Categoria: Buona novella

L’occhio interiore

L’occhio interiore

XXX Domenica del T.O.

Bartimeo, il cieco seduto al bordo della strada, non aveva mai visto Gesù, ovviamente! Però sentiva che stava passando e sentiva pure che la gente lo acclamava. Tutti parlavano dei suoi miracoli. Una grande speranza lo spinge ad alzarsi e a gridare: “Figlio di David, abbi pietà di me!”. Grida talmente forte che Gesù lo sente e lo chiama a sé.

Cosa volete che io faccia per voi?

Cosa volete che io faccia per voi?

XXIX Domenica del T.O.

Gli apostoli avevano visto tanti miracoli e, soprattutto, ascoltato le parole sull’efficacia della preghiera per cui si fecero coraggio e chiesero a Gesù: “Noi vogliamo che tu ci faccia ciò che ti chiederemo”. “Chiedete quello che volete”. “Sedere nella tua gloria uno alla destra e uno alla tua sinistra”. “Voi non sapete ciò che domandate!”.

Una cosa sola ti manca

Una cosa sola ti manca

XXVIII Domenica del T.O.

Di fatto a quest’uomo ricco di beni materiali e di beni morali (osservava tutti i comandamenti) viene a trovare Gesù. Fa tutto ma gli manca qualcosa.  Interessante soffermarsi sul verbo “mancare”, cosa mi manca. Con questo vangelo si distinguono i comandamenti dai consigli evangelici. I primi obbligatori e i secondi facoltativi. In questa prospettiva ciò che manca è un supplemento di generosità gratuita. Alcuni esempi ci possono spiegare.

L’uomo e la donna sono l’icona di Dio

L’uomo e la donna sono l’icona di Dio

XXVII Domenica del T.O.

Oggi Gesù ci parla del Matrimonio. Non fa la teologia del matrimonio ma, come sempre, va all’essenziale riferendosi ai primi capitoli della Genesi che cita e sviluppa.

Il primo capitolo della genesi ha uno stile pieno di immagini per far capire che Dio ama l’amore dell’uomo e della donna che gli ha strutturati in vista di una scoperta reciproca, piena di stupore. Dio presiede al loro incontro: la prima agenzia matrimoniale!

L’uomo prende la parola per la prima volta quando ammira la donna. Dio è soddisfatto perché per la prima volta aveva costato che non era “bene per l’uomo essere solo”.

La strada del Regno

La strada del Regno

XXVI Domenica del T.O.

Siamo su una strada , quella del Regno. Non è una strada facoltativa, una specie di ricompensa per i meritevoli: è il compimento della Creazione. Siamo coinvolti psichicamente. Mentalmente e spiritualmente. Tutto il nostro essere, anche se noi non ne prendiamo sempre coscienza, tende a questo termine. Non esistiamo che per questo. Questo regno è l’amore, l’immagine e la somiglianza di Dio che ci attira.

La grande contestazione

La grande contestazione

XXV Domenica del T.O.

Il giusto della prima lettura mette sotto accusa  con le sue parole e i suoi atti  il modo di vivere e di pensare dei suoi contemporanei: anche se è soppresso. Giacomo smaschera le radici della violenza, dei dissensi e delle guerre come leggiamo nella seconda lettura. Gesù infine contesta la scelta dei valori fatta dal mondo del suo tempo come da quello di oggi.

La vera fede

La vera fede

XXIV Domenica del T.O.

Il vangelo di questa domenica ci pone due problemi: Chi è Cristo. Chi è quest’uomo che viene dall’Alto e che il Padre ha mandato? E’ il primo passaggio obbligato della fede. Il secondo è: avendo riconosciuto l’origine e l’identità di Cristo si deve seguirlo dove va: alla Pasqua.  Le domande Gesù le pone a Cesarea di Filippo, la città più a nord di tutto il suo viaggio. Si tratta di ritornare e andare verso Gerusalemme per la sua passione.

La vendetta di Dio

La vendetta di Dio

XXIII Domenica del T.O.

La prima parola di Dio oggi ci stupisce: “Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta”. La vendetta di Dio. Viene subito da pensare al coronavirus come strumento della vendetta di Dio ma nutriti come siamo del messaggio di amore di Cristo siamo interdetti come un sentimento così orribile come la vendetta possa essere attribuito a Dio.

La legge del cristiano

La legge del cristiano

XXII Domenica del T.O.

Nel vangelo di oggi si pongono due questioni: la tradizione che soppianta i comandamenti e cosa sporca veramente l’uomo; in una parola cos’è peccato.

Nella prima lettura ci vengono presentate “le leggi e le norme” e non soltanto il decalogo ma le prescrizioni legali compresa quella di lavarsi le mani prima di mangiare, che Gesù chiama “le tradizioni degli antichi”. Il Deuteronomio lega queste prescrizioni con la comunione con Dio. Queste prescrizioni legali avevano come scopo di legare la fede e il culto ai dettagli della vita. Tutto è religioso per Israele. Questo non è superato. La nostra fede, speranza e amore si giocano in tutte le cose. Tutto è inserito nell’”Alleanza con Dio”. Perché Gesù critica le Tradizioni?

Signore da chi andremo?

Signore da chi andremo?

XXI Domenica del T.O.

Ciò che Gesù dice realizza il programma della Parola descritto nella lettera agli Ebrei: “La parola di Dio è viva ed efficace. Più affilata di una spada a doppio taglio, essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla e discerne i sentimenti e i pensieri dei cuori” (4,12). Separa la fede dalla non fede. Anche gli uditori si separano: “Ma tra di voi ci sono alcuni che non credono. Gesù infatti sapeva fin da principio chi era colui che lo avrebbe tradito” (Gv 6,64).

Assunta per noi

Assunta per noi

Assunzione 2021

Tutto quello che una madre fa, lo fa tenendo presente i propri figli e Maria nella Sua Vita non fa niente indipendentemente da Gesù suo figlio naturale e da noi suoi figli adottivi.

Giunta alla fine della sua esistenza terrena anche Maria passa attraverso la morte, che però non la separa dai suoi figli adottivi per unirla unicamente al Suo Gesù, ma, passando attraverso la morte il Padre le concede di essere ancora più madre di tutti gli uomini, glorificando anche il Suo Corpo mortale e rendendolo capace, come quello di Gesù, di essere realmente vicino ad ogni uomo. Con la sua assunzione al cielo Maria non viene allontanata da noi, ma avvicinata a noi per cui abbiamo la possibilità di accedere a Lei in ogni nostra necessità.

“La mia Carne è vero cibo. Il mio sangue è vera bevanda”

“La mia Carne è vero cibo. Il mio sangue è vera bevanda”

XIX Domenica del T.O.

La seconda parte del discorso di Cafarnao ci offre la possibilità di una riflessione sull’Eucarestia, cuore della Chiesa.

Giuliano Eymard diceva ai suoi: “Avete l’Eucarestia, avete tutto”. L’Eucarestia è veramente tutto.

Un uomo spirituale dei nostri tempi l’ha così sintetizzata

“Il Mistero è l’Eucarestia del Cristo, nella quale è tutto: tutta la creazione, tutto l’uomo, tutta la storia, tutta la grazia e la redenzione: tutto Dio, il Padre il Figlio e lo Spirito Santo: per Gesù, Dio e Uomo, nell’atto operante in noi, della sua morte di croce, della sua risurrezione e ascensione alla destra del Padre, e del suo glorioso ritorno” (Piccola regola dell’Annunziata).

Che cosa dobbiamo fare?

Che cosa dobbiamo fare?

XVIII Domenica del T.O.

Con la moltiplicazione dei pani Gesù intendeva porre un segno, ma non fu capito. Avevano fame e si saziarono, tutto lì. E’ vero che a stomaco vuoto non si ragiona, ma è anche vero che non esiste soltanto la fame materiale, ma pure quella spirituale: “Datevi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna”.

Quando gli viene chiesto: “Cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?”, Gesù non definisce cos’è la Volontà di Dio. Così si è finito per immaginare la volontà di Dio come una specie di programmazione autoritaria dell’occupazione del nostro tempo, riempiendo di ansietà la nostra creatività e libertà; divinizzando ciò che Dio vuole fin nel dettaglio. Qui invece la volontà del Padre è definita in una parola: “Colui che accoglie il Figlio nella fede ha la vita eterna”.

Cosa vuol dire accogliere, credere nel Figlio?

Era vicina la Pasqua

Era vicina la Pasqua

XVII Domenica del T.O.

La Chiesa ci fa interrompere l’ascolto del vangelo di Marco per offrirci l’ascolto del cap. VI di San Giovanni per tutte le domeniche di agosto.

Che l’evangelista pensi già all’Eucarestia quando descrive la moltiplicazione dei pani è fuori dubbio. San Giovanni dà una grande importanza al pasto messianico organizzato, diretto e servito da Gesù. Ha presente la tavola intorno a cui Gesù riunisce i suoi.

In un luogo solitario

In un luogo solitario

XVI Domenica del T.O.

Il vangelo di oggi ci presenta la vita di Gesù e della sua Equipe immersa tra la folla  “che andava e veniva e non avevano più neanche tempo per mangiare”. Si direbbe un vero gruppo di lavoro molto impegnato, tipico del mondo di oggi. L’immagine dell’uomo moderno è di essere sempre impegnato fino allo stress e soprattutto mai solo. La solitudine e il silenzio sono due nemici dell’uomo moderno. Il lockdown ha rappresentato per molti un momento di estrema difficoltà.

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