Il discernimento

Formazione della coscienza

Il discernimento

Si dice che non si nasce uomini ma si diventa per esprimere che per diventare uomini c'è bisogno di una lunga gestazione. Anche la coscienza, a suo modo, condivide questa lunga gestazione.
C'è chi non vuol sentir parlare di formazione della coscienza pensando che si tratti di un condizionamento della liberta'. Niente di più falso. Per la maturazione della coscienza avviene ciò che avviene per il linguaggio umano come lo nota opportunamente il Card. Ratzinger.

"Perché parliamo? Perché abbiamo imparato a parlare dai nostri genitori. Parliamo la lingua che essi ci hanno insegnato, anche se sappiamo che esistono altre lingue che siamo incapaci di parlare o di comprendere. Chi non ha mai imparato a parlare rimane muto. Eppure la lingua non è un condizionamento esterno che abbiamo interiorizzato ma una cosa interna a noi. Viene formata dall'esterno, ma questa formazione corrisponde ad una predisposizione insita nella nostra natura, cioè alla possibilità di esprimerci con il linguaggio. L'uomo come tale e' un essere parlante ma lo diventa soltanto a condizione di imparare a parlare dagli altri. Incontriamo così la nozione fondamentale di ciò che significa essere uomo: l'uomo e un essere che ha bisogno dell'aiuto degli altri per diventare ciò che è in se stesso".
La coscienza esige formazione ed educazione. Può diventare rachitica, può essere distrutta; può essere deformata a tal punto da riuscire ad esprimersi solo a stento o in maniera distorta.
Anche una coscienza formata ha la possibilità di sbagliare nelle proprie scelte anche perché gli manca quella stabilita' di criterio che dona il riferimento all'assoluto. Ogni uomo abbandonato alle sue forze può essere sempre vittima di un errore involontario per cui l'attività della coscienza va sempre unita alla preghiera perché Dio che e' il giudice della coscienza vive nella nostra anima.
Ogni uomo è capace col semplice esercizio della sua ragione di distinguere il bene dal male o, come dice Sant'Agostino di sapere intuitivamente dove è la verita. Ma questa ragione e' fallibile : anch'essa ha bisogno di riferirsi all'Assoluto. Nel mondo cristiano questo assoluto non è un ideale a cui ci si riferisce ma una Persona che si rivela per cui il discernimento non è piu una scelta tra il bene e il male ma incontrare la volontà di questo Assoluto per compierla.
È' per questa ragione che i Padri del deserto sceglievano come "padre spirituale" un uomo dotato di carisma che spesso era un anziano.
Anche noi parleremo del ruolo di un consigliere, di un fratello che ci accompagna nel nostro discernimento.

 

Discernimento

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