L’universo della resurrezione

XXXII Domenica del T.O.

L’universo della resurrezione

I testi di questa domenica sono difficili per un fatto: parlano della Resurrezione, pietra d’inciampo della fede.
In sintesi si ha la sensazione che la vita eterna non salva la vita attuale ma gli succede completamente estranea a ciò che siamo e viviamo.

Cominciamo con l’universo della Resurrezione. E’ impossibile rappresentarci la vita eterna. Per noi è una semplice affermazione di fede non una descrizione. La scrittura ci propone delle immagini di gioia: banchetti, nozze ecc. ma non sono che delle immagini che vogliono dirci soltanto una cosa: benessere. Ma ci sono diversi modi per concepire questo benessere. Il più comune è disastroso: la salvezza portata da Cristo ci introdurrebbe in un universo che non avrebbe più niente a che vedere col nostro: “un altro mondo”. La vita attuale sarebbe una specie di esame di passaggio, di prova. Una volta passato l’esame lo studente può riporre i sui libri e dimenticare l’anno di studio. In questa prospettiva la vita attuale perde tutta la sua consistenza e il suo valore: essa non è “salvata”. Tutto ciò che è salvato è l’uomo nudo, privo della sua storia. Credo invece che tutto ciò che è salvato è tutto l’uomo con la sua storia. E’ il tempo, il nostro tempo. Tutto ciò che è esistito è vivente davanti a Dio, per Lui tutto è attuale. E’ dunque questo nostro mondo che è salvato (non c’è che un mondo: il nostro) anche se diventa un altro, è trasfigurato. Niente di ciò che siamo e facciamo è perduto. O piuttosto tutto ciò che comporta la minima particella di amore perché il resto non esiste.

“Essi non si sposeranno”. Gesù collega il matrimonio alla morte. Ciò vuol dire che la nostra maniera di vivere la relazione uomo-donna, come la maternità e la paternità porta l’impronta della morte da coniugare e da sormontare. Rifugio contro la precarietà, la solitudine che è l’anticipazione della morte. Generare è sopravvivere come costruire edifici o anche opere d’arte letteraria. E’ impossibile che “essi non si sposeranno” sia una privazione perché tutto ciò che viviamo è salvato e trasfigurato. Possiamo concludere che al di la della morte ciò che la coppia umana ha cercato di realizzare con la relazione sessuale si è compiuto. La relazione dell’uomo e della donna non ha più questa distanza da superare, questo fossato da riempire. Non c’è più questa incompletezza dell’uomo solo, e della donna sola. In breve: ciò che l’amore attuale cerca di realizzare è donato in pienezza. Senza dubbio il piacere è una anticipazione attuale di questo compimento, come da parte sua lo è la castità. In un altro modo la profezia. La relazione uomo donna non è soppressa ma completata. Oggi è segnata da una incompletezza che non mancherà più.

Il Dio dei viventi. “Lasciatevi confortare da Cristo Gesù”. La seconda lettura è tutta tesa verso l’avvenire (le parole : gioiosa speranza, concludere la corsa: i verbi al futuro; e infine “che il Signore conduca i vostri cuori all’amore di Dio e nella pazienza di Cristo”). Andiamo verso la vita e questo non è facile da credere perché andiamo verso Dio e Dio è la vita: la vita che fa vivere. Questa vita non è la negazione di ciò che viviamo adesso: ne è il compimento.

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