Festa del Battesimo del Signore

2024

Festa del Battesimo del Signore

Se viviamo nella misura in cui speriamo, quale attesa ci anima? In questo mondo senza bussola, sappiamo rendere conto della speranza che è in noi a coloro che ce la chiedono? Israele era il popolo della speranza che non era fondata su motivi umani ma sulla promessa fatta da Dio. I profeti non cessavano di ricordare che Dio gli aveva scelti, letti, amati e aveva promesso loro fedeltà malgrado le rivolte e gli abbandoni. Il fondamento della speranza d’Israele è la speranza che Dio mette in Lui, nel suo popolo, nell’uomo.

Giovanni Battista nel deserto annuncia l’arrivo imminente del più potente che farà succedere ai tempi delle promesse quelli della realizzazione. Il segno sarà il Battesimo nello Spirito che quello nell’acqua non fa che annunciare. Gesù, facendosi battezzare da Giovanni nel Giordano non fa che evocare Mosè che attraversa il mar Rosso e quello degli ebrei che attraversano il Giordano per entrare nella terra promessa. Gesù ricevendo il battesimo non finge di essere peccatore ma nel suo gesto integra ciò che è profondamente umano e gli da una nuova efficacia.

Che cosa cercavano queste donne e questi uomini che venivano dalla Giudea e da Gerusalemme a farsi battezzare nel Giordano? Essi rispondevano ad un appello di Giovanni che invitava ad un battesimo di pentimento dei peccati: volevano rinnovare l’Alleanza con Dio che avevano rotto col peccato. Il Battesimo, prima di Gesù era un rito per i proseliti, cioè per i pagani che volevano entrare nell’Alleanza. Proponendo questo rito Giovanni gli conduce a riconoscere che sono usciti dall’Alleanza e ad esprimere il desiderio di rientrare. Ma questa Nuova Alleanza non è soltanto una restaurazione dell’Antica: sarà un’ Alleanza Eterna. l’Alleanza nuova con Dio che Gesù Cristo prende su di se facendosi battezzare. Lo conferma la voce del Padre dal cielo: “Questo è il mio Figlio diletto”.  Questo  “Figlio diletto” è il titolo che Dio da ad Isacco, figlio della promessa che Abramo si appressa a sacrificare. La voce aggiunge:” in Lui ho posto tutto il mio amore”. Secondo la testimonianza di Isaia è designato così colui in cui Dio si compiace, il servo fedele, riservato per portare la Parola a tutte le nazioni della terra.

Colui che Dio ama non si presenta tra gli uomini come il Messia trionfante potente e glorioso ma si nasconde anonimamente tra la folla degli uomini. Dio manifesta tutta la sua gioia perché finalmente ha trovato un uomo che mette tutta la sua fiducia in Lui e non la tradirà mai, realizzerà la sua opera: in Gesù la speranza di Dio nell’uomo trova la sua giustificazione.

Alla parola di Dio i cieli che si aprono fa eco la confessione di fede  del centurione quando si aprirà il velo del tempio alla morte del Signore: “Quest’uomo è veramente il Figlio di Dio”.

Al seguito dl centurione rinnoviamo quotidianamente la fede del nostro Battesimo. Il Figlio di Dio ha assunto la nostra natura umana nell’unità della sua persona. Ha introdotto gli uomini in Dio e Dio nella nostra umanità, e noi ne siamo parte.

Rinnoviamo quotidianamente la fede nella Chiesa di cui il nostro Battesimo ci ha fatto membri. Allora la nostra speranza sarà viva e sapremo render conto di essa a tutti coloro che ce lo chiedono.

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