Dio e il coronavirus

Dio e il coronavirus

Vedendo avvicinarsi il rischio dell’epidemia si rischia di essere presi dalla paura. Tutti esortano a non farsi prendere dal panico, ed è la prima preoccupazione dei responsabili dell’ordine pubblico. La paura non va mai insieme alla fede: o la fede o la paura. “ Non temete gente di poca fede!”, dice Gesù ai suoi discepoli terrorizzati per la tempesta che si era scatenata nel lago di Galilea.
Cosa deve pensare un cristiano in questa situazione? Può fare qualcosa? Dio può intervenire o non può niente neppure Lui?

Tutti problemi legittimi e per i quali la fede offre una pista di riflessione.
Alcuni pensano che ci meriteremmo di peggio dell’epidemia pensando al male che c’è nel mondo. L’epidemia è partita dalla Cina ed ho pensato ai cinquanta milioni di bambini uccisi prima della nascita per la legge degli unigeniti, in vigore fino allo scorso anno. Ma l’epidemia si è diffusa anche fuori dalla Cina e allora il discorso non regge. Pensare all’epidemia come un castigo di Dio è avere di Lui un’immagine falsa. Dopo il diluvio universale Egli promise che non lo avrebbe mandato più e dinanzi a Sodoma e Gomorra, su cui mandò la pioggia di fuoco, abbiamo la sicurezza di “Gesù Cristo, il Giusto” che salva tutti e che sta sempre dinanzi al Padre per intercedere in nostro favore. Siamo al sicuro. Niente vendette da parte di Dio, anche se ci meriteremmo di peggio!
Il virus fa parte della esperienza umana. È una componente della nostra natura che per un congegno di cose produce questi elementi che risultano nocivi al nostro benessere.
Quando Gesù ha voluto diventare uomo ha accettato tutte le condizioni della natura umana fino alla morte di Croce, cioè il frutto della cattiveria degli uomini capace dell’oltraggio più atroce: crocifiggere un uomo. In Gesù il Padre conosce tutta la nostra condizione e non ignora niente di quanto i suoi figli sperimentano durante la loro vita terrena. Dio ha ben presente il coronavirus.

Dio potrebbe liberarci dall’epidemia? Certamente. “Niente è impossibile a Dio”. Per questo i nostri padri ci hanno trasmesso il modo con cui hanno vissuto i drammi del loro tempo: San Carlo la peste di Milano, a Catania l’eruzione dell’Etna. La loro fede ci assicura di aver visto un intervento diretto di Dio per salvare popolazioni intere.
La Chiesa fa pregare ufficialmente di liberarci “dalla peste, dalla fame e dalla guerra”. Per questo preghiamo il Padrone di tutte le cose che ci liberi da questa epidemia sempre se è secondo la “sua Volontà”. “Santissima Provvidenza di Dio, provvedi Tu”, “Sacro Cuore di Gesù, pensaci Tu”. Abbiamo la certezza che Dio ascolta ogni nostra preghiera e ci esaudisce se è secondo la Sua Volontà. Solitamente Dio agisce sempre indirettamente, cioè attraverso l’uomo, per questo preghiamo per coloro che sono alla ricerca, che studiano i rimedi necessari per debellare il virus e siamo certi che anche questa volta il male avrà la sua medicina e i malati la loro guarigione, frutto della potenza di Dio e dell’attività dell’uomo.

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