Natale 2020

25 dicembre

Natale 2020

Natale è la festa della identità cristiana. In questo tempo provvidenziale di avvicinamento delle religioni che noi viviamo, anche se l’ecumenismo è in un momento di stasi, per tenere aperto un vero dialogo con tutti i fratelli delle altre confessioni è importante  avere chiara la propria identità e conoscere bene la verità in cui crediamo. Dio ama tutti gli uomini, vuole tutte le religioni,  ha detto Papa Francesco. Tutti gli uomini sono stati redenti dal sangue di Cristo, tutti siamo figli di Dio, ma possono dirsi cristiani non quelli che riconoscono l’unico vero Dio e lo adorano chiamandolo Allah, Yahvè, o Padre di Gesù Cristo, ma soltanto coloro che credono che Dio è diventato uomo e si è chiamato Gesù. Che l’uomo Gesù  nato da Maria era il figlio naturale di Dio e perciò stesso vero Dio e vero Uomo. Questo è il significato del Natale, quando facendo la professione di fede dichiariamo: “Si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatta uomo”.

Ogni riferimento a Dio, come ogni preghiera rivolta a Lui, deve assolutamente passare per Gesù Cristo, vero uomo  e vero Dio. Quando il cristiano parla di Dio, conosce la possibilità per arrivare a Lui perché ci è stato rivelato il mistero nascosto nei secoli. “Nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.

“Abbiamo visto Dio”. Al bambino che adoriamo nel presepe, quando fu chiesto di mostrare il Padre rispose: “Chi vede me vede il Padre mio!”.  Questo è il mistero: Dio, che gli uomini hanno sempre cercato, che è stato oggetto della riflessione e dello studio di filosofi e di cui oggi viene volontariamente ignorata perfino l’esistenza, dichiara essere Lui “l’immagine di Dio invisibile”.

Celebrare il Natale significa confrontarsi col mistero più grande della nostra fede, un mistero così incomprensibile che coloro che lo stavano aspettando non si accorsero che era venuto, ma che dovrà abituare i suoi a qualcosa di ancora più sconvolgente: la morte di Dio sulla Croce per la salvezza dell’uomo. Accettare la nascita di questo bambino significa inserirci nel mistero della sua volontà che sarà sempre misteriosa, ma che condurrà alla vera conclusione delle cose: la volontà di Dio.

La fede cristiana presenta a chi ricerca la verità su Dio un Bambino, che non manifesta soltanto un periodo di passaggio della vita di un uomo, ma una condizione fondamentale per entrare in contatto con la verità, perché con la sua prima manifestazione ci dice: “Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli”. Questa è la risposta alle nostre complicazioni e la presentazione che Dio fa di sé a coloro che ricercano il Dio dei filosofi.

Col Natale, il Signore viene e a noi la grazia di saperlo accogliere facendogli spazio nella nostra vita. Non viene per essere sopportato o per condividere gli spazi con altri. Si è fatto attendere da secoli prima che arrivasse “la pienezza dei tempi” e desidera sentirsi considerato “Mio Dio e mio Tutto”.

Si presenta a noi con questa carta di identità: “Io sono la via , la verità, e la vita” e non ammette sconti  per chi intende stabilire un reale rapporto con Lui.

E’ la via sicura che conduce al Padre, quindi al bene, al bello, all’amore, alla vera gioia.

E’ la verità. Chi ha incontrato Lui non ha concluso la ricerca, ma è sulla strada sicura per trovarla. Accogliamo uno che soltanto intravvediamo, “come in uno specchio, come in enigma” in attesa di incontrarlo “faccia a faccia”. Per questo la vita è ricerca di Lui  e di Natale in Natale  ci avviciniamo sempre più, godendo dell’incontro finale.

E’ la vita. E’ tutta la vita da vivere intensamente fino a chiamarsi “cristiana”. Una vita che prevede scelte cristiane, stile cristiano, perfettamente coinvolta in una dinamica pasquale. Una vita in cui Cristo è tutto come dice Ignazio di Antiochia: “Parlatemi solo di Cristo. Il resto non mi interessa”.

Alcuni anni fa mi trovavo, sotto Natale, in visita a una parrocchia della Sardegna, dove incontrai un gruppo di bambini del catechismo della prima Comunione. Parlando della nascita di Gesù chiesi: ”Cosa avranno detto i pastori alla Madonna quando gli mostrava Gesù bambino?”.  “Uuuh! Come ti assomiglia!”. E’ il più bel complimento che si può fare ad una mamma.  La verità era che non era Gesù che assomigliava a Maria, ma Maria che assomigliava a Gesù. Deve essere il desiderio di ogni cristiano che si confronta col mistero del Natale e che si ferma in contemplazione del presepio. Col Natale si accoglie Gesù, si contempla, si ascolta  e si nutre sempre più il desiderio di assomigliargli perché: “Nessuna lingua può dire, né lettera scrivere, solo chi lo ha provato può dirlo, cosa significhi amare il Signore”.

Copyright © 2019 giuseppemani.it - Powered by NOVA OPERA