Pane e Vita

XVIII Domenica del T.O.

Pane e Vita

Questa domenica ci viene presentato di nuovo l’interrogativo fondamentale alla fede d’Israele “ Si o No” Credete in Dio o preferite gli idoli?. E’ la questione sempre attuale ed è la stessa che Gesù pose prima della moltiplicazione dei pani “Come potremo comprare del pane perché abbiano da mangiare?”. Anch’essi erano in un luogo deserto. Deserto, immagine della vita, luogo della tentazione e del dubbio: luogo della solitudine. Dio è là? Israele vuole dei segni, la fede in lui non gli basta. E Dio, docile alle loro esigenze, da dei segni ma sono nuove prove per la loro fede.

Bisogna infatti arrivare alla fede perché senza fede non c’è amore. Segno della manna. Segno del corpo e del sangue di Cristo offerto. Questi sono i segni ma a proposito del Corpo e Sangue di Cristo la gente si divide: ci sono quelli che accettano la sua parola e quelli che la rifiutano. Siamo sempre dinanzi alla stessa situazione.

Nel vangelo Gesù oppone due pani: il pane che perisce e il pane che non perisce, un pane che viene dalla terra, attraverso il lavoro dell’uomo e che non impedisce di morire e il pane che viene da Dio che è un dono (basta riceverlo) e che dona la vita eterna. L’umanità è invitata a ripartire da zero perché il pane tratto dalla terra attraverso un duro lavoro e il regno della morte è la conseguenza del peccato originale. In quel peccato di cui ci parla la Genesi non c’è che il peccato di Israele nel corso della sua storia: il dubbio dinanzi alle promesse di Dio e alla liberazione che porta. La descrizione del primo peccato non è che il modo di dire di come si sarebbe comportato Israele e gli uomini di tutti i tempi. L’uomo nuovo è Gesù, l’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio. Gesù ci annuncia la nuova creazione conclusa con la Pasqua. Nella Pasqua, infatti Gesù si mostra capace di aver confidenza in Dio fino alla morte ingiustamente subita. Confidenza , dunque, senza limiti.

La Bibbia gravita intorno al nutrimento. Mangiare o non mangiare: ecco la questione. Comincia con “Potete mangiare di tutto meno che dei frutti di quell’albero, se ne mangerete morrete” Con Cristo è il contrario: colui che mangia vivrà. Il legame del nutrimento alla vita è evidente. Il nutrimento dona la vita creando una comunione: comunione con la natura e comunione con Dio. Nel vangelo Gesù spiega che tutti i nutrimenti che gli uomini hanno provato sono falliti. Sappiamo che il pane è legato alla parola che è anche nutrimento dello spirito: tutte le dottrine e tutti i sistemi che sono stati inventati non hanno scongiurato la morte; tutte le ricchezze accumulate e tutte le tecniche messe a punto hanno lasciato l’uomo nella tristezza. Anche la manna, questo nutrimento strappato a Dio con la “mormorazione”, la rivolta che gli ha forzato la mano.
Con Gesù Cristo è venuta l’ora del vero nutrimento, quello che Dio da liberamente e che è Lui stesso. Chi si nutre dell’Eterno comunica alla vita eterna. Ne parleremo ancora le prossime domeniche.

Copyright © 2017 giuseppemani.it - Powered by NOVA OPERA

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioni Ok