Preparate la via del Signore!

II Domenica di Avvento

Preparate la via del Signore!

L’apostolo Giovanni all’inizio del vangelo parla del suo maestro, di  colui che lo aveva introdotto a Gesù, in questi termini: «Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui» (Gv 1,6).

E’ proprio questo testimone che oggi ci guida nella nostra preparazione alla venuta del Signore e lo fa riprendendo le parole del profeta Isaia, che, al suo tempo, esattamente sette secoli prima, parlava al suo popolo in maniera schietta, mettendolo davanti a se stesso con tratti indimenticabili – ipertrofia religiosa, ornamenti inadatti, possidenti insaziabili – dando prova di saggezza critica  e di schiettezza. Era un profeta e parlava in nome di quel Dio che aveva visto: «Io vidi il Signore».

L’evangelista Luca è l’unico a situare Giovanni e Gesù storicamente in riferimento ai “grandi” del suo tempo e, per lui, la parola di Dio fu effettivamente seminata nell’umanità «nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, … sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto» (Lc 3,1-2). Così ci fa comprendere che la storia dell’umanità cambia volto, comincia una ascesa, è invitata a vivere una rigenerazione. Questo non vale soltanto per gli uomini dell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, ma «per ogni uomo invitato a vedere la salvezza che viene da Dio». L’Eterno fa irruzione nella storia. Dio stesso prende la parola. Beati colori che lo ascoltano!

Nella prima lettura abbiamo ascoltato Baruch. In effetti la situazione del popolo non era brillante. E questo non era per caso. Le scelte sociali e politiche, la pratica economica è, in buona parte, causa dei “mali del tempo”. Bisogna riconoscerlo lealmente, pubblicamente. Ne portiamo la responsabilità collettiva.  Avremo noi l’umile lucidità di Baruch e di Giovanni? E’ vero, la lucidità richiede molto coraggio, perché genera opposizioni e critiche. Il “politicamente corretto” è più confortevole.

Dio soffre nel vedere tanta gente paralizzata per le proprie cattive scelte. Ci invita a un cambiamento. Dio annuncia la vittoria possibile della pace, della giustizia, della gloria, della vera pietà verso Dio e della misericordia. Dio vuole vestirci di nuovo, rendere luminosi i nostri abiti di luce, rimettere in piedi persone fuggite in esilio. Non è ineluttabile la disfatta e l’annientamento, ma la vittoria e il raddrizzamento delle cose.

Dio invita i credenti ad aver fiducia, ad alzare la testa, a scegliere ciò che è bene per l’uomo, perché anche i “grandi” di questo mondo fanno cattive scelte.

Ogni credente è invitato ad un atteggiamento di responsabilità, a riconoscere i propri errori e rifiutarli. E’ l’ora della Speranza, perché Dio viene ancora una volta nella storia a condurre verso cambiamenti salutari.

Paolo parla con calore e tenerezza ai Filippesi e ai Macedoni. Li aveva evangelizzati verso l’anno 50. Applichiamo a noi stessi quanto scrisse a loro.

Cerchiamo di amare gli altri e Dio alla maniera di Cristo e cresceremo in una «conoscenza vera» che ci farà «discernere ciò che è più importante», scoprire il fondo delle realtà umane, percepire il senso degli avvenimenti, scegliere il meglio: tutto questo comincia con un atteggiamento interiore di benevolenza e di amore. Anche chi non ha fatto studi, non ha cultura, può raggiungere questa saggezza e crescere interiormente. Paolo prega, perché questo avvenga per ogni persona e per ogni comunità. Preghiamo realmente per i fratelli della nostra comunità in questa direzione: perché ognuno cresca nell’amore. Osiamo investire le nostre forze per progredire nella conoscenza vera, nella perfetta conoscenza e nel discernimento spirituale? No? Allora non cesseremo di dipingere tutto di nero come molti dei nostri contemporanei. Sì? Allora la bontà interiore addolcirà tutte le nostre tristezze.

Beati coloro che credono che Dio desidera la loro grandezza e la loro riuscita spirituale!

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