirlo bene. Ci introduce all’ascolto il profeta Geremia che ce ne offre la chiave di lettura “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo. Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia”. Ora ascoltiamo cosa ci dice Gesù: “Beati i poveri perché di essi è il Regno dei cieli. Guai a voi ricchi perché avete la vostra consolazione”.

L’esperienza primordiale

L’esperienza primordiale

V Domenica del T.O.

Sia che si tratti di Isaia, di Pietro o di Paolo, tutto comincia con una esperienza terrificante: o piuttosto il punto di partenza è un incontro a cui l’uomo risponde con la paura. Per Isaia una visione (simbolica) di Dio; per Paolo sarà l’accecamento sulla strada di Damasco; Per Pietro è una pesca inspiegabile che gli mostra che Gesù ha potere su tutte le cose. Perché l’uomo reagisce con la paura?

Il Figlio di Giuseppe

Il Figlio di Giuseppe

IV Domenica del T.O.

Come sempre il Vangelo sembra semplice a prima lettura ma sconcertante se si legge attentamente. Guardiamo le tappe dell’evoluzione dei Nazaretani: all’inizio rendono testimonianza a Gesù, il che vuol dire gli fanno una certa pubblicità; in seguito si stupiscono del “suo messaggio di grazia”: e si vedrà che proprio questo è il fondo del problema; ancora un passo e: a che titolo il figlio di Giuseppe può prendere la parola per un messaggio di grazia? E alla fine il furore omicida. C’è un degrado netto dei rapporti tra Gesù e i suoi connazionali.

Gesù tiene l’omelia

Gesù tiene l’omelia

III Domenica del T.O.

Una delle cose più contestate e apprezzate in un prete è il modo con cui predica. Sono riusciti a far identificare omelia con cosa noiosa. “Mamma non farmi la predica” è la comune reazione dei figli dinanzi alle esortazione dei genitori. Nella tradizione della chiesa , prima del Concilio si diceva che per adempiere al precetto domenicale bastava arrivare in Chiesa prima che il prete scoprisse il calice, il che voleva dire che della predica se ne poteva fare anche a meno. Adesso non è più così. Almeno dovrebbe essere. Papa Francesco nella esortazione apostolica “Evangelii gaudium “ dei 286 numeri ne dedica 40 all’omelia, si vede che il problema è serio. E’ proprio il caso di ascoltare Gesù, vero maestro anche di omeletica.

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