Categoria: Buona novella

In attesa del Signore

In attesa del Signore

I Domenica di Avvento 2022

La preparazione al Natale del Signore è l’occasione per riflettere sulla venuta finale del Signore e l’occasione per verificare la nostra speranza cristiana e sostenerla.

Cristo Re

Cristo Re

Giunti alla fine dell’anno liturgico la chiesa ci propone Cristo Re come unità di misura della vita dell’universo e della nostra vita personale. La creazione è cresciuta nella misura in cui si è avvicinata all’immagine di Cristo nella cui immagine è stata creata. L’uomo è cresciuto, io sono cresciuto, quanto sono diventato simile a Cristo. L’unica sapienza della vita è Lui, La vera bellezza è Lui, la vera vita è Lui.

È un’Apocalisse!

È un’Apocalisse!

XXXIII Domenica del T.O.

“E’ un’Apocalisse!”. Quante volte lo abbiamo detto in questi ultimi tempi: durante la pandemia, lo scoppio della guerra in Ucraina, la fuga disperata di tanta gente affamata di pane e di libertà dalle loro patrie… “Apocalisse” traduce in immagini i drammi che noi viviamo nella nostra storia, il tempo che si svolge dall’inizio alla fine.

La resurrezione

La resurrezione

XXXII Domenica del T.O.

I testi di questa domenica, al termine dell’anno liturgico, mettono dinanzi alla riflessione uno dei problemi principali della nostra vita: la resurrezione e il suo senso.  Molti credono alla dignità della persona di Gesù Crocifisso, ma negano la possibilità della sua resurrezione e di una vita dopo la morte.

Pregare per i defunti

Pregare per i defunti

Tutti i cristiani sono invitati a pregare per i defunti. In ogni Eucarestia si fa memoria di loro.  Un giorno all’anno ci fermiamo per riflettere - andare in pellegrinaggio alle loro tombe e pregare per loro.

Festa del Paradiso

Festa del Paradiso

Tutti i Santi 2022

Stiamo camminando verso la fine dell’anno liturgico, tempo della nostra avventura di vita vissuta con Dio e la chiesa ci invita a guardare verso la patria a cui siamo diretti: il Paradiso. Veniamo dalla celebrazione dell’anno dantesco, durante il quale abbiamo rigustato la splendida esperienza spirituale di Dante nella Divina Commedia.  Il poeta ebbe bisogno di alcune guide e tra le altre scelse Virgilio, Beatrice e san Bernardo. Anche a noi è offerta una guida che ci spalanca le porte del cielo e ci parla della vita di quel mondo che sarà il nostro.

Zaccheo

Zaccheo

XXXI Domenica del T.O.

Credo che uno dei problemi della Chiesa di oggi sia che non ci si è accorti che gli alberi sotto cui passiamo sono pieni di Zacchei. Gente che non vuole unirsi alla folla, ma che non è né indifferente né ostile, che “cerca di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riesce a causa della folla, poiché era piccolo di statura”. Dopo sessantadue anni di sacerdozio devo testimoniare che ancora non ho trovato “de visu” nessuno che mi negasse di essere affascinato da Cristo e non mi manifestasse il desiderio di conoscerlo. Ho incontrato dei sedicenti atei soltanto nei libri.

Il pubblicano e il fariseo

Il pubblicano e il fariseo

XXX Domenica del T.O.

“Io non sono come gli altri uomini”: è la tentazione fondamentale, frutto del nostro bisogno di rassicurare noi stessi. Può prendere varie forme, ma consiste sempre nel mettere fiducia nella ricchezza che distingue dagli altri: più denaro degli altri, più abilità, ma anche più “meriti”, più religione, più fede. Più che questione di vanità è un errore sul senso della vita, sulla vera sicurezza. Se la fede cristiana ci invita a prendere coscienza dei nostri peccati non è per opprimere, ma per condurre sulla giusta strada la nostra fiducia.

La preghiera

La preghiera

XXIX Domenica del T.O.

La fede di ciascuno ha i suoi pilastri. Quelle verità che comprendono anche tutte le altre, ma che sostengono tutto l’edificio spirituale della persona. Per Karol Wojtyla era decisamente la Madonna; per Madre Teresa la presenza di Gesù nei poveri. I pilastri della mia fede personale sono l’Eucarestia e la preghiera e devo questo alla fede di mio padre per il quale l’Eucarestia e la preghiera erano tutto.

Oggi il Signore ci parla della preghiera e sono felice di proporvi alcune riflessioni facendo eco alla Parola del Signore.

La lebbra

La lebbra

XXVIII Domenica del T.O.

Bisogna ricordare che la lebbra, malattia reale, è anche una malattia dal forte valore simbolico. Essa significa il peccato. Perché? Certamente perché è contagiosa (il male chiama il male) e soprattutto perché isola. Il peccato è in effetti rottura della comunione, della solidarietà, come la lebbra che marginalizza chi ne è colpito. Come la lebbra malattia, la lebbra peccato colpisce tutti e dappertutto: in Israele e fuori.

Aumenta la nostra fede!

Aumenta la nostra fede!

XXVII Domenica del T.O.

Noi cristiani non abbiamo l’abitudine di indirizzarci a Dio con il tono della prima lettura. Crediamo che Dio non intervenga nel mondo a colpi di miracoli. O almeno non osiamo pensarlo perché indifferente ai nostri mali per intervenire, oppure ci rivoltiamo, ma allora diventiamo atei. Dobbiamo ritrovare l’atteggiamento di Israele. In effetti gli uomini della Bibbia non si rassegnano al male; non si rassegnano al silenzio di Dio. La loro preghiera è spesso protesta, litigio, braccio di ferro con Dio.

Cesserà l’orgia dei buontemponi!

Cesserà l’orgia dei buontemponi!

XXVI Domenica del T.O.

La Parola di Dio oggi ci presenta la situazione del mondo con uno dei suoi principali problemi: la sperequazione sociale. Poche migliaia di ricchissimi possiedono le ricchezze di tutto il mondo; mentre miliardi di persone vivono nella miseria.

È una evidente ingiustizia che Dio non vuole. Aveva previsto l’umanità come una grande famiglia destinando a tutti i beni della terra equamente distribuiti, secondo le necessità di ciascuno, e invece il demonio e il peccato hanno confuso le cose rendendo il paradiso terrestre invivibile.

Il denaro

Il denaro

XXV Domenica del T.O.

Il Vangelo chiama la ricchezza disonesta . Perché? La bibbia di Gerusalemme in una nota dice che il denaro è disonesto “perché all’origine di quasi tutte le fortune c’è qualche disonestà”. Può essere ma viene addirittura chiamato anche “sterco del diavolo” e visto come l’origine di tutti i mali. Perché? Perché è ingannatore e promette quello che non può mantenere e si avvicina all’idolatria nel senso che diviene un idolo quando è ricercato per se stesso, come strumento di potere.

Dio che perdona

Dio che perdona

XXIV Domenica del T.O.

Le tre letture di questa domenica parlano del perdono e ci tratterremo proprio su questo tema. Un Dio che perdona. E cosa sarebbe se Dio non perdonasse? L’uomo morirebbe. Non in forza di una decisone o di una vendetta di Dio ma unicamente perché il peccato è un percorso mortale, una scelta di morte. Si potrebbe pensare che la costruzione del vitello d’oro da parte di Israele sia un errore benigno. Sarebbe un errore. Il vitello d’oro rappresenta in effetti la potenza virile che c’è nell’uomo, la ricchezza del popolo -è d’oro- . l’arte del genio di Israele.

Per costruire una torre

Per costruire una torre

XXIII Domenica del T.O.

La torre di cui oggi ci parla Gesù è la nostra vita. Bisogna sapere come costruirla, con quali mezzi, quale materiale e sopratutto su cosa fondarla. Il rischio di cominciare a costruirla e non concluderla è grave. La vita è anche una guerra che ciascuno e chiamato a combattere, ma anche in questo caso prima di affrontarla bisogna avere idee chiare e calcolare la possibilità di vincerla. Nessuno fa la guerra per perdere. La vita si può fondare su tante cose: sulla famiglia, sul denaro, sulla carriera, sugli onori, ma di tutte queste cose bisogna considerare la consistenza e i rischi che si corrono.

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