Categoria: Buona novella

Cosa dobbiamo fare

E’ una domanda frequente nel Nuovo testamento. Lo chiedono i figli d’Israele la mattina della Pentecoste, la chiedono dopo la moltiplicazione dei pani e nel vangelo di oggi le folle presenti lo chiedono al Battista. La risposta è progressiva e la liturgia di questa domenica ce ne declina i passaggi: siamo soggetti alla legge del Signore, siamo destinati a ricevere la grazia di Dio e vivere di Lui, per entrare in questo mistero dobbiamo gioire di Lui.

Immacolata per me

Immacolata per me

La festa dell’Immacolata non è la festa più grande della Madonna ma è sicuramente quella che personalmente mi interessa di più perché la Madonna non è Immacolata per se, come si penserebbe , ma per me. Mi spiego.

Il profeta ha parlato

Il profeta ha parlato

Nei momenti difficili del suo popolo Dio mandava un profeta. Nella liturgia di oggi ne incontriamo due :Baruc, segretario di Geremia e Giovanni Battista. Il profeta parla in nome di Dio e non ha scelta: la parola del Signore deve essere detta ai fratelli e non può in nessuna maniera sottrarsi a questo compito. Il contenuto della parola è sempre sostanzialmente lo stesso: il Signore è vicino al suo popolo, il Signore è fedele alla sua alleanza, l’uomo deve fedeltà e amore al Suo Dio che non lo abbandona mai. Il profeta vede e parla.

Natale al futuro

Natale al futuro

Stupisce il fatto che mentre comincia la preparazione del Natale per il quale le nostre città si addobbano a festa Gesù ci dice che “gli uomini moriranno per la paura, le potenze dei cieli saranno sconvolte. E allora vedranno il Figlio dell’uomo venire con potenza e gloria grande”. Gesù parla così perché non vuole che prendiamo il Natale come una commemorazione, come il compleanno di Gesù Bambino ma che consideriamo la sua nascita come l’inizio di una storia che non è finita. Si capisce male il fatto che noi viviamo in funzione di uno che è vissuto duemila anni fa. I primi cristiani si appoggiavano sulla storia di Gesù per attenderlo di nuovo. Natale è la festa dell’avvenire. Un avvenire presentato come una nascita con tutto ciò che una nascita porta con se: novità, ripresa di vita, speranza.

Il regno di Cristo

“Tu sei il re dei Giudei?” Chiede Pilato a Gesù. Tante volte volevano proclamarlo loro re ed aveva sempre rifiutato, proprio ora, nel momento più difficile della sua vita Gesù si dichiara re. Perché proprio ora? Perché era il momento più adatto per non esser frainteso sul modo di essere re e sul genere di regno di cui parlava. Intanto precisa.

La venuta di Cristo

La venuta di Cristo

Il Vangelo di questa domenica ci presenta immagini terrificanti appartenenti al linguaggio biblico quando si parla della venuta di Dio. Basta ricordare come è descritta la manifestazione di Dio sul monte Sinai. Qui Gesù ci parla di un avvenimento positivo, il suo ritorno, la sua venuta nella gloria. Ammettiamo che non possiamo prendere alla lettera queste parole ma neppure considerarle pura poesia . Gesù vuol dirci qualcosa di preciso.

Cosa donare

Cosa donare

Il Vangelo di oggi ci presenta Gesù in una maniera inusuale. Solitamente lo si vede sempre in movimento. Qui invece è seduto e guarda, è nell’atteggiamento del giudice. Sia l’episodio della vedova che ciò che dice degli scribi è giudizio sui comportamenti umani: non una condanna. Per gli scribi lascia la condanna al futuro. Il suo compito infatti non è quello di condannare ma di salvare.

Tutti come Cristo

Tutti come Cristo

Chi è un santo? La parola santo ci richiama un “tutt’altro”, cioè cose di altro ordine. Lo diciamo comunemente, “non son mica un santo”, oppure “dovremmo essere dei santi” per dire qualcosa di irraggiungibile. Per la Bibbia uno solo è santo:Dio. “Uno solo è buono” dice Gesù. Allora è legittimo chiamare una persona santa? Chi è il santo? Gesù Cristo e Lui soltanto.

Pecore e pastori

Pecore e pastori

Non piace a nessuno essere trattato da pecora, un animale che non è certamente sinonimo né di intelligenza nè di personalità. Dopo la mia esperienza sarda opterei per la capra che è più intelligente, più indipendente e produce frutti più pregiati: latte e capretti. Ovviamente Gesù da all’immagine che usa un cambiamento di senso. L’immagine del pastore è sempre servita per designare il Re e il capo. In breve il capo è colui che governa, questa è la sua definizione. E tutto di seguito Gesù cambia la definizione: il vero pastore non è colui che governa ma colui che dona la vita.

CAPIRE LE SCRITTURE

CAPIRE LE SCRITTURE

“Aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture” ci dice il Vangelo. Vuol dire che anche loro non ci capivano un gran che nella Bibbia come capita a molti di noi. Si, perché della Bibbia si fa un gran parlare ma pochissimi l’hanno letta e soprattutto l’hanno capita. IL P. Alonso Schekel SJ, professore del Biblico, diceva che non è necessario capire tutta la Bibbia, basta mettere in pratica quella che si capisce. Eppure capire la Bibbia è fondamentale e Gesù ce ne rivela il senso.

BISOGNO DI RESURREZIONE

BISOGNO DI RESURREZIONE

Nessuno si aspettava la prima domenica della storia, nessuno la sperava. Le donne presenti ai piedi della Croce erano pronte per andare al sepolcro a dare dignitosa sepoltura a Colui che amavano. Noi stessi non abbiamo ne desiderato ne elaborato un messaggio di resurrezione, ci è stato annunciato e lo abbiamo accolto anche se ancora non ne siamo pienamente convinti. Ci possiamo facilmente riconoscere nelle reazioni della Maddalena e di Pietro. Eppure ogni domenica è il giorno in cui annunciamo e viviamo la resurrezione di Cristo ammirandone la potenza che irradia sull’umanità del nostro tempo malgrado i suoi enormi limiti.

La morte inghiottita dalla vita

La morte inghiottita dalla vita

In questa Settimana Santa passiamo dalla morte alla vita. Dio ci ha afferrato e lanciato nella vita nuova. Gesù è stato annientato fino alla morte sulla Croce e per questo Dio lo ha esaltato.
Con vero tratto di genio la liturgia delle Palme ci presenta due vangeli: l’entrata di Gesù a Gerusalemme e il Vangelo della passione di Cristo da cui sorge la luce della festa delle Palme. Gesù non è “Colui che viene nel nome del Signore”, il Figlio di David che viene a Gerusalemme? Non è il condannato a morte senza altro motivo che quello di essere il Re d’Israele?

L’ORA DI CRISTO

L’ORA DI CRISTO

L’attenzione del vangelo di questa domenica è tutta concentrata sui sentimenti , le angosce di Gesù e il suo abbandono filiale al Padre nei giorni che precedono la Passione. Ci guida San Giovanni, attento alla psicologia di Cristo, a penetrare il cuore del Maestro.

Guardare per guarire

Guardare per guarire

Il vangelo di questa domenica evoca un curioso fatto della Bibbia. Il popolo ebraico non sopportava il viaggio nel deserto e cominciò a mormorare contro Mosè e contro Dio. “Allora il Signore mandò serpenti brucianti che mordevano la gente e un gran numero di Israeliti morì” Mosè pregò il Signore che gli rispose “Fatti un serpente di bronzo, mettilo su un’asta; chiunque sarà morso e lo guarderà, resterà in vita” Strana soluzione. Guarire il male con il male. Forse Dio è un omeopatico? In parte si.

Il vero Tempio

Il vero Tempio

Il Gesto di Gesù che caccia in malo modo dal tempio i cambiavalute e i venditori, sicuramente muniti dell’autorizzazione del clero, stupisce un poco. Gesù mite e umile di cuore cosa voleva dirci con quel gesto? Sicuramente non ce l’aveva con quella povera gente. D’altra parte il tempio era il centro religioso del Popolo d’Israele , venivano da tutti i paesi ed era logico che ci fossero degli uffici del cambio per la moneta e dei negozi per acquistare gli animali per il sacrificio. Il gesto di Gesù aveva un significato molto più vasto della liberazione del tempio dalle cose da mercato.

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