L’intervento di Maria

L’intervento di Maria

Il tredici maggio è una tra le date più importanti della mia fede. Erano le 17 quando giunse la notizia che durante l’udienza in Piazza San Pietro avevano sparato al Papa, che era stato portato al Gemelli ed era gravissimo.

Immediatamente convocai in cappella i seminaristi e cominciammo a recitare il Rosario. A noi si unirono i giovani che ci raggiungevano per la scuola di preghiera e continuammo a pregare fino a notte. Arrivavano intanto notizie dello smarrimento ma anche delle preghiere di tutto il mondo, infatti non soltanto nelle chiese ma anche nelle moschee e nelle sinagoghe si pregava per il Papa chiedendo la grazia, il miracolo della sua guarigione. A notte inoltrata arrivò la notizia che il Papa era fuori pericolo ma che bisognava continuare a pregare, cosa che continuammo a fare.
Ci dicono i testimoni che appena il Papa, riprese conoscenza, si rese conto che era il tredici di Maggio, disse: “Sono io! Una mano mi ha colpito e una mano mi ha salvato” e non ebbe fin da quel momento il minimo dubbio che la Madonna lo aveva salvato e che “il vescovo vestito di bianco” di cui parlava il terzo segreto di Fatima era Lui.

Tutti sappiamo come andò l’attentato, interessa la lettura che ne diede l’interessato: San Giovanni Paolo II .
Il Papa volle che fosse reso pubblico il terzo segreto di Fatima che non era stato pubblicato proprio per la delicatezza del suo contenuto. Fu letto dal Cardinale Sodano il 13 Maggio 2000 alla presenza del Papa che si era recato a Fatima a ringraziare la Madonna .
Ecco un brano della lettura che ne diede il cardinale.
“La visone di Fatima riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa. E’una interminabile via crucis guidata dai Papi del ventesimo secolo. Il “vescovo vestito di bianco” che prega per tutti i fedeli è il Papa. Anch’Egli camminando verso la Croce tra i cadaveri dei martirizzati (Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi laici) cade a terra come morto, sotto i colpi di arma da fuoco. Dopo l’attentato del tredici maggio 1981, a Sua Santità apparve chiaro che era stata “una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola” permettendo “al Papa agonizzante di fermarsi sulla soglia della morte”. Fin qui il testo letto dal card. Sodano.
Rimaneva da interpretare la visione di Lucia che conteneva la parte non pubblicata e che parlava non soltanto dell’attentato ma della morte del Papa. Il Papa si riconosceva nella visione ma mentre si parlava di morte Lui non era morto. Come spiegare allora che si trattava proprio di Lui, come affermava il Papa? Fu affidata l’interpretazione ad un ad un teologo di eccezione, al Cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede che si espresse così.
“Nella via crucis di un secolo la figura del Papa ha un ruolo speciale. Nella visione anche il Papa viene ucciso nella strada dei martiri. Non doveva il Santo Padre, quando dopo l’attentato del 13 maggio 1981 si fece portare il testo della terza parte del “segreto”, riconoscervi il suo proprio destino? Egli era stato molto vicino alla frontiera della morte ed egli stesso ha spiegato la sua salvezza con le seguenti parole “…..fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola e il Papa agonizzante si formò sulla soglia della morte”. Che qui una mano materna abbia deviato la pallottola mortale, mostra solo ancora una volta che non esiste un destino immutabile, che fede e preghiera sono potenze, che possono influire nella storia e che alla fine la preghiera è più forte dei proiettili, la fede più potente delle divisioni”.

L’interpretazione di Ratzinger è chiara: il Papa sarebbe dovuto morire perché il colpo era mortale, l’attentatore si chiedeva come mai non fosse morto dal momento che il suo grilletto non sbagliava mai, e invece pur avendo ricevuto un colpo mortale, potremo dire fu ucciso ma non morì, e ad interrompere questa causalità naturale, “questo destino” furono le preghiere della Chiesa e l’intercessione di Maria. Davvero la preghiera è più forte dei proiettili, la preghiera può deviare la storia. La preghiera è, come diceva La Pira, l’Onnipotenza di Dio nelle mani dell’Uomo.
Si percepiva quasi fisicamente che quella notte tutto il mondo era in preghiera e fu esaudito.
L’anno dopo, il 13 maggio , invitai il Papa al Seminario Romano e rievocando quello che era successo l’anno prima disse quale era il segreto di Fatima: la Preghiera.

Questa è la fede della Chiesa e con questa fede domani insieme a tutti i credenti in Dio dedichiamo tutto il giorno al digiuno e alla preghiera per chiedere la liberazione da questa pandemia secondo “la sua volontà”.

Lettera della settimana

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