Avvento 2020

Sta per cominciare un anno difficile, ovviamente un anno pasquale in cui l’umanità insieme a Cristo rinnova con Lui la sua passione, morte e resurrezione. E’ sempre stato così, anche se all’inizio di ogni anno ci siamo sempre fatti gli auguri di felicità, gioia, salute  e ogni bene; invece  è il caso di augurarci forza e coraggio nel Signore per portare la Croce insieme a Lui e con lui risorgere. Il mondo ha poco da rassicurarci, hanno smesso di dire “andrà tutto bene” come ripeteva dietro le bare dei numerosi morti di Bergamo; anche del vaccino si mette in dubbio la data di arrivo e l’efficacia.

La chiesa che cosa ci dice? Dobbiamo imparare a pregare. Ancora non crediamo che Dio può tutto e possiamo confidare in Lui.  Ripetiamoci che non è Dio che ha mandato il coronavirus per chissà quale punizione che ci meritiamo ma che Lui può liberarci da questa peste perché come comanda a tutte le cose può comandare anche sul coronavirus, può aiutare le ricerche dell’uomo e soprattutto può anche miracolosamente intervenire. Ho la sensazione che non crediamo a questo, non abbiamo fiducia nell’Onnipotenza che Dio può mettere in atto per difendere i suoi figli. Non preghiamo perché, come disse il fedele musulmano Mohamed al Beato martire Chistian  de Chergè “Voi cristiani non sapete pregare”, e cominciò per lui, che sarebbe stato il Priore di Tithirine, il cammino di conversione.

Ci vuole fede per pregare, quest’anno deve essere l’anno della fede che diventa preghiera. Penso spesso quello che alcuni vecchi preti del Vicariato di Roma raccontavano del  Cardinale Vicario Marchetti Selvaggiani a cui, durante un periodo di grande siccità, chiesero di mettere nelle messe l’Imperata “ad petendam pluviam”, traduco, la preghiera del messale per chiedere il dono della pioggia. “E se poi non piove che figura ci facciamo?” Fu la risposta del  simpatico cardinale. Credo che Dio aspetti che ci muoviamo per domandare a Lui che ci liberi da questa pandemia. Che in tutte le messe si preghi per questo con una precisa preghiera, che si manifesti fiducia in Lui sicuri di non restar delusi, di non far brutta figura noi e Lui come avrebbe detto quel cardinale. Spero proprio che ci muoviamo, che tutta la chiesa si muova in questa direzione, che questo nuovo anno resti come memoria della salvezza che il Signore ha offerto al suo popolo. L’anno in cui si sperimenta che la forza della Chiesa è la preghiera.

Ci introduce nell’avvento  la Novena dell’Immacolata Concezione. Mettiamoci con Maria in attesa della salvezza del Signore, chiediamo a Lei che ci insegni a pregare e che ci suggerisca continuamente che “Niente è impossibile a Dio” perché i cristiani devono abituarsi ai miracoli, frutto della preghiera, che il Signore fa vedere ai suoi poveri.

Entriamo nell’Avvento. Rappresentiamo a Dio l’attesa dell’umanità intera e preghino  insieme a Colei che è”Vita, Dolcezza E Speranza nostra”. Vieni Signore Gesù!

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