Pazienza, pazienza, pazienza

Pazienza, pazienza, pazienza

La virtù del momento è la pazienza. Soffermiamoci un po’ a riflettere su questo per essere aiutati a vivere pazientemente.
Perché la pazienza.? Gesù c’è lo ha detto chiaramente “Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” è per portare la croce che ci vuole pazienza, cioè accettare e saper soffrire. La croce e la sofferenza tutti dobbiamo portarla; con la differenza che i cristiani la portano, dovrebbero portarla , volentieri perché è salvezza mentre i Pagani la rifiutano e la ritengono scandalo e stoltezza.

Sulla pazienza c’è una grande letteratura e tutti i filosofi si sono interessati all’argomento in vario modo, in parole povere per insegnare a vivere saggiamente. Dal momento che tutti dobbiamo portare la croce è saggezza imparare a portarla nella maniera più indolore.
Le croci che vengono dagli uomini. Vorrei cominciare con un consiglio , un po’ stoico per la verità ma utilissimo, per affrontare le situazioni difficili nei confronti di persone che vogliono farti del male. Lo devo ad un generale, carissimo amico, che vedendomi preoccupato per delle noie che mi venivano procurate a seguito di decisioni che avevo dovuto prendere mi disse che il problema era che non avevo fatto la scuola di guerra pur essendo un generale. Si offrì per offrirmi la prima lezione: quando il nemico spara stare in trincea e attendere che finisca, una volta che ha finito si avanza. Lezione saggissima e una prassi felicissima, come ho potuto sperimentare. Il carissimo dott. Gianni letta, invece, quando era direttore de “il Tempo” mi partecipò il segreto di rapportarsi con i giornalisti che ti attaccano: non rispondere. Ci vuole molta padronanza di se ma è efficacissimo perché: la smentita è una notizia data due volte, se non rispondi il direttore del giornale se la prende con l’articolista che non non ha saputo essere efficace col suo scritto e il giornalista non può ribattere con un altro articolo che ovviamente gli verrebbe pagato. Sono tattiche vincenti per esercitare la pazienza ma sicuramente utili per imparare a vivere.
Siamo seri: la pazienza è un dono di Dio che dobbiamo chiedere continuamente. Il Cardinale Poletti ci diceva che la pazienza è la prima forma di carità. La pazienza è il coraggio di tutti i giorni dice il proverbio, è l’arte di sperare.
La pazienza è una virtù poco apprezzata nel nostro secolo di agitazione e dì velocità. In realtà è , lo era, la saggezza di coloro che hanno il tempo, addirittura l’eternita’: i contadini di una volta, i monaci che dissodavano o copiavano i codici antichi, i marinai a vela. È sopratutto la natura e la vita che si prendono tutto il loro tempo per costruire qualcosa che ci sfugge ancora. Santa Caterina da Siena la considerava il midollo della carità nel rapporto quotidiano con gli altri. Pazienza delle madri e delle insegnanti, pazienza nelle relazioni coniugali e con gli altri familiari, pazienza nella comunità’, nel lavoro, nella politica......
La pazienza è davvero la virtù del tempo di pandemia: si tratta di attendere. Aspettare le scoperte del vaccino e le varie e sperimentazioni, aspettare che la situazione migliori per uscire di casa, aspettare che finisca, perché non ne possiamo più.
Una cosa è sicura: il coronavirus passerà, arriverà altro a farci disperare ma passerà, per cui non ci resta che aspettare e per aspettare ci vuole pazienza.
I grandi santi, che sono anche i più esperti della vita, sono modelli di pazienza hanno costruito,sicuri del domani che loro non vedranno. Teresa di Avila ci insegna:
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa. Dio solo resta. Con la pazienza si ottiene tutto. A chi ha Dio niente manca. Dio solo basta.

La fede in tempo di pandemia

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