Pentecoste

2020

Pentecoste

La Pentecoste ci ricorda la discesa dello Spirito Santo sui primi cristiani.
Di che Spirito si tratta? Dello Spirito di Dio.
Chi è lo Spirito di Dio? È la terza persona della S.S. Trinità che è come il legame vivente del Padre e del Figlio, l’amore del Padre per il Figlio e del Figlio per il Padre.

Perché lo Spirito Santo è sceso sui cristiani? In qualche maniera per conglobarle in questa unità divina di cui è l’anima e il legame e per associarli a questa vita divina fatta tutta di mutuo amore, unendoli tutti nel l’unità amante di Dio. E questa unione dei cristiani attraverso lo Spirito Santo, comunicazione stessa dell’unità di Dio , è la Chiesa. Per questa ragione la Pentecoste è anche la festa della chiesa e la ragione per cui in questo giorno siamo tutti invitati ad entrare in questa comunità di amore attraverso la Comunione.
In che cosa consiste la presenza dello Spirito in noi?
Vediamo cosa ci dice la Bibbia della presenza dello Spirito di Dio sulla terra. Di tutte le volte che Dio si manifesta all’uomo.
La Presenza di Dio è sempre rappresentata da eventi sconvolgenti che colpiscono l’immaginazione e per gli uomini era più oggetto di paura che di gioia. I profeti a contatto con Dio cadevano in estasi, perdevano la coscienza, lo Spirito di Dio li possedeva e si serviva di loro per dire parole terribili e far gesti la cui portata sfuggiva spesso a loro stessi.
Perché questo? Perché nell’Antico Testamento Dio era estraneo alla umanità come il fuoco lo è all’acqua e che non poteva agire in essa se non facendogli violenza.
Cos’era che faceva questa ostilità tra lo Spirito di Dio è lo Spirito dell’uomo? Semplicemente il peccato. Il fatto che la nostra umanità era una umanità decaduta, che ha dimenticato il suo Dio, che si è allontanata da Lui e che , avendo organizzato la sua vita senza di Lui, muore lontano da lui, anzi la sua stessa presenza le è mortale. Dopo il peccato avviene come se un uomo si fosse messo in un ambiente privo di aria in cui lentamente muore asfissiato per mancanza di ossigeno. Quando però gli viene di nuovo somministrato l’ossigeno deve avvenire In modo regolare e lentamente per assuefare i polmoni alla nuova situazione. Così l’uomo, lontano dallo Spirito di Dio, tutti i mali della sua condizione terrestre avvengono a causa del peccato che rende assente dalla terra lo Spirito. Quando però lo Spirito torna sulla terra l’umanità non è più abituata allo Spirito e non riesce a capire la sua presenza portatrice di luce e di vita.

Con Gesù tutto cambia: con Gesù comincia una umanità nuova. Come è nato Gesù? Per una azione misteriosa dello Spirito Santo che ha fecondato il seno di Maria.
Nel battesimo di Gesù al Giordano lo Spirito Santo scende come una colomba non come un tuono che spaventa. Dopo che Gesù ne aveva parlato a lungo agli apostoli, per la Pentecoste lo Spirito scese su di loro accompagnato da manifestazioni straordinarie come nell’Antico Testamento:terremoto, fiamme di fuoco, e presa di possesso degli apostoli che cominciarono a parlare altre lingue. Ma queste manifestazioni esteriori sono per gli altri, non per gli apostoli. Per i giudei increduli per far loro riconoscere che lo Spirito di Gesù, lo spirito che ora dona agli apostoli è lo stesso Spirito dei profeti, lo Spirito di cui Gioele aveva detto che lo Spirito avrebbe riempito ogni carne.
Ma agli apostoli e ai cristiani che dono ha fatto Spirito Santo? Gli apostoli atterriti per la morte del maestro diventano coraggiosi annunciatori della sua resurrezione e non temono di donare la loro vita per Lui. Il dono fondamentale e supremo che lo Spirito di Dio ha fatto agli apostoli è il dono dell’amore di Dio sparso nei loro cuori, dono che fa di loro dei figli del Padre di Gesù Cristo e divengono tutti fratelli in Lui. Dopo la Pentecoste tutti coloro che avevano creduto in lui vivevano insieme e mettevano tutto in comune.
Ecco il fondamentale dono dello Spirito: tutti gli altri doni non fanno che prepararlo o seguirlo: mettere in noi un cuore nuovo, un cuore simile a quello di Gesù Cristo, un cuore che abbia gli stessi sentimenti di Gesù Cristo in cui non ci sia ombra di peccato ma tutto bruciante di amore, non di amore egoistico, avido, ma di un amore che dona, di un amore che si dona, quell’amore che è quello di Dio per noi e che vuole che noi lo abbiamo per Lui e per gli altri.

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