La festa di famiglia

Festa di tutti i Santi

La festa di famiglia

Giunto alla mia età considero la festa di Tutti i Santi una vera festa di famiglia, un'occasione per ritrovarci insieme, ringraziare Dio della nostra amicizia e pensare a quella cena a cui anch'io tra poco sarò invitato. Mi è facile vivere così perché ho conosciuto diverse persone ormai canonizzate: Madre Teresa, Woytjla, Paolo VI e altri che sono sotto esame: La Pira, don Barsotti, P. Mendizabal. P. Arrupe il Card. Dalla Costa, il Card Ballestrero, anche perché alla mia età ho più amici dall'altra parte che in terra e tra quelli che "mi hanno preceduto nel segno della fede dormono il sonno della pace ci sono coloro che mi hanno fatto uomo, prete e vescovo e soprattutto mi sono stati vicini nei vari momenti della vita quando, avendo delle responsabilità più grandi di me ,mi hanno aiutato e ce l'ho fatta.

Con loro sono ancora in rapporto diretto e sento il loro aiuto e la loro protezione. Sento vicini i miei genitori, mia sorella , i miei superiori, i miei vescovi e nei momenti di stanchezza mi basta richiamarmi la loro memoria e i loro esempi per riprendere quota. Questa non è finzione o illusione ma una delle verità più consolanti della nostra fede : "la Comunione dei Santi". Il Primo Novembre è la festa di famiglia, di una famiglia viva e attiva che nella fede si percepisce ma che agisce sempre su di noi anche quando non ci pensiamo perché i santi ci vedono in Dio e sanno meglio di noi i guai in cui ci troviamo.
Il Vangelo di oggi ci parla di loro quando erano in terra e cosa fanno adesso in cielo. In terra erano poveri, miti, perseguitati, sofferenti, anche calunniati, adesso sono "beati". Penso con piacere a Paolo VI "Beato" e avendolo conosciuto sofferente e piangente tra le grandi difficoltà con cu concluse il suo pontificati, dopo il '68, e l'ultima volta che lo vidi, sconvolto, in San Giovanni per i funerali di Moro, credo che abbia da ripeterci il messaggio di San Francesco che "Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto".
Gesù ci ha parlato chiaro "Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". Ogni uomo deve portare la Sua croce, il cristiano lo fa volentieri perché non riusciamo neppure ad immaginare la beatitudine che Dio ha preparato per coloro che lo amano. I santi ci dicono "Coraggio", ce l'abbiamo fatta noi, ce la farete anche voi e noi siamo arrivati per darvi una mano.
I Santi ottengono anche i miracoli da Dio ma soprattutto ci aiutano a portare le nostre croci quotidiane. Era il lamento di P. Pio :"tutti vengono a chiedere grazie e favori ma nessuno mi chiede di portare la Croce di Gesù".
Il merito della festa di Tutti i Santi è quello di aiutarci a lottafe contro la sottile tentazione ma radica,le che minaccia in permanenza la vita cristiana: quella di vedere in ciascun santo una vita così straordinaria e meravigliosa, quasi inaccessibile, e che noi, poveri peccatori non possiamo arrivare neppure alle loro caviglie. Gesù è Colui che ci salva e ci trasforma, che vuole che diveniamo simili a Lui. Troppo spesso diamo ascolto alla voce che ci dice: "questo non è possibile, sei un poveretto, un "giocarello" spirituale. 
Oggi è la festa del nostro futuro, un futuro di luce e di gioia. Un giorno sarà anche la nostra festa. Per questo oggi è anche il giorno pieno nostalgia.

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