Festa della Trinità

2020

Festa della Trinità

A conclusione di tutte le feste della nostra Redenzione la chiesa ci invita a fermare lo sguardo su Dio stesso: sulla Trinità. Sappiamo che la Trinità è un mistero ma non è ne oscuro ne astratto ma al contrario è quanto il Vangelo ci fa conoscere di più luminoso su Dio e più precisamente ci accorgeremo che il nostro Dio è un Dio Vivente.

Cosa significa Trinità? Semplicemente il fatto che Dio , benché sia unico comprende tre persone inseparabili e distinte, quella del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questa è la Trinità, nient’altro, niente di complicato ma di estremamente semplice. È vero che può essere considerato difficile a comprendere, anche perché non abbiamo niente di simile nella nostra esperienza ordinaria. Uno in tre persone uguali e distinte non lo abbiamo mai visto: tre persone uguali e identiche, si, ma distinte , no. Ho sentito Massimo Cacciari preoccupato che saltasse anche la verità della Trinità che salva il fatto di essere uniti e sempre diversi l’uno da l’altro. Che Dio sia Trinità lo afferma la scrittura: tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo e lo afferma con tanta energia che non possiamo comprendere ma se riflettiamo un secondo dobbiamo riconoscere che tutte le idee vere di un Dio infinitamente più grande di noi devono essere necessariamente incomprensibili.
Questa idea incomprensibile porta luce a tutta la nostra vita nonostante non si possa comprendere e verificare.
Dobbiamo distinguere l’incomprensibile dall’assurdo. L’assurdo, ciò che è contrario alla ragione non può certamente illuminare come affermare che una parte è più grande del tutto, ma quando la Bibbia ci afferma che in Dio ci sono tre persone può stupire ma non è assurdo. La nostra ragione non può dir niente contro perché non può misurarsi con tale idea di Dio. È incomprensibile nel senso che ci sorpassa, come i nostri ragionamenti umani che si confrontano con Dio

Questa dottrina non è soltanto luminosa ma anche vivificante per noi nel, senso che vuol comunicarci qualcosa di incomparabile della sua vita stessa.
Come Dio ci ha rivelato questo mistero? Introducendo nel mondo la seconda persona, il Figlio di Dio che non è soltanto vissuto tra di noi ma si è fatto uomo ed ha voluto vivere la nostra vita umana, debole, limitata e condizionata, Lui che è frutto eterno della vita divina.
Perché si è fatto uomo, il Figlio di Dio? Perché la creatura infima e peccatrice fosse, nella unione con Lui adottata dal Padre. Diventando, noi uomini fratelli del figlio di Dio diventassimo fratelli del Primogenito di molti fratelli, e quindi figli di suo Padre.
Questo è avvenuto a prezzo del sacrificio totale del Figlio che è voluto diventare nostro fratello in tutto fino all’esperienza della morte e della morte di Croce.
Il Padre ha riconosciuto in ogni uomo il proprio Figlio e gli ha donato il Suo Spirito, cioè ci ha introdotti pienamente nella sua vita divina, nella Trinità in cui viviamo già di diritto e nella speranza di godere della pienezza dell’Amore quando finirà la nostra esperienza terrena e comincerà quella eterna.
Allora vedremo davvero cos’è l’amore è come nell’amore ci realizzeremo perfettamente nella nostra identità, senza confusione: uniti e diversi, proprio come le Persone della Trinità, e quel mistero di unità e diversità che ora non riusciamo a comprendere sarà la nostra vita è la nostra beatitudine.

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