Prepariamo il Natale 2020

24 dicembre 2020

Prepariamo il Natale 2020

Per sette anni ho celebrato il Natale a Sarajevo tra i militari e ogni anno si ripeteva lo stesso itinerario: giungevo all’aeroporto verso le h. 17.00 e attraversavo la città, fino alla caserma Tito Barrak, dove ci aspettava la cena e la veglia per le confessioni che si concludeva con la Messa  di Mezzanotte.  La città, in prevalenza musulmana, era tutta illuminata a festa, anche le numerose moschee da dove, all’ora del tramonto (mentre io stavo passando), i muezzin invitavano alla preghiera con la stessa formula: «Allah è grande!». Dicevo tra me e me: «È vero, ma si è fatto bambino, per essere piccolo come noi!». Questo loro non lo accettavano, eppure verrà un giorno in cui «tutti riconosceranno che Gesù Cristo è il Signore a gloria di Dio Padre!» . Tutte le religioni sono gradite a Dio, volute da Dio, ha detto Papa Francesco, ma in cammino verso questo riconoscimento che è la Verità.

Per questo si fa festa anche nei paesi non cristiani: tutto cammina verso Cristo. Con la sua nascita ha diviso in due la storia: prima di Cristo e dopo Cristo, perché il centro è Lui.

Per i cristiani il Natale del Signore è il vero inizio della Redenzione. Il momento della nascita di Cristo è stato oggetto di attenzione per tutta l’arte, che si è espressa nella maniera più alta per raccontare lo straordinario evento. La poesia lo ha detto, la musica lo ha cantato, la pietà popolare lo ha riprodotto, l’animo umano lo ha vissuto come uno dei momenti fondamentali e forse unici della sua fede. Mezzanotte è l’ora fatidica in cui Maria diede al mondo il Salvatore, l’ora in cui il cielo ha toccato la terra e gli angeli hanno annunciato la pace. Questa non è poesia, ma il modo per vivere quello che la fede dell’umanità ha espresso con il meglio di se stessa. Non è indifferente spostare l’orario della celebrazione della Nascita di Cristo. Si dirà che è un’ora convenzionale, stabilita dall’uomo, ma non senza motivo: la storia che aveva preparato quel giorno con la celebrazione del  dio sole e la Bibbia parla  «mentre il silenzio avvolgeva tutte le cose». Attenzione quindi ad una religione disinfettata! Ciò che i padri ci hanno tramandato è l’espressione della loro fede e noi “abbiamo la fede dei padri”. Non abbiamo la certezza storica se Maria abbia davvero partorito Gesù a mezzanotte, ma è certo che S. Francesco a mezzanotte fece il primo presepio a Greccio, che S. Alfonso Maria de’ Liguori ci ha detto, nelle sue stupende canzoni natalizie, che “Quanno nascette Ninno a Betlemme era notte e pareva miezo juorno” . E’ chiaro che il Presepe è una delle forme di evangelizzazione più efficaci, anche perché inventata dal migliore dei pastoralisti. Per secoli la notte di Natale è stata notte di Grazia per milioni di fratelli e rinunciare ad una tradizione così importante non è indifferente e, a parer  mio, ingiustificato da un coprifuoco che, come tutte le leggi , poteva avere una eccezione in rispetto della fede delle persone. Le leggi che passano sulle teste come un rullo compressore, che non tengono presente le situazioni particolari non sono “per l’uomo”, ma rischiano di essere indifferenti nei riguardi dell’uomo da cui la reazione di sfiducia verso le legge stessa e  il legislatore. Io, che ho la grazia di vivere in una comunità religiosa, celebrerò a mezzanotte e sentirò con me tutti i fedeli della cattedrale Web per i quali offrirò quella Messa.

L’arrivo del Natale del Signore, che vuol rinnovare attraverso di noi la sua nascita, ci impone una più immediata preparazione all’accoglienza, all’ascolto e alla sequela di Colui che viene. I tre amici che ci hanno accompagnato: Isaia, Giovanni il Battista e Maria ci invitano ad una verifica e ad un ulteriore atto di conversione.

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