La forza della fede

XIII Domenica del T.O.

La forza della fede

Nella storia dell’emorroissa, quantità di persone toccano il Cristo, ma una sola è guarita. D’altra parte tutta la folla ha una certa fede in Gesù per il fatto che si sono riuniti per Lui. La differenza con la donna è che essa ha una motivazione particolare. Ha sperimentato tutti i mezzi ordinari di guarigione. Non si aspetta niente perchè ha speso tutto quello che aveva. Dio lascia camminare le cose molto lontano, il luogo del suo intervento è tra la vita e la morte. Questa donna è alla fine e la situazione l’ha ridotta a mettere tutta la sua fede in Gesù. Povertà dell’uomo che ha bisogno di sentire la mancanza per pensare al Padre (Il Figliol prodigo)

“Chi mi ha toccato.?”  Le trasposizioni sono facili a fare: siamo una folla a toccare Cristo, siamo gruppi diversi ma non sappiamo ancora a che punto dobbiamo essere guariti, può essere che contiamo ancora su qualche idolo per essere guariti. E farci vivere. Allora la nostra fede non ci salva perché non è toccare Cristo che conta ma la fede che mettiamo in questo contatto. D’altra parte la fede della donna ha bisogno di evolversi: conta su un contatto anonimo, puramente fisico. Gesù la obbliga al dialogo ad un incontro di spirito e cuore. La guarigione non è stata che un punto di partenza di una ulteriore relazione. Essa è già guarita e <Gesù gli dice “Sii guarita dal tuo male”. Si tratta dello stesso male o del male che la rende timorosa e muta? Potremmo intitolare questo testo: il livello della fede: “fede” della folla; fede insufficiente della donna per cambiare vita; fede completa di una relazione fiduciosa.

All’insaputa di Gesù? Gesù si mette in cammino per andare ad imporre le mani alla giovinetta: contatto attivo da parte sua; durante la strada una donna tocca il suo abito: contatto in cui lui è passivo; “una forza esce da lui”. Stupefacente! Gesù diventa attivo a sua insaputa. Ci vedo una sottomissione di Dio alla volontà della donna perché è lei che vuole essere guarita all’insaputa di Gesù. Ma Dio ci accompagna sul nostro cammino; entra nella nostra logica spesso aberrante, ma è sempre per condurci altrove. E’ ciò che avviene: la donna è condotta a dire a Gesù tutta la sua verità e prende, in tutta la sua libertà, la responsabilità della guarigione: “Sii guarita”. “La tua fede ti ha salvato”, da parte della donna e da parte di Gesù “Sii guarita”. Ancora l’Alleanza.

La fede di Giairo. Si tratta ancora della fede. Questa volta però non si tratta più della fede del beneficiario perchè è morta. Ci dice che la fede degli altri può qualcosa per ciascuno di noi. La parola di Gesù è sicuramente un dono per Giairo ma più ancora per sua figlia. Da aggiungere che la fede di Giairo ha ancora avuto bisogno di evolversi nella fede della Resurrezione (Non aver paura, credi veramente). E’ la fede del salmo 22, in cui l’uomo è salvato all’ultimo minuto, non ancora la fede pasquale in cui l’uomo è salvato dopo l’ultimo minuto. Un altro dettaglio: Giairo aveva parlato di imposizione delle mani, gesto sacrale, un tantino magico. Gesù si era messo in cammino entrando nella prospettiva di Giairo. Ma appena arrivato non fa il gesto dell’imposizione delle mani ma prende la fanciulla per la mano facendo il gesto di alzarla. Il gesto aiuto. Il gesto di Dio.  E al gesto aggiunge la parola. Come per la donna dell’emorragie il gesto non poteva restare muto era necessario affermare la libertà di Cristo nell’esercizio della sua potenza sulle forze della morte: “Giovinetta, io ti dico: alzati”.

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