Categoria: Buona novella

Isaia

Isaia

I Domenica di Avvento 2020

In piena pandemia cominciamo un nuovo anno liturgico. La Chiesa ci prende per mano e ci insegna come vivere in questo tempo difficile qualificandolo col nome di “Avvento”. Niente di più adatto per esprimere il sentimento di attesa e di liberazione che è nel cuore di ciascuno. Attesa vuol dire fiducia, speranza, certezza che Qualcuno verrà, che la salvezza arriverà.

Cristo è Re

Cristo è Re

Festa di Cristo Re 2020

Giunti alla fine dell’anno liturgico la chiesa ci invita a fare i conti: ci presenta Cristo, Re universale, e ci interroga su come ha regnato nella nostra vita.
La Parola Re, andata in disuso. Le monarchie son rimaste poche e quelle poche svolgono un ruolo simbolico. Gesù non è un’immagine rappresentativa, non è una semplice icona, è veramente Re. Regna e governa l’universo. Perché?

Il Giudizio

Il Giudizio

XXXIII Domenica del T.O.

La scorsa domenica abbiamo detto che il giudizio prendeva diversi aspetti, oggi è presentato come un bilancio. Parabola è inquietante perché ciascuno può chiedersi se ha fatto sufficientemente fruttificare ciò che gli è passato tra le mani. Ricerca indefinita: teoricamente si può sempre fare di più di ciò che si è fatto. Questa parabola però, anche letta in maniera un po’ moralizzante, ci apre delle prospettive tonificanti sul valore della vita e della libertà.

La venuta dello sposo

La venuta dello sposo

XXXII Domenica del T.O.

Il capitolo XXV di Matteo è fatto delle parabole della vigilanza. Il tema centrale e di vegliare, non addormentarsi, essere pronti perché non sappiamo nè il giorno nè l’ora della venuta del Signore.
In che cosa consiste questa venuta? Presenta diversi aspetti. C’è sicuramente l’aspetto del giudizio, e questo giudizio è presentato dalle parabole di Matteo in maniera diversa. 

“Fratelli tutti” se Tutti Santi

“Fratelli tutti” se Tutti Santi

Festa di Tutti i Santi - 2020

Vedo ancora Papa Francesco piegato sull’altare della tomba di San Francesco d’Assisi firmare il documento che comincia con le stesse parole usate da Francesco per ammonire i suoi. “Fratelli tutti”. Tempi duri quelli del Santo di Assisi ma non meno duri quelli del Papa argentino eppure tutti e due riconoscono che gli uomini sono tutti fratelli, sognano la loro unità e fraternità ed esortano con fiducia a realizzarla.

L’unica legge

L’unica legge

XXX Domenica del T.O.

“Tu amerai il Signore tuo Dio”. Tutto ciò che di legislazione si trova nella Bibbia è lo sviluppo di questo primo comandamento. L’insieme delle leggi e delle prescrizioni, “il codice dell’Alleanza” dicono le condizioni per restare nell’Alleanza con Dio. Ma il primo comandamento è preceduto da qualcosa- Tutti i testi dell’Alleanza cominciano con un “prologo storico” del tipo “Io, il Signore che ti ho fatto uscire dalla schiavitù dell’Egitto”. Questo significa che il primo passo della fede non è di amare Dio ma di “riconoscersi amati da Dio”.

"E’ peccato non pagare le tasse?"

XXIX Domenica del T.O.

La domanda che i sadducei posero a Gesù ”per coglierlo in fallo” viene abitualmente posta alla chiesa e agli uomini di chiesa non tanto per far chiarezza sul tema quanto per trarre in inganno. La domanda apre il discorso di una sana laicità dello stato ma anche sulla indipendenza della chiesa. “Libera chiesa in libero stato”, bel principio quanto difficile ad attuarsi. Riduciamo tutta la problematica a questa domanda finale. “E’ peccato non pagare le tasse?”

Beati gli invitati alla cena del Signore

Beati gli invitati alla cena del Signore

XXVIII Domenica del T.O.

Il Regno dei cieli è simile al Re che celebrò le nozze di suo Figlio. La notte precedente sentì confusione, gli invitati, che aveva immaginato numerosi declinarono il suo invito e non soltanto ma vennero alle mani con gli inviati e qua e la sorsero anche degli incendi.

La nostra responsabilità

La nostra responsabilità

XXVII Domenica del T.O.

La terza parabola della Vigna paragonata al Regno inaugurato da Gesù ci presenta la tragedia del capovolgimento del disegno di Dio per l’umanità, un capovolgimento che avviene a causa di vignaiuoli usurpatori. Il primo livello del senso ci indica la passione di Cristo malgrado tutte le profezie che ne preparavano la venuta, tutte rifiutate.

Mettere in pratica le proprie convinzioni

Mettere in pratica le proprie convinzioni

XXVI Domenica del T.O.

La parabola dei due figli raccontata ai “capi dei sacerdoti e agli anziani” ci ricorda la diatriba tra Gesù coloro che dicono senza mostrarne l’esempio “Fate ciò che dicono ma non fate ciò che fanno”. Una parola a cui non segue l’effetto è falsa. Il Cristo ha data la prova del suo amore dando la vita per tutti gli uomini e invita i suoi discepoli a verificare l’autenticità del loro discorso che è all’origine della loro credibilità.

Tutti a lavoro

Tutti a lavoro

XXV Domenica del T.O.

In queste tre domeniche il Vangelo ci parla del lavoro nella Vigna che il Signore ha acquistato e che vuol far fruttificare. L’immagine della vigna è tradizionale, ne parla anche Isaia.
La prima di queste parabole ci parla dell’invito incessante, fino all’ultima ora a cooperare, senza distinzione di priorità. La parabola moltiplica le chiamate. I primi sono chiamati e pagati alla maniera abituale come d’accordo per il salario; a ciascuna ora il padrone torna e assume.

Il Perdono, l’arma decisiva per vivere insieme

Il Perdono, l’arma decisiva per vivere insieme

XXIV Domenica del T.O.

Disse Giorgio La Pira “Il Vangelo non è un libro di devozione ma un trattato di architettura per costruire la società”. Ascoltiamo quanto Il Signore ci dice in queste domeniche provandoci a considerare la sua Parola fondamento della società. L’influenza del vangelo sulla società non consiste in consegne sociali o politiche, questa è la responsabilità di ciascuno “nella propria anima e coscienza”. Gesù vuole trasformare quest’anima e questa coscienza. Passatemi l’immagine: il ruolo di Gesù è quello di architetto, gli ingegneri che realizzano dobbiamo essere noi.

Amerai il prossimo come te stesso

Amerai il prossimo come te stesso

XXIII Domenica del T.O.

Cosa fare davanti ad un delitto, ad un peccato? Se si deve detestare il delitto, il peccato commesso dagli uomini è naturale anche odiare la persona che li commette? La posizione evangelica ritiene “a priori” che questo atteggiamento è insostenibile.

Pensare secondo Dio

Pensare secondo Dio

XXII Domenica del T.O.

Ora si capisce bene perché tutte le volte che volevano farlo re Gesù si rifiutava e si ritirava in solitudine: voleva che avessero idee chiare su cosa significasse seguirlo.
Il pensiero di Dio differisce da quello degli uomini che ricercano e si confrontano alla ricerca del vero mentre San Pietro deve fare l’esperienza della rivelazione diretta del Signore che non corrisponde esattamente alle sue attese e sconvolge quelle che pensavano dovessero essere le loro relazioni con Dio.

Per voi chi sono io?

Per voi chi sono io?

XXI Domenica del T.O.

Qualcuno ti ferma per strada, in metropolitana o meglio ancora mentre vai a Messa la domenica e ti chiede: Chi è Cristo? Risponderai come gli apostoli facendo un riferimento alla storia. Cristo è un personaggio storico talmente affascinante da dividere la storia in due: prima e dopo di Lui.

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