Samuele, Samuele…

II Domenica del T.O.

Samuele, Samuele…

“Samuele, Samuele!”: questo invito che il Signore rivolge a Samuele nel silenzio della notte risuona profondamente in noi: ciascuno risente la voce riconoscibile del Signore, ciascuno può interrogarsi sulla sua risposta alla chiamata del Signore.

Misuriamoci su questa pagina della Scrittura per verificare lo spessore del nostro rapporto con Dio.

Dio è colui che chiama l’uomo, lo chiama per nome e lo introduce in un progetto, in una storia. In una vocazione. E, facendo questo, gli permette, a sua volta, di chiamare Dio, di rispondere a Dio. Tutta la liturgia di oggi è centrata sull’ascolto della voce di Dio, la risposta che io gli do e il nuovo nome che ricevo.

Per sentire la voce di Dio è necessario:

  • Abitare nel suo tempio. Non è strano, ma si tratta di capire cosa significa per noi abitare nel suo tempio. In che maniera una sposa, uno sposo, un padre e una madre di famiglia possono abitare il tempio di Dio? Qual è per loro questo luogo interiore dove il riposo è veramente possibile? Dove può, anche se adulto, vivere “come un bambino in braccio a sua madre”? Credo che questo tempio di Dio sia soprattutto la nostra vita ordinata, finalizzata, tutto al suo posto sotto lo sguardo di Dio. La seconda lettura parla del nostro corpo come tempio di Dio, il luogo dove “glorificare Dio”. Abitare il tempio di Dio è la prima condizione per sentire la voce.
  • Lasciarsi svegliare. La voce del Signore sveglia Samuele. È normale che Dio parli nella notte. Nella notte libera il suo popolo dalla schiavitù. Arriva nei periodi della vita in cui siamo nell’incomprensione, talvolta anche nella tristezza e nella prova. Si rivela come la luce in mezzo alla notte. Lasciamoci svegliare da Dio! “E’ l’ora di svegliarci dal sonno, la salvezza è più vicina ora di quando siamo diventati credenti. La notte è avanzata, il giorno si avvicina.” Quale che sia la notte dobbiamo svegliarci: “Svegliati tu che dormi! Svegliati dai morti e Dio ti illuminerà!”.
  • Chiedere consiglio. È essenziale nella vocazione di Samuele la presenza del sacerdote Eli che esorta Samuele: “Torna a dormire, e se ancora ti chiama dirai……”. Un altro elemento nella relazione intima che Dio vuole avere con noi è il ricorso ad un terzo. Qui si profila tutto il ministero della Chiesa che si presenta in questo incontro. Non dobbiamo temere di bussare alla porta di un anziano nella fede, di un accompagnatore, di un amico di Dio se in noi risuona una voce che non sappiamo ben identificare.
  • Conoscere il suo nome. Questa storia di Samuele è un Vangelo prima del Vangelo. In effetti nel vangelo si riproduce questo incontro intimo dell’uomo con Dio ed è vissuto con l’aiuto di un terzo: è il Battista che si fa da tramite tra i suoi discepoli e l’Agnello di Dio. È Dio che suscita un messaggero per preparare la strada e iniziare un cammino che poi finirà nell’intimità. Risulterà che loro hanno bisogno di Lui e non viceversa, anche se questi uomini non lo conoscono ancora. E non vuole soprattutto che pensino che Lui abbia bisogno di loro. È importante che si esprima il fatto che sono loro che lo cercano, che lo desiderano.
  • La dimora di Gesù. Quando si è stabilita la relazione, Gesù si mostra accogliente al punto da offrire loro il suo indirizzo. Dove abitava? In un eremo, in un appartamento? Il vangelo è sobrio, quello che interessa è che Gesù offre loro la sua intimità. Comincia così a prepararli alla verità: “Non sai, Filippo, che io sono nel Padre e il Padre è in me?”. La dimora di Gesù è il cuore di Dio. La sua dimora è là e non lo lascia mai. È là che passa tutta la giornata. Da quel giorno lo hanno seguito e non si sa cosa si sono detti. Il frutto delle ore passate nell’abitazione di Gesù è il grido del loro cuore “Abbiamo trovato il Messia!”.

Chiediamo al Signore di saperlo ascoltare convenientemente. Mettiamo in pratica il primo comandamento: “Ascolta Israele!”. E Dio ci indicherà le nostre vie e farà di noi i suoi messaggeri, le cui parole non resteranno senza effetto: “Hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra”. Il mondo attende i messaggeri di Dio. Attende uomini che si sono messi in ascolto, che hanno imparato a dimorare con Gesù presso il Padre; coloro che abitano il riposo e conducono il mondo al riposo. Il mondo attende dei profeti: lasciamoci inviare da Gesù.                                                      

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