Categoria: Buona novella

Siamo nomadi

Siamo nomadi

Festa dell'Epifania

Uno dei pionieri dell’astronautica ha scritto: “La terra è la culla dell’umanità, ma non può eternamente restare in culla” E aggiungeva : “L’umanità non resterà eternamente sulla terra: All’inizio , prudentemente l’uomo attraverserà i limiti dell’atmosfera, poi, più tardi partirà alla conquista del sistema solare”. Queste parole son piene di audacia e di fiducia nell’avvenire dell’umanità. Cosa avverrà realmente? Certamente queste parole esprimono una verità profonda. Partire è il proprio dell’uomo. Deve sempre alzarsi,andare più lontano e cercare una nuova luce.

Alle sorgenti della pace

Santa Madre di Dio

La celebrazione di questo giorno è caratterizzata da tre avvenimenti: nel calendario civile è il primo giorno dell’anno, in quello liturgico è la festa di Maria Madre di Dio e dopo Paolo VI la giornata della Pace.

La famiglia di Gesù

La famiglia di Gesù

Appena celebrata la nascita di Gesù la chiesa pone la nostra attenzione sulla sua Famiglia, è infatti l’unica cosa che possiede. Alla sua nascita colpisce la povertà assoluta del luogo e la privazione dell’accoglienza da parte degli uomini “venne nella sua casa e non lo riconobbero”. Appare anche chiaro il messaggio, il primo messaggio che Gesù ci offre: si è privato di tutto meno che della famiglia perchè si può fare a meno di tutto meno che della famiglia.

Natale è l'identità cristiana

Natale è l'identità cristiana

Natale non è la festa principale del Cristianesimo ma sicuramente la festa dell’identità cristiana. E’ facile oggi , vivendo in un ambiente multicultuale, chiedersi perché dal momento che ebrei, musulmani e cristiani adorano lo stesso Dio, sono figli di Abramo e pregano nella stessa direzione , non si mettono d’accordo e fanno un’unica religione, probabilmente diminuirebbero anche le tensioni tra i popoli. TutteI adorano lo stesso Dio ma c’è una differenza sostanziale: i cristiani credono che Dio è diventato uomo e si è chiamato Gesù.

Educhiamoci al Natale

Educhiamoci al Natale

La domenica precedente al Natale il vangelo ci racconta della visita di Maria a Elisabetta sua cugina. Nonostante le circostanze particolari in cui si trovava Maria era ovvio che andasse a trovare la cugina che aveva concepito in tarda età, non fosse altro perché glielo aveva detto l’angelo. Ma c’è di più da riflettere. Ciascuna delle due donne ha da portare qualcosa all’altra. Alla parola di Maria Elisabetta “è ripiena di Spirito Santo” e il fanciullo “sobbalza” nel suo seno. Alle parole di Elisabetta , Maria “trasale “ di gioia e prende coscienza di ciò che gli sta avvenendo. L’incontro è par le due donne portatore di gioia.

Cosa dobbiamo fare

E’ una domanda frequente nel Nuovo testamento. Lo chiedono i figli d’Israele la mattina della Pentecoste, la chiedono dopo la moltiplicazione dei pani e nel vangelo di oggi le folle presenti lo chiedono al Battista. La risposta è progressiva e la liturgia di questa domenica ce ne declina i passaggi: siamo soggetti alla legge del Signore, siamo destinati a ricevere la grazia di Dio e vivere di Lui, per entrare in questo mistero dobbiamo gioire di Lui.

Immacolata per me

Immacolata per me

La festa dell’Immacolata non è la festa più grande della Madonna ma è sicuramente quella che personalmente mi interessa di più perché la Madonna non è Immacolata per se, come si penserebbe , ma per me. Mi spiego.

Il profeta ha parlato

Il profeta ha parlato

Nei momenti difficili del suo popolo Dio mandava un profeta. Nella liturgia di oggi ne incontriamo due :Baruc, segretario di Geremia e Giovanni Battista. Il profeta parla in nome di Dio e non ha scelta: la parola del Signore deve essere detta ai fratelli e non può in nessuna maniera sottrarsi a questo compito. Il contenuto della parola è sempre sostanzialmente lo stesso: il Signore è vicino al suo popolo, il Signore è fedele alla sua alleanza, l’uomo deve fedeltà e amore al Suo Dio che non lo abbandona mai. Il profeta vede e parla.

Natale al futuro

Natale al futuro

Stupisce il fatto che mentre comincia la preparazione del Natale per il quale le nostre città si addobbano a festa Gesù ci dice che “gli uomini moriranno per la paura, le potenze dei cieli saranno sconvolte. E allora vedranno il Figlio dell’uomo venire con potenza e gloria grande”. Gesù parla così perché non vuole che prendiamo il Natale come una commemorazione, come il compleanno di Gesù Bambino ma che consideriamo la sua nascita come l’inizio di una storia che non è finita. Si capisce male il fatto che noi viviamo in funzione di uno che è vissuto duemila anni fa. I primi cristiani si appoggiavano sulla storia di Gesù per attenderlo di nuovo. Natale è la festa dell’avvenire. Un avvenire presentato come una nascita con tutto ciò che una nascita porta con se: novità, ripresa di vita, speranza.

Il regno di Cristo

“Tu sei il re dei Giudei?” Chiede Pilato a Gesù. Tante volte volevano proclamarlo loro re ed aveva sempre rifiutato, proprio ora, nel momento più difficile della sua vita Gesù si dichiara re. Perché proprio ora? Perché era il momento più adatto per non esser frainteso sul modo di essere re e sul genere di regno di cui parlava. Intanto precisa.

La venuta di Cristo

La venuta di Cristo

Il Vangelo di questa domenica ci presenta immagini terrificanti appartenenti al linguaggio biblico quando si parla della venuta di Dio. Basta ricordare come è descritta la manifestazione di Dio sul monte Sinai. Qui Gesù ci parla di un avvenimento positivo, il suo ritorno, la sua venuta nella gloria. Ammettiamo che non possiamo prendere alla lettera queste parole ma neppure considerarle pura poesia . Gesù vuol dirci qualcosa di preciso.

Cosa donare

Cosa donare

Il Vangelo di oggi ci presenta Gesù in una maniera inusuale. Solitamente lo si vede sempre in movimento. Qui invece è seduto e guarda, è nell’atteggiamento del giudice. Sia l’episodio della vedova che ciò che dice degli scribi è giudizio sui comportamenti umani: non una condanna. Per gli scribi lascia la condanna al futuro. Il suo compito infatti non è quello di condannare ma di salvare.

Tutti come Cristo

Tutti come Cristo

Chi è un santo? La parola santo ci richiama un “tutt’altro”, cioè cose di altro ordine. Lo diciamo comunemente, “non son mica un santo”, oppure “dovremmo essere dei santi” per dire qualcosa di irraggiungibile. Per la Bibbia uno solo è santo:Dio. “Uno solo è buono” dice Gesù. Allora è legittimo chiamare una persona santa? Chi è il santo? Gesù Cristo e Lui soltanto.

Pecore e pastori

Pecore e pastori

Non piace a nessuno essere trattato da pecora, un animale che non è certamente sinonimo né di intelligenza nè di personalità. Dopo la mia esperienza sarda opterei per la capra che è più intelligente, più indipendente e produce frutti più pregiati: latte e capretti. Ovviamente Gesù da all’immagine che usa un cambiamento di senso. L’immagine del pastore è sempre servita per designare il Re e il capo. In breve il capo è colui che governa, questa è la sua definizione. E tutto di seguito Gesù cambia la definizione: il vero pastore non è colui che governa ma colui che dona la vita.

CAPIRE LE SCRITTURE

CAPIRE LE SCRITTURE

“Aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture” ci dice il Vangelo. Vuol dire che anche loro non ci capivano un gran che nella Bibbia come capita a molti di noi. Si, perché della Bibbia si fa un gran parlare ma pochissimi l’hanno letta e soprattutto l’hanno capita. IL P. Alonso Schekel SJ, professore del Biblico, diceva che non è necessario capire tutta la Bibbia, basta mettere in pratica quella che si capisce. Eppure capire la Bibbia è fondamentale e Gesù ce ne rivela il senso.

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