Categoria: Buona novella

Pecore e pastori

Pecore e pastori

Non piace a nessuno essere trattato da pecora, un animale che non è certamente sinonimo né di intelligenza nè di personalità. Dopo la mia esperienza sarda opterei per la capra che è più intelligente, più indipendente e produce frutti più pregiati: latte e capretti. Ovviamente Gesù da all’immagine che usa un cambiamento di senso. L’immagine del pastore è sempre servita per designare il Re e il capo. In breve il capo è colui che governa, questa è la sua definizione. E tutto di seguito Gesù cambia la definizione: il vero pastore non è colui che governa ma colui che dona la vita.

CAPIRE LE SCRITTURE

CAPIRE LE SCRITTURE

“Aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture” ci dice il Vangelo. Vuol dire che anche loro non ci capivano un gran che nella Bibbia come capita a molti di noi. Si, perché della Bibbia si fa un gran parlare ma pochissimi l’hanno letta e soprattutto l’hanno capita. IL P. Alonso Schekel SJ, professore del Biblico, diceva che non è necessario capire tutta la Bibbia, basta mettere in pratica quella che si capisce. Eppure capire la Bibbia è fondamentale e Gesù ce ne rivela il senso.

BISOGNO DI RESURREZIONE

BISOGNO DI RESURREZIONE

Nessuno si aspettava la prima domenica della storia, nessuno la sperava. Le donne presenti ai piedi della Croce erano pronte per andare al sepolcro a dare dignitosa sepoltura a Colui che amavano. Noi stessi non abbiamo ne desiderato ne elaborato un messaggio di resurrezione, ci è stato annunciato e lo abbiamo accolto anche se ancora non ne siamo pienamente convinti. Ci possiamo facilmente riconoscere nelle reazioni della Maddalena e di Pietro. Eppure ogni domenica è il giorno in cui annunciamo e viviamo la resurrezione di Cristo ammirandone la potenza che irradia sull’umanità del nostro tempo malgrado i suoi enormi limiti.

La morte inghiottita dalla vita

La morte inghiottita dalla vita

In questa Settimana Santa passiamo dalla morte alla vita. Dio ci ha afferrato e lanciato nella vita nuova. Gesù è stato annientato fino alla morte sulla Croce e per questo Dio lo ha esaltato.
Con vero tratto di genio la liturgia delle Palme ci presenta due vangeli: l’entrata di Gesù a Gerusalemme e il Vangelo della passione di Cristo da cui sorge la luce della festa delle Palme. Gesù non è “Colui che viene nel nome del Signore”, il Figlio di David che viene a Gerusalemme? Non è il condannato a morte senza altro motivo che quello di essere il Re d’Israele?

L’ORA DI CRISTO

L’ORA DI CRISTO

L’attenzione del vangelo di questa domenica è tutta concentrata sui sentimenti , le angosce di Gesù e il suo abbandono filiale al Padre nei giorni che precedono la Passione. Ci guida San Giovanni, attento alla psicologia di Cristo, a penetrare il cuore del Maestro.

Guardare per guarire

Guardare per guarire

Il vangelo di questa domenica evoca un curioso fatto della Bibbia. Il popolo ebraico non sopportava il viaggio nel deserto e cominciò a mormorare contro Mosè e contro Dio. “Allora il Signore mandò serpenti brucianti che mordevano la gente e un gran numero di Israeliti morì” Mosè pregò il Signore che gli rispose “Fatti un serpente di bronzo, mettilo su un’asta; chiunque sarà morso e lo guarderà, resterà in vita” Strana soluzione. Guarire il male con il male. Forse Dio è un omeopatico? In parte si.

Il vero Tempio

Il vero Tempio

Il Gesto di Gesù che caccia in malo modo dal tempio i cambiavalute e i venditori, sicuramente muniti dell’autorizzazione del clero, stupisce un poco. Gesù mite e umile di cuore cosa voleva dirci con quel gesto? Sicuramente non ce l’aveva con quella povera gente. D’altra parte il tempio era il centro religioso del Popolo d’Israele , venivano da tutti i paesi ed era logico che ci fossero degli uffici del cambio per la moneta e dei negozi per acquistare gli animali per il sacrificio. Il gesto di Gesù aveva un significato molto più vasto della liberazione del tempio dalle cose da mercato.

La vera cura di bellezza

La vera cura di bellezza

Dopo la prima tappa di preparazione alla Pasqua in cui la chiesa ci ha invitato a guardare a noi stessi, e a riconoscerci tentati come Gesù nel deserto , nella seconda tappa ci presenta l’ideale a cui guardare, la meta da raggiungere : la trasfigurazione . Ogni cristiano deve aver sempre dinanzi questa scena per sapere qual è il suo ideale.

La nuova tentazione

La nuova tentazione

Invece di pensare al demonio che tenta Cristo nel deserto mi è più facile pensare che vada a tentarlo nel cuore della città fermandolo all'uscita di una metropolitana affollatissima nelle ore di punta o alla stazione all'arrivo o alla partenza dei pendolari. "Dove stai andando? Perché stancarti tanto? Non vedi che tutto va a rotoli.

Siamo tentati

Siamo tentati

Col realismo del Vangelo la chiesa ci introduce nella quaresima portandoci a fare una scoperta: siamo nella tentazione. Si. Una scoperta perché non è facile riconoscere che certe scelte le facciamo perché orientati da qualcuno che la sa più lunga di noi, il demonio. L’esperienza della vita pubblica di Gesù comincia con le sue tentazioni per insegnarci che il terreno in cui ci muoviamo è minato, c’è la presenza di uno che fa di tutto per non farsi notare.

Un’occasione d’oro

Un’occasione d’oro

E’ davvero un‘occasione da non perdere: nascere di nuovo. Ce la offre Dio stesso rispondendo al desiderio di novità di vita , al bisogno di superamento della stanchezza che odora di vecchiaia. Talvolta si ha proprio la sensazione che tutto stia invecchiando e che stia in piedi per un accanimento terapeutico. Forse che al mondo gli manca un’anima? Certamente gli manca una vita spirituale per cui il mondo gira ma non vive e travolto dal vortice delle cose che si muovono è preso dalle vertigini per cui ha bisogno di trovare qualcosa a cui appoggiarsi per non cadere.

Gesù e il lebbroso

Gesù e il lebbroso

E’ un malato sfigurato dalla più terribile malattia che lo porta alla putrefazione prima di morire e lo fa vivere tra la sporcizia e un odore fetido , in assenza di ogni contatto umano, un malato dagli abiti logori e con in mano un campanello e che camminando grida “impuro, impuro”, un uomo allontanato da tutti, compresi e soprattutto i sacerdoti, ecco chi si avvicina al gruppo di Gesù ed agli apostoli. Era impossibile curare quella malattia ma gli si poteva dare una legge e il Levitico l’aveva prevista : il lebbroso sarà separato dalla comunità perché la sua malattia può essere contagiosa e perché è un segno della maledizione di Dio.

Come Giobbe

Come Giobbe

Oggi la chiesa ci propone un brano del libro di Giobbe, un libro che ogni uomo dovrebbe leggere perché vi sono contestati alcuni principi del comune modo di pensare : il giusto è ricompensato con la salute e la felicità e il cattivo punito con la povertà e la malattia. La risposta del libro di Giobbe è duplice : 1)L’uomo non può capire la condotta di Dio: deve aver fiducia in lui anche nell’apparente ingiustizia.2) Non esiste un uomo veramente giusto: non c’è che un solo giusto,Dio.

PROFETARE, GUARIRE, STUPIRE.

PROFETARE, GUARIRE, STUPIRE.

Oggi entriamo nella sinagoga di Cafarnao, è sabato, proprio come quando la domenica andiamo alla Messa, e troviamo Gesù che si mette ad insegnare e lo fa con autorità non come un libro stampato, guarisce un indemoniato e suscita ammirazione in tutti i presenti per la dottrina nuova che insegnava . Guardiamo con attenzione Gesù, ci accorgeremo che quello che avvenne a Cafarnao avviene nella nostra parrocchia alla Messa domenicale. Guardare Gesù per renderci conto che dobbiamo riprodurre la sua Presenza. Ogni cristiano infatti è chiamato a profetare, guarire e stupire.

Convertitevi

Convertitevi

Fin dall’inizio è stato difficile riconoscere nel cristianesimo una religione nuova, in effetti le religioni si basavano su dei mezzi per rendersi graditi alla divinità e ottenere favori. Per il Cristianesimo il vero culto è rispondere a Dio che ci invita a condividere la propria vita con Lui. Possiamo dire: il cristianesimo non è una religione è una sequela, la sequela di Cristo. Cristo viene incontro all’uomo per insegnargli a vivere diversamente, così il cristianesimo appare subito come una scuola di vita, come l’apprendistato di un nuovo modo di agire. I riti non sono qualcosa per aver presa su Dio ma un mezzo per lasciarci prendere da lui.

Copyright © 2019 giuseppemani.it - Powered by NOVA OPERA

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioni Ok