Aspettiamo chi è qui

I Domenica di Avvento

Aspettiamo chi è qui

Avvento. Oppure “Sala di attesa” meglio “tempo di attesa”. Ovviamente si aspetta chi ancora non c’è, che deve arrivare, invece aspettiamo chi è già qui. Allora potrebbe esserci un equivoco: forse abbiamo sbagliato persona o non ci siamo intesi con l’orario di appuntamento. No. Chiariamoci. Stiamo aspettando Gesù che è già presente, come ci ha assicurato “Io sono con voi fino alla fine dei tempi”, e non ce siamo accorti.

L’Avvento è il tempo che ci è concesso per accorgerci che Gesù è già con noi, addirittura dentro ciascuno di noi . Lo sappiamo perché ce lo ha detto eppure non ce ne siamo accorti, ossia non ce ne siamo voluti accorgere. Siamo un po’ come i Dottori di cui ci parla il vangelo dell’Epifania a cui Erode chiese spiegazioni se sapessero qualcosa sul Messia che sarebbe dovuto nascere; lo sapevano esattamente ma non se ne preoccuparono più di tanto, la nascita del messia era sempre un disturbo in più per i dottori e i sacerdoti del tempio.
“E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno”. Ecco cosa ci dice San Paolo “Perché la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti”. E stranamente il sonno è la ragione della nostra tristezza e la tristezza è la causa del nostro sonno come avvenne sul monte degli ulivi dove “Gesù trovò i suoi discepoli addormentati dalla tristezza” (Lc 22,45).
Ma andiamo in ordine: dov’è il Messia che aspettiamo?. E’ dentro di noi. “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito santo abita in voi? “ Ci ripete San Paolo. E noi per fede sappiamo e crediamo in questo. Essere cristiani non è come aderire ad un movimento politico, anzi si è cristiani perché il Papa e la chiesa la pensano come me indipendentemente dalla fede in Gesù Cristo che è tutta un’altra cosa. Assolutamente no: ciò che conta è credere in Gesù Cristo, avere fede in Gesù di Nazareth, il vero Messia, l’unico Salvatore dell’uomo.
Ci vuole la fede e la fede è un dono. Indro Montanelli diceva di non aver la fede ma se arrivato di là il Padre Eterno mi rimprovera perché non ho creduto gli risponderò che la colpa è sua perché non mi ha dato la fede. E’ vero che la fede è un dono di Dio ma da parte nostra dobbiamo porre tutte quelle condizioni per ricevere questo dono, accoglierlo e svilupparlo come tutti i doni di Dio.
E’ stupendo e incredibile pensare che Dio fa a tutti il dono della fede perché vuole che ogni uomo sia salvato ma perché questo dono appaia servono fratelli che annunciano il Vangelo perché il Vangelo cammina con le gambe dei cristiani e che la persona si renda disponibile ad accoglierlo.
Dio è presente in ogni uomo e fa sentire a ciascuno la sua voce, chi si accorge che è Lui ha trovato la salvezza, chi pensa che la voce che lo abita venga da altrove si crea idoli che vanno da falsi dei alla assolutizzazione della propria cultura o delle proprie tradizioni. Dio è un vero Signore, parla a bassa voce, Gesù ci ha detto che “suggerisce” mentre il mondo, la carne e le passioni urlano per cui è necessaria una buona dose di silenzio per poterlo sentire.
Viviamo allora questo tempo di avvento col desiderio di riallacciare il nostro rapporto con Gesù che ci abita e che vuole essere il parten della nostra vita e facciamo nostra la preghiera con cui si chiude il libro dell’Apocalisse: ”Vieni Signore Gesù”.

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