Era vicina la Pasqua

XVII Domenica del T.O.

Era vicina la Pasqua

La Chiesa ci fa interrompere l’ascolto del vangelo di Marco per offrirci l’ascolto del cap. VI di San Giovanni per tutte le domeniche di agosto.

Che l’evangelista pensi già all’Eucarestia quando descrive la moltiplicazione dei pani è fuori dubbio. San Giovanni dà una grande importanza al pasto messianico organizzato, diretto e servito da Gesù. Ha presente la tavola intorno a cui Gesù riunisce i suoi.

I termini usati per descrivere il miracolo sono, come nei sinottici, rigorosamente paralleli a quelli dell’istituzione. “Avendo preso il pane e reso grazie lo spezzo e lo diede”, ci dice Luca, descrivendoci l’istituzione dell’Eucarestia. “Prese i pani e avendo reso grazie li distribuì”, dice Giovanni a proposito del miracolo. Altro elemento eucaristico è l’ordine di raccogliere gli avanzi. Egli incarica per questo i suoi discepoli come per una missione “perché nulla vada perduto”. Giovanni sembra pensare già al pane che non perisce, di cui parlerà il giorno dopo a Cafarnao. Il ricordo della prossimità della Pasqua, all’inizio del capitolo, che è proprio di Giovanni, non può significare altra cosa che l’annuncio della nuova Pasqua, di cui l’Eucarestia cristiana sarà il sacramento.

Tutte le volte che Gesù opera la moltiplicazione dei pani intende porre il segno di quello che sarà il grande dono finale : l’Eucarestia.

La prima parte del discorso che terrà il giorno dopo a Cafarnao, in cui si identifica col Pane celeste, dice evidentemente questo, anche se i giudei non lo capiscono, infatti gli obiettano: “Come può costui dire: Io sono disceso dal cielo?”. Non insorgono contro il mistero Eucaristico, ma contro la pretesa messianica di Gesù. La dottrina eucaristica di Giovanni è tutta incentrata sull’Incarnazione ed esige la fede sulla sua Persona e sulla sua missione. L’Incarnazione tende al dono Eucaristico e si compie in esso; l’Eucarestia da parte sua non prende il suo senso che nella fede in Cristo, Pane vivo disceso dal cielo che dà la vita al mondo.

Il modo migliore per prepararci ad ascoltare il discorso di Cafarnao, che ci verrà offerto le prossime domeniche, è proprio quello di entrare nello spirito di Gesù che prepara l’Eucarestia.

E’ una preparazione lunga quanto la storia del mondo perché nell’Eucarestia si compie la pienezza del dono di Dio che vuol diventare una cosa sola con la sua creatura. La manna discesa dal cielo, a cui fa cenno Gesù stesso nel suo discorso, il misterioso pane di Elia, non sono che dei segni lontani  che insieme alle moltiplicazioni dei pani anticipano profeticamente il dono di quando “Li amò sino alla fine”.

Ma soprattutto è importante ripetere la fede della Chiesa nell’Eucarestia, per potere ascoltare Gesù che si definisce “Pane vivo disceso dal cielo”. Quello che ci dà non è un pane che perisce capace di sostenere la vita fisica, ma un nutrimento eterno che viene dal cielo  e che è Lui stesso.

Il nutrimento celeste degli uomini è Cristo stesso. Questo ha un'importanza capitale ed è sufficiente per distinguere il Cristo da tutti gli altri uomini che son vissuti tra di noi  e che hanno dato origine alle altre religioni di invenzione umana.

Il cristianesimo si distingue per questo: il suo fondatore non ha soltanto una importanza storica come Budda e Maometto per i loro fedeli. Non è colui che per primo ha avuto certe idee essenziali di cui gli restano riconoscenti, ma che hanno un valore indipendentemente dalla sua persona; non è l’organizzatore geniale di una società destinata a riunire gli uomini di buona volontà perché lavorino insieme e rendano il mondo migliore. La Chiesa è fermamente organizzata più di ogni altra società religiosa con un insieme di verità dottrinali le più alte e sicure di ogni pensiero, ma soprattutto la fede e la morale cristiana non sono separabili neppure un istante dal Cristo, capo della Chiesa. Ciò che la Chiesa ha di centrale  ed essenziale è la Persona stessa di Cristo. Ciò che colpisce dei profeti è che il loro messaggio si distingue radicalmente dalla loro persona, essi parlano dicendo “così dice l’Eterno”. Soltanto Gesù può dire “Io sono la via, la Verità e la vita” e sono “Il pane disceso dal cielo per la vita del mondo”.

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