La Nuova Alleanza

VI Domenica di Pasqua

La Nuova Alleanza

Stiamo camminando verso la conclusione della Pasqua in cui si è realizzata la Nuova Alleanza. Sul Sinai Dio  affidò a Mosè le leggi che avrebbero regolato la Prima Alleanza , sul Calvario,  nella Croce di Cristo e nel Suio sangue, si è realizzata la nuova.  L’esodo ci ha narrato i fatti dell’Antica Alleanza,  Giovanni la Nuova. Nella prima “Voi sarete il mio popolo e io sarò il Vostro Dio “ , nella Nuova  “Se uno mi ama e osserva i mie comandamenti, noi verremo a Lui e faremo dimora presso di Lui”.

I comandamenti erano le dieci parole contenute nelle tavole di pietra, la legge della Nuova Alleanza è “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”.

La Legge del Cristiano è lo Spirito Santo, Dio stesso presente nell’ uomo. Il Concilio Vaticano II si esprime così:  “La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario del cuore dell’uomo, dove Egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità. Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che trova il suo compimento nell’Amore di Dio e del prossimo,” (G et Sp 16) Non ascoltare la voce di Dio che risuona nella coscienza non è disobbedire ad una legge eacui potrebbe anche corrispondere una pena ma ignorare quello che Dio stesso dice a ciascuno in quel momento particolare. Rinnegare la propria coscienza è rinnegare Dio stesso.

Non è facile credere che la legge del cristiano non è una norma ma una persona e dal dialogo con questa persona deriva il modo di agire di ciascuno. E’ essenziale avere sempre un dialogo aperto con questa Persona Divina e lasciarsi condurre momento per momento. Un dialogo che esige attenzione perché Gesù stesso, che ci ha parlato della Spirito Santo come legge del cristiano ci ha precisato che “suggerisce”, non urla, non alza la voce ma con dolcezza infinita propone quello che è bene  e disapprova quello che è male. La parola che lo Spirito ci suggerisce è la regola della vita quotidiana, quella su cui saremo giudicati.  Non ci verrà chiesto cosa pensiamo delle varie leggi morali  dettate dalla chiesa nè ci verrà fatto l’esame sulla morale cattolica ma l’esame della coscienza.

Il Santo Cardinale Newman diceva chiaramente che il primo vicario di Cristo è la coscienza e se avesse dovuto brindare prima lo avrebbe fatto alla propria coscienza , poi alla salute del Papa, questo senza togliere niente alla sua fedeltà alla chiesa e al Papa.

Gesù prima di lasciarci definitivamente il giorno della Ascensione al cielo ha voluto parlarci a lungo dello Spirito Santo. Postremo dire che nessuno ha avuto un catechista più qualificato, perché una volta partito sarebbe stato lui la guida dei cristiani e della Chiesa. Per questo il primo compito degli educatori è quello di educare all’ascolto della voce interiore della coscienza e di tenere un dialogo aperto con Dio.

Desiderare che qualcuno ci dica cosa dobbiamo fare o di avere una legge precisa che ci governi è una tentazione continua, direbbe San Tommaso sono i cristiani dell’Antico Testamento, perché ogni legge si può imbrogliare ma l’unica  che non si può imbrogliare è la propria coscienza.

In queste due settimane che ci separano dalla celebrazione della Pentecoste, la conclusione della Pasqua, cioè la conclusione definitiva del Nuovo Patto col Signore esaminiamoci seriamente sul posto che occupa la coscienza  nel nostro modo di agire e scopriremo lo spazio che diamo al Signore e alla sua Parola , lo spessore della nostra Alleanza con Lui.

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