Categoria: Buona novella

Nel deserto

Nel deserto

I Domenica di Quaresima

Con Gesù, soli nel deserto per essere noi stessi con Dio.

All’inizio della Quaresima ci è chiesto un atto di fede che porta in sé tutto il mistero della salvezza. Dio non si accontenta di un’adesione superficiale, ma vuole una fede che fissa i capisaldi della nostra salvezza. I capisaldi della nostra fede sono quelli senza cui il cristianesimo svanisce e sono delineati dalla parola di Dio: Dio è il Creatore; il mondo e l’uomo si trovano in un rapporto con Lui di origine radicale, di dipendenza permanente, di finalismo assoluto.

Quaresima 2024

Quaresima 2024

“Lasciatevi riconciliare con Dio”, grida l’Apostolo. “Questo è il momento favorevole!”. Non dice: “Riconciliatevi”, ma “Lasciatevi riconciliare con Dio”. Lui è proteso verso di noi e ci offre i canali: “Convertitevi e credete al vangelo!”. Lasciarci riconciliare con Dio nostro Padre. Imploriamo da Lui la conversione.

Indulgenza divina

Indulgenza divina

VI Domenica del T.O.

“Se vuoi puoi guarirmi!”: il grido che risuona oggi nella Chiesa attraverso questo lebbroso del vangelo e che dovrebbe divenire nostro particolarmente alle porte della quaresima che ci viene offerto di vivere, tempo di purificazione del cuore, di preghiera e di gioia.

Gesù nostro Salvatore

Gesù nostro Salvatore

V Domenica del T.O.

I primi cristiani non hanno posto un limite alle loro fatiche pur di annunciare la Buona Novella! Cristo è oggi come sempre vittoria sul male, potenza di salvezza.

La prima lettura ci parla di Giobbe che non ha bisogno di essere presentato. Tanta è la fama di cui gode anche tra la gente comune che ne ha fatto l’immagine di ogni essere umano con l’espressione con cui si apre la lettura: “Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra?”. Il pianto di un uomo minato dalla depressione. Una esistenza senza salvezza, né orizzonte. Tutto è privo di senso. Non è forse questa la situazione di molti contemporanei?

Il nemico è vinto

Il nemico è vinto

IV Domenica del T.O.

“Purché se ne parli”, diceva un celebre politico. Il contrario ritiene una celebre figura di oggi, il Maligno. Val la pena guardare da vicino l’esorcismo che fa Gesù. Siamo all’inizio del Vangelo di Marco.

Nel deserto, Gesù è già stato tentato da Satana. Qui affronta “lo spirito cattivo”. Nella missione di Gesù gli esorcismi sono più importanti delle guarigioni dai mali fisici. La liberazione essenziale che porta è dal peccato e dallo spirito del maligno.  L’espulsione dei demoni è fondamentale nei vangeli: la missione data ai dodici è “predicare, col potere di cacciare i demoni”. Gesù lo fa con una sola parola: “Taci, esci da quest’uomo!”. Lo fa con la sua autorità e senza apparato liturgico, ma con la sua parola. Gli scribi si interrogano sull’origine del suo potere. Questo potere Gesù lo ha dal Padre.

Il Regno di Dio è vicino

Il Regno di Dio è vicino

III Domenica del T.O.

“Dio è vicino”: è la buona novella che Gesù proclama e che la Chiesa annuncia da 2000 anni.

“Il Regno di Dio è vicino”. Cioè, vale a dire che Dio è là e si dona.

Ma a chi si dona? A Gesù. Completamente e in maniera perfetta. Gesù è il Regno di Dio e Lui soltanto. Ma anche ogni uomo pronto ad accoglierlo, ad accogliere in sé stesso la sua presenza, ad accogliere la sua presenza perché è qui, è vicino.

Samuele, Samuele…

Samuele, Samuele…

II Domenica del T.O.

“Samuele, Samuele!”: questo invito che il Signore rivolge a Samuele nel silenzio della notte risuona profondamente in noi: ciascuno risente la voce riconoscibile del Signore, ciascuno può interrogarsi sulla sua risposta alla chiamata del Signore.

Misuriamoci su questa pagina della Scrittura per verificare lo spessore del nostro rapporto con Dio.

Dio è colui che chiama l’uomo, lo chiama per nome e lo introduce in un progetto, in una storia. In una vocazione. E, facendo questo, gli permette, a sua volta, di chiamare Dio, di rispondere a Dio. Tutta la liturgia di oggi è centrata sull’ascolto della voce di Dio, la risposta che io gli do e il nuovo nome che ricevo.

Festa del Battesimo del Signore

Festa del Battesimo del Signore

2024

Se viviamo nella misura in cui speriamo, quale attesa ci anima? In questo mondo senza bussola, sappiamo rendere conto della speranza che è in noi a coloro che ce la chiedono? Israele era il popolo della speranza che non era fondata su motivi umani ma sulla promessa fatta da Dio. I profeti non cessavano di ricordare che Dio gli aveva scelti, letti, amati e aveva promesso loro fedeltà malgrado le rivolte e gli abbandoni. Il fondamento della speranza d’Israele è la speranza che Dio mette in Lui, nel suo popolo, nell’uomo.

Chi sono? Chi siamo?

Chi sono? Chi siamo?

Epifania 2024

Chi sono?  Chi siamo?  E’ la questione che ci poniamo all’inizio del nuovo anno. Il brano evangelico della visita dei Magi al Bambino Gesù ci aiuta ad una risposta. Vi propongo di seguirmi e di affrontare il brano rispettando la narrativa perché ogni brano è un invito ad identificarsi a qualcuno dei personaggi.

Un nuovo anno

Un nuovo anno

2024

Dio ci concede di iniziare un anno nuovo, ci offre un nuovo dono. Per valorizzarlo al massimo è necessario capire di che cosa si tratta. Un nuovo anno è del tempo che ci viene messo a disposizione e allora cos’è il tempo?  I filosofi hanno consumato il cervello a studiare questa questione dare una risposta. Oggettivamente il tempo non è che il tic.tac dell’orologio, che non è altro che l’ingranaggio che gira su se stesso. Soggettivamente è quello che si prova nell’attesa, star fermi o precipitarsi.

La famiglia di Gesù

La famiglia di Gesù

2024

La Famiglia di Gesù è anche la nostra famiglia: c’è nostra madre, Maria, Gesù nostro fratello, il nostro padre putativo, Giuseppe. Anche noi abbiamo due famiglie come Gesù ne ha una in cielo: il Padre e lo Spirito Santo e una in terra: con Maria sua madre e Giuseppe; anche noi abbiamo in cielo la stessa famiglia di Gesù a cui apparteniamo e con cui vivremo quando la famiglia terrena avrà finito la sua missione.

Natale

Natale

2023

Natale ci impone una fermata, diremmo una “statio”. Avviene in tutto il mondo, il clima di festa avvolge e coinvolge tutti. La ragione è il ricordo di un avvenimento unico nella storia: Dio è diventato uomo. E’ lo specifico della fede cristiana, importante ricordarlo in questi tempi in cui le religioni si incontrano col rischio di confondersi. Il cristianesimo è la religione che crede che Dio è diventato uomo e si è chiamato Gesù. Da quel momento la storia si è divisa in due: prima di Lui e dopo di Lui.

Nacque da Maria vergine

Nacque da Maria vergine

IV Domenica di Avvento

Dinanzi alla narrazione dell’Annunciazione di Maria può reagire soltanto la fede, come avvenne per Maria. Gli elementi sono semplici come è semplice tutto ciò che è grande ed è difficile spiegare: la scelta di Dio, l’intervento dello Spirito, l’accettazione da parte di Maria, il Figlio di Dio che nasce da una donna. Nelle semplici parole dell’Angelo è annunciata la realizzazione della promessa fatta a David dal profeta Nathan. Il mistero nascosto nei secoli viene rivelato, come San Paolo scrive nella lettera ai Romani, ed egli non può trattenere la sua ammirazione.

La vera gioia

La vera gioia

III Domenica di Avvento

Molti si stupiscono parlando della gioia che il cristianesimo avrebbe portato al mondo. In effetti hanno l’impressione contraria. Segnati dal segno della Croce, talvolta dal dolorismo, penetrati dal senso del peccato erano preoccupati di moralizzare confondendo spesso la grazia con la legge. Nel clima del romanticismo ci si rallegrava della tristezza portata e coltivata nel mondo dal cristianesimo.

Preparare la strada

Preparare la strada

II Domenica di Avvento

La scorsa domenica ci siamo lasciati con la speranza che il bene vinca sul male e che trionfi la pace sulla guerra e abbiamo confermato la fede che possiamo intervenire con la preghiera per affrettare il processo di pace. Questa domenica la Parola di Dio ci esorta a preparare la via del Signore, a lavorare per la pace.

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