Un Santo vero

Un Santo vero

Ce lo ha detto il Padre Eterno in Persona accordando un miracolo alla preghiera di Charles de Foucauld, il beato Carlo di Gesù. Il Papa lo ha riconosciuto ed è certo che la vita di Fratel Carlo è vangelo. Dichiarandolo Santo mette in atto la forme di evangelizzazione più alta e propria del Papa: dire che la vita di un nostro fratello è secondo il Vangelo. La via che ha percorso è strada che conduce alla santità.

Anche oggi è necessario sapere chi sono i fratelli graditi a Dio, quelli degni di essere seguiti per “non finire nella fossa”
Tra le prove della chiesa di questi tempi c’è sicuramente la smentita della vita di diversi fratelli che hanno fatto un gran bene, che hanno avuto un gran seguito, che hanno realizzato grandi opere, erano ritenuti santi e invece si è scoperto che la loro vita non corrispondeva a quello che predicavano. In questi tempi va di moda parlare di trasparenza e non si ricorda che la delazione , la distruzione dell’altrui fama, la rivelazione anche di cose vere ma che ledono la buona fama del prossimo sono contro la morale cristiana che ha come riferimento l’unica legge dell’amore, trasparenza compresa. E’ particolarmente pruriginoso parlare degli scandali interni, della chiesa, fare “mormorazione” direbbe il Papa.
Per essere realisti dobbiamo dire che grandi opere son nate da uomini tutt’altro che santi: nessuno nega il bene che hanno fatto e fanno i “Legionari di Cristo” eppure all’inizio c’era Marciel Decollado, la congregazione di San Giovanni Evangelista col P. Philippe O.P.e in questi giorni Enzo Bianchi che è stato pregato di andarsene anche fisicamente dalla Comunità che cinquanta anni fa aveva fondato. Possiamo contare altre situazioni, dopo aver ricevuto il legittimo riconoscimento della Chiesa.
Perché è avvenuto tutto questo? Non mancano studi sul tema. L’ultimo che ho letto è del Priore Generale dei Certosini, Dom Dysmas de Lassus, che dopo aver studiato le varie situazioni conclude dicendo che l’errore è stato commesso dopo il Concilio Vaticano II quando, nell’entusiasmo del momento, diversi si sono improvvisati fondatori di opere e congregazioni ignorando la grande esperienza della Chiesa che non si può negare insufflata dallo Spirito Santo e ci ha lasciato delle Regole piene di Sapienza anche se alcune coperte dalla polvere del tempo, avevano senz’altro bisogno di essere rispolverate ma non ignorate e tanto meno cestinate per darsi delle regole nuove più moderne e più adeguate ai tempi. Personalmente non ho aspettato scandali per ritenere folle chi pensava che la sua fondazione rappresentava il nuovo cristianesimo, il nuovo monachesimo, la nuova vita religiosa, quindi lui come Antonio, Basilio, Benedetto, Bernardo , Teresa, Ignazio e Giovanni della Croce. Ci vuole un bel coraggio insieme ad una discreta faccia tosta ad affermare cose del genere. Mi ha fortemente impressionato quando ho letto che il settantacinque per cento degli istituti religiosi, con regolare riconoscimento della chiesa, non superano il secolo di vita. Dio suscita gruppi per rispondere alle necessità del momento della sua Chiesa ma lo fa sempre nella tradizione iniziata da uomini guidati dallo Spirito nella sequela di Cristo e riconosciuti dalla Chiesa. Non ho dubbio che questi siano stati Antonio,Benedetto da Norcia, Bruno della Certosa, Francesco di Assisi, Domenico, Teresa di Avila e San Giovanni della Croce, Ignazio, Don Bosco, Teresa di Calcutta e , siamo arrivati : Charles de Foucauld.
La sua vita è tutta da studiare per l’interesse che suscita. Viene da una grande conversione e passa attraverso tutta l’esperienza spirituale più forte della sequela di Cristo. Si fa plasmare da Benedetto nella scuola cistercense della stretta osservanza. Poi passa alla vita eremitica che vive solo, accanto all’Eucarestia, prima a Nazareth poi nel deserto dove troverà la morte nella solitudine come Cristo. E’ fondatore della spiritualità moderna, sintesi del cammino fatto da tanti altri ed è morto senza vedere neppure un seguace. Davvero non ha fatto miracoli in vita. E’ stato il chicco di grano caduto in terra che ha prodotto molto frutto. Ha lasciato una scia dietro di se che ha ispirato migliaia di persone nella sequela di Cristo. Una scia luminosissima, da alcuni non compresa, confondendo la realizzazione della via di Nazareth con la banalità.
I suoi scritti furono conosciuti da un seminarista di Parigi: Renè Voillaume e da una donna che diverrà Piccola Sorella Magdeleine. Dopo diversi anni che si stavano impegnando a seguire le orme di Fr. Carlo di Gesù, indipendentemente, senza conoscersi si incontrarono sulla sua tomba in pieno deserto. Pensarono allora di diffondere il suo pensiero e il suo spirito e sono nate due congregazioni religiose: I Piccoli fratelli di Gesù e le Piccole Sorelle di Gesù. Hanno poi tratto ispirazione da loro una venina di altre congregazioni, associazioni e fraternità che si propongono di seguire le orme di Cristo mettendo i loro piedi dove gli ha messi Charles de Foucauld. Oggi la Chiesa dice che non avevano sbagliato a mettersi alla scuola di questo fratello che non hanno mai conosciuto personalmente. Anche piccola Sorella Magdeleine ha il processo di beatificazione e personalmente proporrei anche il Padre Voillaume come esempio di vita evangelica.
Se nella Chiesa non mancano profeti dalla vita discutibile, Dio sa misteriosamente scrivere sulle righe storte, ci sono sempre dei Santi che fanno strada nella sequela di Cristo.
Sapendo che persone stimate e, magari messe sul candelabro, risultano tutt’altro che immagini di Cristo crea disagio e confusione, ma se si pensa che la chiesa l’ha in mano Lui, “che è il Capo”, e che non permetterà che nessuno dei suoi figli che hanno creduto in Lui, vada perduto, si gode anche per il bene che può essere stato fatto con la mano dei peccatori e , rallegrarsi, “purchè il Vangelo sia annunziato”.

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