Raccontarsi

Raccontarsi

Raccontarsi. E’ il tema del messaggio papale della giornata della comunicazioni sociali che mi sembra particolarmente adatto per una riflessione.
L’uomo è un narratore. Fin da giovani abbiamo fame di sentirci raccontare qualcosa. Che siano favole, romanzi, films, novelle…… i racconti toccano le nostre vite e li viviamo come se fossero nostre.

Spesso decidiamo ciò che è bene o male proprio a seguito di ciò che abbiamo visto o ci è stato raccontato. I racconti ci segnano, formano le nostre convinzioni e forgiano i nostri comportamenti, possono aiutarci a comprendere o dire chi siamo. In una parola i racconti ci educano.
Il racconto è la forma più immediata e accolta di comunicazione. Di una conferenza, di una predica ciò che ci tiene attenti è spesso la parte narrativa non la parte espositiva di concetti astratti e ciò che rimane in mente è proprio il fatto raccontato soprattutto se personalizzato.

L’uomo non ha bisogno solo di vestiti ma anche di raccontarsi, “rivestirsi” di storie per proteggere la propria vita. L’uomo è un essere narratore perché è un essere in divenire che si scopre e si arricchisce attraverso la trama dei giorni. Ovviamente non tutti i racconti sono buoni. “Se voi mangerete diverrete come Dio” : la tentazione del serpente inserisce nella trama della narrazione un nodo difficile da sciogliere. “Si tu possederai….. Tu diverrai…..tu realizzarai” mormorano ancor oggi coloro che si servono della pubblicità per strumentalizzare.
In un’epoca in cui la falsificazione è diventata più sofisticata abbiamo bisogno di saggezza per accogliere e creare il bello, dei buoni racconti. C’è bisogno di coraggio per vincere il male e la cattiveria. Ci vuole pazienza e discernimento per scoprire quei racconti che ci aiutano a non perdere il filo in mezzo alle difficoltà di oggi, dei racconti che mettano in luce la verità di ciò che noi siamo fino all’eroismo ignorato della nostra vita quotidiana.

Il racconto dei racconti è la Bibbia in cui si narra la storia dell’umanità in rapporto con Dio. Ed è proprio la Bibbia che è fatta di racconti e che è trasmessa attraverso la narrazione. Il racconto dell’Esodo, che il buon Israelita deve avere sempre davanti è il riferimento continuo: Dio libera il suo popolo dall’oppressione, si ricorda dell’Alleanza con Lui. L’esperienza dell’Esodo ci insegna che la conoscenza di Dio si trasmette soprattutto raccontando di generazione in generazione , come continua al presente. Dio della vita si comunica raccontando la vita. Gesù stesso parando di Dio non parla mai in maniera stratta ma con parabole, con discorsi brevi ma efficaci.

La storia si rinnova. Ogni storia è unica e inviolabile. Ciascuno ha la sua storia in cui nulla è insignificante. Dopo che Dio si è fatto storia ogni storia umana in un certo senso è storia divina. Per cui ogni storia merita una narrazione alla sua altezza. E’ evidente, scrive san Paolo, “voi siete una lettera di Cristo scritta non con l’inchiostro ma con lo Spirito del Dio Vivente, non come la legge su delle tavole di pietra, ma su delle tavole di carne dei Vostri cuori“(2Cor 3,3). Lo Spirito Santo, l’Amore di Dio, scrive in noi e scrivendo in noi lo fissa bene e ce lo ricorda. Ricordare significa rileggere ciò che è scritto nel cuore. Come le confessioni di Sant’Agostino, il racconto del pellegrino di Sant’Ignazio, la storia di un ‘anima di Santa Teresa. Ciascuno ha la sua storia e ciascuna storia ha il diritto di essere condivisa, raccontata.

Ciascuno ha la sua storia ed è storia sacra, storia fatta con Dio. Sarà bello prendere l’abitudine di fare come Israele: ricordare continuamente i prodigi che Dio ha operato in noi e che soltanto noi conosciamo. Il Salmo 135 ci insegna ad elencarli concludendo “Perché eterna è la Tua Misericordia”. E’ un esercizio di preghiera da fare in questo tempo di pandemia in cui siamo più costretti alla riflessione.

Nessuna vita vissuta è banale o poco interessante. Durante la mia vita sacerdotale ho avuto l’occasione di sentire la narrazione della vita, magari provocata da me, di persone molto anziane, alcune centenarie che mi hanno sempre stupito per la loro originalità e semplicità. Sicuramente narrazioni estremamente efficaci perché mi si sono scritte subito nel cuore.

 

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