Aspettare con fiducia il Regno di Dio

XXXIII Domenica del T.O.

Aspettare con fiducia il Regno di Dio

Attraverso il vangelo di questa domenica comprendiamo che Gesù è vissuto in momenti difficili. C’erano gruppi contestatari, gruppi armati che dividevano il paese. Barabba, imprigionato per sedizione viene liberato nel processo a Gesù. Regna la violenza perché il paese non accetta l’occupazione romana: va verso la guerra giudaica e la distruzione del tempio. “Verranno giorni in cui non resterà pietra su pietra”. Gerusalemme distrutta, il tempio, unico luogo del culto, ormai distrutto annunciano per Gesù la fine del mondo ed evoca così la fine dei tempi. La storia ha vissuto ben altri momenti che sembravano annunciare la fine dei tempi.

Anche oggi non mancano luoghi di violenza o d’insicurezza. Un certo mondo che abbiamo conosciuto sta per scomparire e alcuni vivono nell’angoscia. Tutto questo non deve appesantire i credenti. Gesù non si preoccupa per niente della data della fine del tempo ma ci indica come comportarci in queste situazioni difficili in cui viviamo.
In questi periodi agitati non mancano sette agitate, i falsi profeti fanno facili ricette con soluzioni facili ai nostri problemi e capaci di renderci felici. Fanno discorsi seducenti ma menzogneri. Gesù ci dice: “Non lasciatevi ingannare” “Molti verranno in mio nome”, “Non seguiteli”. Gesù ci invita a discernere, a saper distinguere i veri dai falsi profeti. Questo discernimento attento deve essere fatto anche nella Chiesa perché alcuni approfittano dell’inquietudine per catturare certi credenti.
La seconda preoccupazione di Gesù è di denunciare la paura: “Non preoccupatevi, bisogna che tutto questo avvenga”. Anche le guerre, i conflitti, le divisioni, i terremoti, le epidemie, la diminuzione della fede non sono una ragione per preoccuparsi, bisogna aver fiducia in Dio., un giorno il nostro mondo sarà trasformato. È un invito alla speranza. “Credete in me dice Dio “ anche quando tutto sembra volgere al contrario.
La sola paura di Gesù è che i suoi discepoli perdano la fede. Vedendo la paura delle autorità giudaiche Gesù predice che i suoi saranno perseguitati, rigettati, incompresi ma assicura l’incessante protezione di Dio. Questi momenti difficili saranno per loro occasione di rendere testimonianza. In effetti è l’occasione per prendere posizione, d’affermare la propria fede e di annunciare Gesù Cristo.
Purtroppo spesso non sopportiamo le difficoltà, le critiche e ci scoraggiamo presto, abbandoniamo le responsabilità prese, lasciamo le comunità e soprattutto tacciamo quando si critica davanti a noi la Chiesa o la fede cristiana. Gesù ci ha prevenuto “Sarete odiati da tutti a causa del mio nome”.
L’ultima frase del vangelo ci richiama l’atteggiamento che dobbiamo avere in mezzo a tutte le difficoltà: “E’ con la vostra perseveranza che otterrete la vita”. La perseveranza è la capacità di tener duro durante le difficoltà, è il coraggio che ci dona la certezza che Cristo è vicino, che non ci abbandona mai. “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi. La perseveranza permette a tutti coloro che hanno accolto la Parola di portare frutto.(Lc 8,15)

Nella lettera ai Tessalonicesi San Paolo, parlando della venuta di Cristo alla fine dei tempi. utilizza un verbo molto suggestivo per descrivere il modo con cui si svolgerà: saremo “rapiti “ incontro al Signore. Questa parola esprime la forza irresistibile che emanerà da Gesù che ci aspirerà, per così dire attraverso la morte all’incontro con Lui.
Un bambino non impara a nascere: è la vita in lui che è irresistibile. In questo senso non abbiamo da imparare a morire: la vita nuova in Cristo sarà più forte di tutto. Anche se l’agonia sarà dolorosa , come le doglie del parto si realizzerà quello che dice il Salmo22 “Se anche dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me: il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza”.

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