Categoria: Buona novella

Gesù e il lebbroso

Gesù e il lebbroso

E’ un malato sfigurato dalla più terribile malattia che lo porta alla putrefazione prima di morire e lo fa vivere tra la sporcizia e un odore fetido , in assenza di ogni contatto umano, un malato dagli abiti logori e con in mano un campanello e che camminando grida “impuro, impuro”, un uomo allontanato da tutti, compresi e soprattutto i sacerdoti, ecco chi si avvicina al gruppo di Gesù ed agli apostoli. Era impossibile curare quella malattia ma gli si poteva dare una legge e il Levitico l’aveva prevista : il lebbroso sarà separato dalla comunità perché la sua malattia può essere contagiosa e perché è un segno della maledizione di Dio.

Come Giobbe

Come Giobbe

Oggi la chiesa ci propone un brano del libro di Giobbe, un libro che ogni uomo dovrebbe leggere perché vi sono contestati alcuni principi del comune modo di pensare : il giusto è ricompensato con la salute e la felicità e il cattivo punito con la povertà e la malattia. La risposta del libro di Giobbe è duplice : 1)L’uomo non può capire la condotta di Dio: deve aver fiducia in lui anche nell’apparente ingiustizia.2) Non esiste un uomo veramente giusto: non c’è che un solo giusto,Dio.

PROFETARE, GUARIRE, STUPIRE.

PROFETARE, GUARIRE, STUPIRE.

Oggi entriamo nella sinagoga di Cafarnao, è sabato, proprio come quando la domenica andiamo alla Messa, e troviamo Gesù che si mette ad insegnare e lo fa con autorità non come un libro stampato, guarisce un indemoniato e suscita ammirazione in tutti i presenti per la dottrina nuova che insegnava . Guardiamo con attenzione Gesù, ci accorgeremo che quello che avvenne a Cafarnao avviene nella nostra parrocchia alla Messa domenicale. Guardare Gesù per renderci conto che dobbiamo riprodurre la sua Presenza. Ogni cristiano infatti è chiamato a profetare, guarire e stupire.

Convertitevi

Convertitevi

Fin dall’inizio è stato difficile riconoscere nel cristianesimo una religione nuova, in effetti le religioni si basavano su dei mezzi per rendersi graditi alla divinità e ottenere favori. Per il Cristianesimo il vero culto è rispondere a Dio che ci invita a condividere la propria vita con Lui. Possiamo dire: il cristianesimo non è una religione è una sequela, la sequela di Cristo. Cristo viene incontro all’uomo per insegnargli a vivere diversamente, così il cristianesimo appare subito come una scuola di vita, come l’apprendistato di un nuovo modo di agire. I riti non sono qualcosa per aver presa su Dio ma un mezzo per lasciarci prendere da lui.

Chiamati per nome

Chiamati per nome

La chiesa si sta organizzando. “Ecco l’Agnello di Dio”. Così Giovanni battista indica ai suoi discepoli il Messia. Gesù continua il discorso”Venite e vedete”. La risposta alla chiamata di Gesù si traduce per Andrea in un appello che lancia a Simone , suo fratello :”Abbiamo trovato il Messia”. E Simone a sua volta si trova chiamato da Gesù : “Tu sei Simone , figlio di Giovanni, ti chiamerai Kepha” E il vangelo continua con la chiamata di Filippo e di Natanaele. La chiamata è contagiosa. La buona novella della venuta del Messia non può essere custodita in segreto. Si annuncia agli amici e alla famiglia che a loro volta fanno l’esperienza dell’incontro con Gesù. La chiamata di Dio è particolare e propria per ciascuno ma non è mai isolata.

Dio non si è fatto sconti

Dio non si è fatto sconti

Dio che ha deciso di salvare l’uomo facendosi uomo ha accettato la condizione umana fino in fondo. Lo abbiamo visto nascere a Betlemme ,lo abbiamo visto crescere a Nazareth come tutti i ragazzi della sua età e finalmente arrivato il momento di iniziare ufficialmente la predicazione era necessaria un’investitura e quale luogo migliore della solennità del tempio del Signore, invece no, sceglie di mettersi addirittura in fila con i peccatori e di scendere nel Giordano a ricevere il battesimo di penitenza e sarà proprio lì che ,nonostante le proteste del Battista che non voleva battezzarlo, viene investito dal Padre della sua missione, riconosciuto come “Suo Figlio prediletto” e scende su di lui lo Spirito santo.

VIDERO UNA GRANDE LUCE

Uno dei primi astronauti ha scritto :” La terra è la culla dell’umanità, ma nessuno può rimanere eternamente nella culla” Poi aggiunge “ L’umanità non rimarrà eternamente sulla terra. All’inizio , prudentemente, l’uomo attraverserà i limiti dell’atmosfera, poi, più tardi, partirà alla conquista del sistema solare.” Queste parole sono un po’ audaci per quanto riguarda l’avvenire dell’umanità ma nascondono una verità profonda : partire è proprio dell’uomo, alzarsi e andare più lontano, cercare una luce nuova.

La famiglia di Cristo

La famiglia di Cristo

Gesù aveva due famiglie : una in cielo, la S.S. Trinità e una in terra : la famiglia di Nazareth. Quella in terra è l’immagine migliore della sua famiglia del cielo che è mistero, il mistero principale della nostra fede , l’unità e la trinità- di Dio. Perché quella di Nazareth si chiama la Santa Famiglia? La risposta potrebbe essere ovvia: perché era composta dall’Immacolata Concezione, Maria, dall’uomo giusto, Giuseppe e dal Figlio di Dio , Gesù. No.La famiglia di Nazareth è la Santa Famiglia unicamente perché c’è Gesù che è l’unico Santo e dalla cui santità dipende la santità di tutti. Col Natale appare in tutta la sua chiarezza l’importanza della famiglia che fa parte della rivelazione di Dio che per diventare uomo ha fatto a meno di tutto, di una casa, di un letto, ma non di una famiglia.

E' sorto il Sole

E' sorto il Sole

È sorto il Sole

“ Per voi che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia e voi uscirete saltellanti come vitelli dalla stalla” Così prevedeva il Profeta Malachia cinque secoli prima di Cristo e parlava di Lui e di noi.
 
LA CONCLUSIONE DELL’ATTESA

LA CONCLUSIONE DELL’ATTESA

L’attesa sta per concludersi , il Messia sta per arrivare. Tutto il passato aspettava quel giorno e il futuro è riferito ad esso. Il tempo si misura da quel momento: prima o dopo Cristo. L’attesa non era soltanto dell’uomo che doveva essere salvato ma anche di Dio che desiderava salvarlo. Dio voleva concludere la creazione : entrare a far parte della Famiglia umana per introdurre l’uomo nella famiglia divina. E venne il momento di rimettere l’orologio della storia. Tutti sappiamo come si svolsero le cose. Un messaggero di Dio chiese la collaborazione di una giovane donna, Maria, per entrare realmente nella famiglia umana, diventare uomo.

III Domenica di Avvento

La vera gioia

Tutti cercano la gioia ma pochi la trovano. Non sarà un’avventura impossibile? Tante prove e ostacoli ne sbarrano la strada. La gioia non si incontra più nei paesi ricchi che in quelli poveri, forse è il contrario. La gioia non è la soddisfazione del consumatore.

LA  RISPOSTA  DI  DIO

LA RISPOSTA DI DIO

Immacolata Concezione della Bata Vergine Maria

Verrebbe da dire che i tempi sono tristi, anzi brutti. La parola che Renzi ha usato per descrivere la situazione creatasi nella Capitale “uno schifo” ci farebbe pensare più alla seconda ipotesi che alla prima, certo che la situazione non è allegra. “E si fanno chiamare benefattori” direbbe Gesù mentre invece sono soltanto dei ladri.

II Domenica di Avvento

II Domenica di Avvento

Due Grandi Desideri

Il desiderio sostiene l’attesa , l’avvento ci manifesta il desiderio di Dio e il desiderio dell’uomo senza dimenticare che l’uomo vale quel che desidera.

Il desiderio di Dio. Dio vuol salvarci, ha in mano la salvezza e a noi, con tutte le nostre preoccupazioni e tensioni fa sapere per mezzo del profeta : “è finita la tua schiavitù, la tua iniquità è scontata, ormai il tuo castigo lo hai già avuto… Il Signore Dio viene con potenza, lui ha il dominio, vi farà pascolare come un gregge , porta gli agnellini sul petto ed ha rispetto per le pecore madri” Gesù ha manifestato il suo desiderio con passione “Ho desiderato fortemente di mangiare questa Pasqua con voi”.

Aspettare

Aspettare

L’attesa è l’atteggiamento fondamentale del cristiano. Ogni volta che i cristiani si incontrano per l’Eucarestia precisano che sono “in attesa della Sua Venuta”. Aspettare “Colui che era , che è e che viene” da al cristiano quel senso di provvisorietà e di attesa della novità che mantiene freschi e giovani. L’anno liturgico comincia col tempo che si chiama addirittura “Avvento” cioe’ attesa ma che caratterizzerà tutto l’anno che non è che un succedersi continuo di attese.

I Domenica di Avvento

I Domenica di Avvento

Vegliate
All’inizio del nuovo anno liturgico Gesù ci dice una sola parola: Vegliate, state desti, non addormentatevi, state attenti! Sembra particolarmente preoccupato del sonno dei cristiani. Le letture della Prima domenica dell’anno c’invitano alla pazienza, alla vigilanza e alla speranza.

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