Notte di Natale

2018

Notte di Natale

“ E’ apparsa la grazia di Dio apportatrice di ogni bene”. E’ così che la seconda lettura ci annuncia il Natale. La Grazia di Dio è il suo Amore “il suo grande Amore”, la sua bontà senza limiti, la sua misericordia incalcolabile. Dinanzi alla sua creazione, ferita dal peccato Dio avrebbe potuto giudicare condannare, ferire. E’invece il contrario. Gesù dirà espressamente che non è venuto per condannare ma per salvare, non è venuto per felicitarsi con i giusti ma per guarire i peccatori.

In che modo è venuto? Avrebbe potuto rimane a distanza, guarire da lontano e salvare dall’alto la sua maestà. Invece è voluto discendere personalmente nella Persona del suo Figlio. Si è abbassato per mettersi alla nostra altezza o meglio a livello della nostra bassezza. Perché? Per eccesso di follia di amore per noi. Ormai Dio non è più così grande dal momento che si è fatto così piccolo! E’ la prima lezione di questa notte di Natale.

A questa apparizione due persone umane sono state associate: Maria e Giuseppe.

Per alcune settimane Maria è stata l’unica a conoscere il segreto che l’Angelo Le aveva confidato e da quel momento tutto era cambiato in Lei. Una vita aveva cominciato a germinare nel suo corpo, una vita divina. Il suo corpo si era messo a dilatarsi, sempre più evidente. Bellissime sono le immagini medioevali che ci rappresentano Maria delicatamente ingrossata, senza il Bambino in braccio ma già visibilmente in Lei. Maria è la donna che tiene il posto di tutte le altre donne nel cuore della storia della salvezza e che rivela il posto che la donna avrebbe occupato sulla terra: rendere possibile la discesa di Dio nel cuore della creazione. Maria è Colei che rivela tutta la insuperabile dignità della donna: donare la vita. Essere mamma.

C’è anche Giuseppe in questa storia. Ma qual’ è il suo ruolo? In effetti aveva potere su Maria, era suo sposo e poteva aspirare a far parte a pieno titolo a questa avventura. Dopo i suoi dubbi l’Angelo gli rivelò il disegno straordinario di Dio e anche perché trovasse il suo posto di uomo, a nome di tutti gli uomini ogni volta che Dio è all’opera. Giuseppe non è congedato né messo da parte, al contrario Dio avrà bisogno di lui. Giuseppe non sarà l’autore. Padre di Gesù? Sì, in un certo senso, in maniera più profonda, in maniera diversa di tutti i padri della terra, come ombra soltanto del Padre unico che è nei cieli. Non gli sarà stato facile prendere il suo posto perché quando Dio è all’opera, anche oggi, l’uomo non può essere l’attore principale, ma solo servitore, strumento docile, abbandonato, offerto all’Onnipotenza di Dio.

Maria e Giuseppe sono stati scelti per questo, perché Dio aveva bisogno di loro perché il Natale fosse possibile. Da allora nessuna donna potrà essere più completa nella sua grazia di donna se non farà come Maria, terra accogliente per ricevere Dio in sè. E nessun uomo sarà più completo nella sua grazia di uomo di quando prende coscienza che il suo ruolo di padre prende origine da Colui che è padre di tutti e da cui ogni paternità in cielo e sulla terra prende nome. Mai Dio sarà così grande come quando si fa così piccolo, vicino, abbordabile, fragile e alla mercè dei nostri tradimenti e del nostro peccato: icona perfetta della sua incredibile grazia, del suo “grande amore per noi”.

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