Il Signore è veramente risorto

Pasqua 2018

Il Signore è veramente risorto

E’ risorto! E’ una notizia talmente sconvolgente che corriamo anche noi al sepolcro a vedere cos’è successo e l’evangelista Matteo ci spiega gli eventi di quella notte.

I farisei aveva chiesto all’autorità di mettere delle guardie al sepolcro perché non rubassero la salma e poi dicessero che era risuscitato come “quell’impostore aveva detto”. E c’erano le guardie a custodire il sepolcro quando “un angelo del Signore si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa”. Alle donne che erano venute al sepolcro l’angelo disse “So che cercate il Crocifisso. Non è qui. E’ risorto”.

Abbiamo motivo di manifestare anche noi il nostro stupore per la semplicità con cui vien narrato un fatto destinato a sconvolgere la vita del mondo. L’evento centrale della storia. La conclusione della storia della Salvezza, eppure in questa breve narrazione ci sono tutti gli elementi essenziali per credere. Andiamo in ordine.

Vengono poste delle guardie a custodire la morte perché la vita non trionfi. E’la storia di sempre. Quanti vivono della morte degli altri ed hanno paura della loro vita. Quanti pensano di risolvere i problemi con la morte, dando la morte anziché la vita, è esattamente il contrario della via di Cristo. Con i soldati volevano difendere la morte del Dio della vita, impossibile. “Un angelo si sedette sopra la pietra” è il dominio sopra la morte. “Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come la neve”. I soldati percepirono quella specie di fulmine e corsero dai sacerdoti per comunicare la fatale notizia “E’ risuscitato”.

La resurrezione certifica tutta la missione di Cristo. Il Padre ha accettato l’offerta di Gesù e lo glorifica con la Resurrezione. Conferma tutto quello che Gesù aveva detto e fatto: conferma che è l’inviato del Padre, il Figlio di Dio, la Resurrezione e la vita, la luce del mondo. La resurrezione è la gioia per coloro che lo amano: il Padre ha ratificato il sacrificio di riconciliazione, “lo ha liberato dalla morte ed è tornato in vita”. La sorte del Pastore sarà anche quella delle pecore. Anche il nostro sacrificio, unito a quello di Cristo, sarà ratificato dal Padre. E il Padre ci glorificherà dandoci lo Spirito Santo che è la forza della Resurrezione.

 La notizia della resurrezione è terribile per i nemici di Cristo che speravano di veder sparito Cristo per sempre ed invece lo vedono sempre apparire all’orizzonte della vita. La vita sacrificata il Venerdì santo torna sopra il corpo conservato incorrotto nel sepolcro. Cristo resuscitato dai morti non muore più. San Pietro nella sua predicazione della Pentecoste lo dice chiaramente citando il Profeta che previde la Resurrezione di Cristo che “non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.

Con la resurrezione di Cristo ogni morte è stata vinta e con essa tutti i portatori di morte sono e saranno sconfitti. Il Cristiano diventa così per sua natura testimone della vita, profeta di speranza, portatore di resurrezione. Se la fede è la vita del cristiano, il cristianesimo è interamente, e non soltanto in appendice, speranza, prospettiva e tendenza in avanti e quindi rottura e trasformazione del presente. Per il cristiano la resurrezione non è soltanto consolazione nella sofferenza ma anche il segno di contradizione che Dio dimostra nei confronti del patire, per questo la fede, quando si trasforma in speranza non tranquillizza mai ma rende inquieti, impazienti. Quando si può ricominciare a sperare si rinasce e ciò non vale soltanto sul piano personale ma anche su un piano sociale e politico.

 Ai piedi della Croce, dalla morte dell’uomo vecchio connotato dai suoi interessi e dalle sue brame di dominio, nasce la speranza che tutto può risorgere perché ogni morte è stata vinta.  

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