Categoria: Buona novella

Seme di senape

Seme di senape

XI Domenica del T.O.

Il termine “automatico” è pericoloso per la vita religiosa. Evoca l’idea di un meccanicismo senz’anima e di comoda passività. Eppure, è il termine usato dal Vangelo addirittura come parola di Gesù. Raffronta il Regno di Dio al crescere del seme e sottolinea che la terra produce il frutto da sé, nel testo greco “automaticamente”. È sorprendente! Siamo abituati a giudicare il frutto dal lavoro umano. A guardar bene, però, l’uomo cura solo gli accessori, ma sulla sostanza del frutto non può assolutamente nulla. Grazie alla sua forza immanente il seme cresce per attività interiore, automaticamente.

Un regno diviso in sé stesso

Un regno diviso in sé stesso

X Domenica del T.O.

L’argomento della Parola di Dio di questa domenica è, sembra strano, il demonio. Una cosa che non fa piacere all’interessato perché, essendo il principe della menzogna, ha tutto l’interesse di nascondersi, camuffarsi per imbrogliare.  Non sembri strano, ma quello che è il problema della Chiesa di oggi, discernere quando si tratta della presenza del demonio o di malattia di ordine neurologico, per intendersi se si tratta di indemoniati o di matti, è capitato anche a Gesù, di cui alcuni dicevano: “È fuori di sé!”; e altri: “È posseduto da Beelzebul!”. Il problema lo risolse direttamente Gesù.

Festa dell’Eucarestia

Festa dell’Eucarestia

Corpus Domini 2024

La festa annuale del Corpus Domini ci invita a riflettere e pregare su “la sorgente e il vertice di tutta la vita cristiana”: l’Eucarestia come Sacrificio. Siamo di fronte ad un grande mistero di cui solo i santi ne hanno intravisto lo spessore. P. Pio da Pietralcina disse che, se avesse saputo cosa voleva dire celebrare la Messa, non si sarebbe mai fatto ordinare sacerdote.

La famiglia divina di Gesù

La famiglia divina di Gesù

S.S. Trinità 2024

È un mistero assolutamente prodigioso che la vita profonda di Dio venga ad abitare nella nostra anima, se è in stato di Grazia, come se l’oceano tutto intero fosse contenuto in una spugna. È un mistero straordinario. È la rivelazione che ci fa il Nuovo Testamento.

Per capire a che livello collocare l’inabitazione di Dio in noi, può essere utile ripensare ai vari modi con cui Dio è presente in tutto il mondo, in tutte le cose create.

Fuoco e vento

Fuoco e vento

Pentecoste 2024

Ascoltiamo cosa dice il Concilio Vat. II della Pentecoste che stiamo celebrando: “Compiuta l’opera che il Padre aveva affidato al Figlio sulla terra, il giorno di Pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per santificare continuamente la Chiesa e affinché i credenti avessero così, attraverso Cristo, accesso al Padre in un solo Spirito” (L.G. 4).

Ascensione e desiderio del cielo

Ascensione e desiderio del cielo

Ascensione 2024

Tutti desidereremmo abbracciare Gesù come la Maddalena la mattina della Resurrezione. Ma Gesù ha frenato la Maddalena non facendole compiere questo atto di amore, perché “ancora non sono salito al Padre”.  Dopo quaranta giorni “mentre gli apostoli lo guardavano, salì al cielo e una nube lo sottrasse ai loro occhi”. Lì ora “siede alla destra del Padre”. “Io sono nel Padre e il Padre è in me”; “Io e il Padre siamo una cosa sola”.

Rimanete nel mio amore

Rimanete nel mio amore

VI Domenica di Pasqua

Gli apostoli sono nel Cenacolo. Si sta concludendo la Nuova Alleanza tra Dio e il suo popolo. Siamo sul nuovo Sinai, il Cenacolo, anticipo del Calvario e Gesù detta la Nuova legge, non un nuovo decalogo, ma il Comandamento Nuovo, quello unico, quello dell’Amore.

Io sono la vite, voi i tralci

Io sono la vite, voi i tralci

V Domenica di Pasqua

Per parlarci del Suo rapporto con noi il Risorto, dopo quella del pastore, prende l’immagine della vite e i tralci. Immagine felicissima che San Paolo traduce in quella del corpo e delle membra. Riesce così a dirci che come Lui è una cosa sola col Padre anche noi siamo una cosa sola con Lui.

Io sono il buon pastore

Io sono il buon pastore

IV Domenica di Pasqua

Continua l’itinerario pasquale attraverso il quale il Risorto ci conduce alla nuova situazione del rapporto con Lui che si è creata con la sua Resurrezione.  Questa domenica si presenta personalmente usando una immagine frequente nella Bibbia: il pastore.

“Non abbiate paura”

“Non abbiate paura”

III Domenica di Pasqua

Abbiamo più bisogno di sempre di sentirsi ripetere queste parola dal Cristo Risorto “Non abbiate paura!”. E’ una necessità per l’uomo di oggi che non cessa di aver paura internamente ed esteriormente e non senza ragione. E’ ugualmente una necessità per tutti i popoli e per il mondo intero, bisogna che  nella coscienza di ciascun essere umano si fortifichi la certezza che esiste Qualcuno che ha nelle sue mani la sorte del mondo che passa, Qualcuno che tenga le chiavi della morte e degli inferi.

Un nuovo cammino

Un nuovo cammino

II Domenica di Pasqua

Ci siamo ripresi dall’esplosione della gioia pasquale e la chiesa ci offre un nuovo cammino, analogo a quello che ci ha portato alla Pasqua, la quaresima. Ci attendono sette domeniche (settimane) che ci condurranno alla Pentecoste, la pienezza della Pasqua.

E’ vivo!

E’ vivo!

Pasqua 2024

La mattina di Pasqua il Padre risponde alla domanda posta sulla Croce: La tomba è vuota!

I Vangeli riportano l’interpretazione dei nemici di Gesù: i discepoli hanno rubato il suo corpo. La fede ci da una risposta diversa: “Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? È risorto! non è qui.”

La storia profana lo colloca nella galleria dei grandi defunti, fondatori di religioni o maestri di morale, alcuni addirittura ne negano l’esistenza. Gli Angeli ci dicono: “Alzatevi! Egli vive!”

La morte è stata inghiottita dalla vita

La morte è stata inghiottita dalla vita

Domenica delle Palme 2024

Eccoci alla fine, dopo la lunga quaresima, alla grande settimana. Descrive la vittoria del Cristo sulla morte come l’inizio del tempo nuovo, il tempo del Regno, il tempo della speranza non ancora realizzata. La storia dell’umanità dall’inizio alla fine è attraversata dalla vita che Dio ci dona, una vita assolutamente nuova.

Salvati e salvatori

Salvati e salvatori

V Domenica di Quaresima

Il vero discepolo è colui che cerca di seguire giorno per giorno il Signore. Oggi la nostra attenzione è rivolta a Cristo e alla sua passione: “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me”.

Un cristiano del terzo secolo, Clemente Alessandrino, ebbe il genio di riassumere la nostra situazione in poche parole: “Salvati e salvatori per l’iniziativa di uno solo” (Stromata III). Per far capire prende l’esempio della calamita. Se si mette una calamita a contatto con una catena di ferro, la calamita attrae tutte le maglie della catena. L’attrazione si trasmette fino all’estremità della catena. Ugualmente per i cristiani, attratti da Cristo nello Spirito Santo, aderendo a Cristo possono attirare anche altre persone. È così che siamo salvati e salvatori. Il Cristo conta su di noi per realizzare la sua opera di salvezza. Attraverso di Noi desidera arrivare a molti uomini.

Dall’esilio al pellegrinaggio

Dall’esilio al pellegrinaggio

IV Domenica di Quaresima

Le letture di questa domenica evocano il cammino di conversione non verso la fede, ma la conversione del cristiano tiepido o già freddo.

La prima lettura ci ricorda il cammino drammatico del re Sedecia e del suo popolo, caduti in una situazione difficile che si ripete spesso durante i secoli. Infedeli a Dio, moltiplicavano le pratiche sacrileghe delle nazioni pagane e profanavano il tempio di Gerusalemme, consacrato al Signore.

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