Categoria: La fede in tempo di pandemia

Ce l’abbiamo fatta

Ce l’abbiamo fatta

Ce l’abbiamo fatta - e speriamo che non siano le “ultime parole famose”! - a non essere le vittime del coronavirus. Almeno materialmente parlando, perché socialmente e psicologicamente siamo ammalati tutti. Non parlo poi di noi candidati al “coronagloriae”, in quanto vecchietti, perché la cosa prende davvero del pittoresco.

Dopo il Coronavirus

Dopo il Coronavirus

Stiamo andando verso la fine dell’esperienza di questa pandemia che sicuramente, come ogni esperienza di vita, ci ha fatto scoprire qualcosa di nuovo, ci ha fatto crescere col rischio di farci dimenticare quanto avevamo imparato prima ritenendolo superato. Indiscutibilmente l’uso dei mezzi di comunicazione ha fatto prendere coscienza a tanta gente dell’esistenza di questo nuovo modo di comunicare. Ma purtroppo soltanto alcuni hanno saputo sfruttare la situazione e non i migliori.

Continuare, non ricominciare

Continuare, non ricominciare

Stamani arrivando in parrocchia dove ogni domenica vado a confessare ho trovato tutto normale, regolare, soltanto il mio confessionale si era ingrandito, da una scatola di legno era diventato un’ampia cappella con due porte aperte e due sedie a distanza regolamentare.

Le lezioni della crisi

Le lezioni della crisi

Riflessioni nel cenacolo

Siamo nel cenacolo, con Maria , la Madre di Gesù, a trascorrere gli ultimi giorni della crisi e quindi anche l’ultima occasione per riflettere su quello che abbiamo vissuto e le lezioni di vita che ne sono derivate.

Siamo persone responsabili

Siamo persone responsabili

Non posso nascondere il mio stupore dinanzi allo spettacolo che ieri ci fu offerto dalla televisione: il presidente del consiglio dei ministri, il presidente dei Vescovi italiani e il ministro degli interni seduti alla stesso tavolo per firmare un documento in cui si stabiliva la data delle celebrazioni delle Messe, dell’uso delle mascherine, dei guanti , del numero dei concelebranti , la presenza dell’organista, la proibizione del coro ecc. Cose da capoufficio, neppure da sottosegretari. Lo spasimo delle televisione è più forte di ogni considerazione e ogni occasione è buona per far teatro, ma veniamo alla sostanza della cosa.

Cosa cambierà dopo la pandemia

Cosa cambierà dopo la pandemia

Cosa cambierà dopo la pandemia? È la domanda che molti si pongono anche per fare dell’Accademia mentre altri seriamente e seriamente rispondono a secondo della loro linea di pensiero. Finita la pandemia non saremo più quello che siamo stati, anche la situazione internazionale cambierà in meglio, assicura una buona parte di persone; altri invece assicurano con altrettanta chiarezza che non cambierà proprio niente, anzi la situazione peggiorerà.

Pazienza, pazienza, pazienza

Pazienza, pazienza, pazienza

La virtù del momento è la pazienza. Soffermiamoci un po’ a riflettere su questo per essere aiutati a vivere pazientemente.
Perché la pazienza.? Gesù c’è lo ha detto chiaramente “Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” è per portare la croce che ci vuole pazienza, cioè accettare e saper soffrire. La croce e la sofferenza tutti dobbiamo portarla; con la differenza che i cristiani la portano, dovrebbero portarla , volentieri perché è salvezza mentre i Pagani la rifiutano e la ritengono scandalo e stoltezza.

Il potere a confronto con le religioni

Il potere a confronto con le religioni

La situazione di pandemia ha messo in luce anche il rapporto tra tra stato e religione. Vorrei precisare a scanso di equivoci, non stato e chiesa Cattolica ma religione, quindi tutte le religioni.
La reazione di tanti credenti nei confronti delle scelte dello stato di proibire tutte le celebrazioni pubbliche è stata ed è negativa.

Lo spazio e il tempo

Lo spazio e il tempo

La filosofia ci insegna che lo spazio e il tempo sono due accidenti non la sostanza della vita, però,in questo tempo di pandemia, dobbiamo fare i conti con questi accidenti che rischiano di condizionarci tutta la vita. Il problema e': poco spazio e troppo tempo. Credo che una riflessione su questo rapporto sia utile, anzi indispensabile per non sprecare degli autentici doni di Dio.

Tempo di Pandemia

Tempo di Pandemia

Si spera di andare verso la fine, almeno di entrare nella fase 2 per cui credo sia opportuno fermarsi a guardare il mondo in questo tempo almeno per poterlo raccontare. Ovviamente guardarlo da sani perché’ mi dicono che da malati e tutto un’altra cosa.

Senza l’Eucarestia non possiamo vivere

Senza l’Eucarestia non possiamo vivere

Durante questo tempo di pandemia in cui si riduce tutto all’essenziale fino a pensar di poter fare a meno della Messa domenicale, con la giustificazione di pastori che anziché lamentarne la mancanza e confortare i fedeli ritengono, bontà loro, che sentire la mancanza della messa domenicale è “segno di fede, ma non riuscire a farne a meno non è segno di fede matura”, credo sia opportuno riascoltare la testimonianza dei nostri fratelli che per partecipare alla Messa domenicale hanno affrontato il martirio.

Gesù è presente

Gesù è presente

Gesù è risuscitato dai morti; quindi è vivo e ci ama col suo cuore di carne. Però potrebbe essere vivo, ma assente; cioè alla destra del Padre, dove ci attende alla fine della vita per fare i conti. Invece no. Fa parte della nostra fede il fatto che Egli è vivo e presente.

Gesù è veramente risorto

Gesù è veramente risorto

La pandemia ci costringe a vivere chiusi in casa come gli apostoli vivevano nel cenacolo, “per paura dei Giudei” dopo la morte di Cristo e vi rimasero anche dopo la sua resurrezione, insieme a Maria, in attesa degli eventi che si compirono il giorno della Pentecoste, esattamente cinquanta giorni dopo, quando uscirono ad annunciare la Salvezza avvenuta. Furono cinquanta giorni “da infarto”.

Con Gesù nel Getsemani

Con Gesù nel Getsemani

Mercoledì Santo

Abbiate gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” Continuiamo a stare vicino a Gesù nel Getsemani per rimanere uniti ai nostri fratelli che soffrono. Stare loro vicino vuol dire penetrarne i sentimenti e i desideri più profondi . Gesù ci manifesta il comune desiderio di chi sta soffrendo: non sentirsi abbandonato.

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