La luce di Cristo

IV Domenica del T.O.

La luce di Cristo

Son trascorsi quaranta giorni da Natale e la Chiesa ci fa celebrare l’offerta di Gesù al tempio da parte di Maria e Giuseppe come doveva avvenire per ogni Primogenito. Ci sarebbe tanto da dire su questa festa tutta intima ma soffermiamoci su quella che è la parte rituale e che ha dato il nome a questa giornata “La Candelora”. Oggi infatti si torna in chiesa e come per il battesimo ci viene consegnata una candela con cui si va in processione per la chiesa cantando a Gesù “Luce delle genti”. Poi si porta a casa la candela come segno di benedizione. Le candele accompagnano sempre i gesti più importanti della nostra preghiera e, ovviamente non certo per far lume, essendoci la luce elettrica, ma per simboleggiare la fede indispensabile per ogni gesto religioso che poniamo.

La candela è la luce che illumina la strada da percorrere, e la strada è Gesù che ci ha detto “Io sono la via, la verità, e la vita”. Come è vero quanto ci dice il salmo “Lume ai miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino”? Per la fede. L’epistola agli Ebrei ci dice che la fede è la ferma sicurezza delle cose che non si vedono perché in Gesù si sono presentate a noi le cose invisibili. Noi non vediamo che le cose della terra, le cose del cielo ci sono state donate, raccontate da Gesù che è Dio che si è incarnato per parlarci anche delle cose del cielo. In Gesù è l’eterno che si offre a noi.
Ma Gesù non lo vediamo più. La sua Presenza che è esistita duemila anni fa in Galilea come ci colpisce? E’ rimasto il Vangelo che ci assicura che Gesù è ancora con noi. Il giorno dell’Ascensione non lo abbiamo perduto ma il giorno della Pentecoste si è reso presente col Suo Spirito vicino a noi, con noi, in noi. Il Cristo è presente oggi sull’altare come lo era nella grotta di Betlemme. C’è la differenza che noi non vediamo il suo volto ma una piccola ostia , ma quando lasciamo la chiesa non ci portiamo dietro il ricordo di Lui ma Lui stesso sarà presente in noi. La sua bocca non parlerà alle nostre orecchie ma il suo cuore parlerà al nostro cuore che potrà rispondere a Lui con Gioia: “Alla tua luce vediamo la luce, è in te la sorgente della vita”.

La luce che portiamo in mano e custodiremo come benedizione nelle nostre case è l’espressione della fede che Gesù è con noi. Il fatto di essere con noi, direbbe San Newman, non è una opinione ma una realtà. Prendendo oggi in mano la candela benedetta ricordo il mio battesimo e dico “Io credo”.
IL Cristo è luce per coloro che sono lontani e potenza di amore e di comunione per coloro che desiderano vivere alla sua presenza. Potenza di amore e di comunione possiamo tradurlo con l’espressione “Gloria del suo popolo”. Il Signore confida alla sua Chiesa il compito di comunicare sempre più questa luce e di far crescere questa comunione.
Le parole di Malachia che abbiamo ascoltato nella prima lettura ci scuotono dalla nostra routine. L’incontro con Gesù nell’Eucarestia è simile al fuoco che viene a purificarci. Nella misura in cui accettiamo questa purificazione possiamo comunicare agli altri la luce che viene dal Cristo. Abbiamo bisogno di essere continuamente purificati da ciò che fa ostacolo alla luce di Dio in noi.

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