Categoria: Buona novella

La morte è stata inghiottita dalla vita

La morte è stata inghiottita dalla vita

Domenica delle Palme 2024

Eccoci alla fine, dopo la lunga quaresima, alla grande settimana. Descrive la vittoria del Cristo sulla morte come l’inizio del tempo nuovo, il tempo del Regno, il tempo della speranza non ancora realizzata. La storia dell’umanità dall’inizio alla fine è attraversata dalla vita che Dio ci dona, una vita assolutamente nuova.

Salvati e salvatori

Salvati e salvatori

V Domenica di Quaresima

Il vero discepolo è colui che cerca di seguire giorno per giorno il Signore. Oggi la nostra attenzione è rivolta a Cristo e alla sua passione: “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me”.

Un cristiano del terzo secolo, Clemente Alessandrino, ebbe il genio di riassumere la nostra situazione in poche parole: “Salvati e salvatori per l’iniziativa di uno solo” (Stromata III). Per far capire prende l’esempio della calamita. Se si mette una calamita a contatto con una catena di ferro, la calamita attrae tutte le maglie della catena. L’attrazione si trasmette fino all’estremità della catena. Ugualmente per i cristiani, attratti da Cristo nello Spirito Santo, aderendo a Cristo possono attirare anche altre persone. È così che siamo salvati e salvatori. Il Cristo conta su di noi per realizzare la sua opera di salvezza. Attraverso di Noi desidera arrivare a molti uomini.

Dall’esilio al pellegrinaggio

Dall’esilio al pellegrinaggio

IV Domenica di Quaresima

Le letture di questa domenica evocano il cammino di conversione non verso la fede, ma la conversione del cristiano tiepido o già freddo.

La prima lettura ci ricorda il cammino drammatico del re Sedecia e del suo popolo, caduti in una situazione difficile che si ripete spesso durante i secoli. Infedeli a Dio, moltiplicavano le pratiche sacrileghe delle nazioni pagane e profanavano il tempio di Gerusalemme, consacrato al Signore.

Il tempio del suo corpo

Il tempio del suo corpo

III Domenica di Quaresima

Il tempo di quaresima ci aiuta a passare dalla morte alla vita, dall’inverno del peccato alla primavera della grazia. Morire a sé stessi e ai propri idoli per vivere come uomini nuovi abitati dal Vivente che è il Signore Gesù.

La montagna dell’obbedienza

La montagna dell’obbedienza

II Domenica di Quaresima

La Quaresima è e la somma il vertice di tutte le rivelazioni che Cristo fa per tutti coloro che ha scelto. Ci conduce sulla montagna della quarantena nel deserto, la montagna del Tabor, il monte Calvario. La montagna del sacrificio (di Abramo, di Cristo e il nostro), la Montagna della Volontà del Signore. La montagna dell’obbedienza.

Nel deserto

Nel deserto

I Domenica di Quaresima

Con Gesù, soli nel deserto per essere noi stessi con Dio.

All’inizio della Quaresima ci è chiesto un atto di fede che porta in sé tutto il mistero della salvezza. Dio non si accontenta di un’adesione superficiale, ma vuole una fede che fissa i capisaldi della nostra salvezza. I capisaldi della nostra fede sono quelli senza cui il cristianesimo svanisce e sono delineati dalla parola di Dio: Dio è il Creatore; il mondo e l’uomo si trovano in un rapporto con Lui di origine radicale, di dipendenza permanente, di finalismo assoluto.

Quaresima 2024

Quaresima 2024

“Lasciatevi riconciliare con Dio”, grida l’Apostolo. “Questo è il momento favorevole!”. Non dice: “Riconciliatevi”, ma “Lasciatevi riconciliare con Dio”. Lui è proteso verso di noi e ci offre i canali: “Convertitevi e credete al vangelo!”. Lasciarci riconciliare con Dio nostro Padre. Imploriamo da Lui la conversione.

Indulgenza divina

Indulgenza divina

VI Domenica del T.O.

“Se vuoi puoi guarirmi!”: il grido che risuona oggi nella Chiesa attraverso questo lebbroso del vangelo e che dovrebbe divenire nostro particolarmente alle porte della quaresima che ci viene offerto di vivere, tempo di purificazione del cuore, di preghiera e di gioia.

Gesù nostro Salvatore

Gesù nostro Salvatore

V Domenica del T.O.

I primi cristiani non hanno posto un limite alle loro fatiche pur di annunciare la Buona Novella! Cristo è oggi come sempre vittoria sul male, potenza di salvezza.

La prima lettura ci parla di Giobbe che non ha bisogno di essere presentato. Tanta è la fama di cui gode anche tra la gente comune che ne ha fatto l’immagine di ogni essere umano con l’espressione con cui si apre la lettura: “Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra?”. Il pianto di un uomo minato dalla depressione. Una esistenza senza salvezza, né orizzonte. Tutto è privo di senso. Non è forse questa la situazione di molti contemporanei?

Il nemico è vinto

Il nemico è vinto

IV Domenica del T.O.

“Purché se ne parli”, diceva un celebre politico. Il contrario ritiene una celebre figura di oggi, il Maligno. Val la pena guardare da vicino l’esorcismo che fa Gesù. Siamo all’inizio del Vangelo di Marco.

Nel deserto, Gesù è già stato tentato da Satana. Qui affronta “lo spirito cattivo”. Nella missione di Gesù gli esorcismi sono più importanti delle guarigioni dai mali fisici. La liberazione essenziale che porta è dal peccato e dallo spirito del maligno.  L’espulsione dei demoni è fondamentale nei vangeli: la missione data ai dodici è “predicare, col potere di cacciare i demoni”. Gesù lo fa con una sola parola: “Taci, esci da quest’uomo!”. Lo fa con la sua autorità e senza apparato liturgico, ma con la sua parola. Gli scribi si interrogano sull’origine del suo potere. Questo potere Gesù lo ha dal Padre.

Il Regno di Dio è vicino

Il Regno di Dio è vicino

III Domenica del T.O.

“Dio è vicino”: è la buona novella che Gesù proclama e che la Chiesa annuncia da 2000 anni.

“Il Regno di Dio è vicino”. Cioè, vale a dire che Dio è là e si dona.

Ma a chi si dona? A Gesù. Completamente e in maniera perfetta. Gesù è il Regno di Dio e Lui soltanto. Ma anche ogni uomo pronto ad accoglierlo, ad accogliere in sé stesso la sua presenza, ad accogliere la sua presenza perché è qui, è vicino.

Samuele, Samuele…

Samuele, Samuele…

II Domenica del T.O.

“Samuele, Samuele!”: questo invito che il Signore rivolge a Samuele nel silenzio della notte risuona profondamente in noi: ciascuno risente la voce riconoscibile del Signore, ciascuno può interrogarsi sulla sua risposta alla chiamata del Signore.

Misuriamoci su questa pagina della Scrittura per verificare lo spessore del nostro rapporto con Dio.

Dio è colui che chiama l’uomo, lo chiama per nome e lo introduce in un progetto, in una storia. In una vocazione. E, facendo questo, gli permette, a sua volta, di chiamare Dio, di rispondere a Dio. Tutta la liturgia di oggi è centrata sull’ascolto della voce di Dio, la risposta che io gli do e il nuovo nome che ricevo.

Festa del Battesimo del Signore

Festa del Battesimo del Signore

2024

Se viviamo nella misura in cui speriamo, quale attesa ci anima? In questo mondo senza bussola, sappiamo rendere conto della speranza che è in noi a coloro che ce la chiedono? Israele era il popolo della speranza che non era fondata su motivi umani ma sulla promessa fatta da Dio. I profeti non cessavano di ricordare che Dio gli aveva scelti, letti, amati e aveva promesso loro fedeltà malgrado le rivolte e gli abbandoni. Il fondamento della speranza d’Israele è la speranza che Dio mette in Lui, nel suo popolo, nell’uomo.

Chi sono? Chi siamo?

Chi sono? Chi siamo?

Epifania 2024

Chi sono?  Chi siamo?  E’ la questione che ci poniamo all’inizio del nuovo anno. Il brano evangelico della visita dei Magi al Bambino Gesù ci aiuta ad una risposta. Vi propongo di seguirmi e di affrontare il brano rispettando la narrativa perché ogni brano è un invito ad identificarsi a qualcuno dei personaggi.

Un nuovo anno

Un nuovo anno

2024

Dio ci concede di iniziare un anno nuovo, ci offre un nuovo dono. Per valorizzarlo al massimo è necessario capire di che cosa si tratta. Un nuovo anno è del tempo che ci viene messo a disposizione e allora cos’è il tempo?  I filosofi hanno consumato il cervello a studiare questa questione dare una risposta. Oggettivamente il tempo non è che il tic.tac dell’orologio, che non è altro che l’ingranaggio che gira su se stesso. Soggettivamente è quello che si prova nell’attesa, star fermi o precipitarsi.

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