Per seguire Cristo

XXIII Domenica del T.O.

Per seguire Cristo

“Gran folla seguiva Gesù” ma per quale strada? Quella di Gerusalemme dove Cristo va per essere crocifisso. La folla lo segue nell’incoscienza di ciò che si trama; vogliono seguirlo finche non fa male. Gesù vuol chiarire le cose perché la gente è nell’illusione su ciò che significa essere suo “discepolo”. Il testo è sconcertante e non soltanto per le esigenze che manifesta: riguarda i legami naturali della famiglia ma anche tutti i beni. Riascoltando il vangelo di domenica scorsa Gesù ci parla delle tre grandi passioni dell’uomo: il poter, l’avere e il sesso (in senso largo, le relazioni familiari).

Il potere, il sesso e il denaro.
Non si può vivere senza esercitare un potere sugli altri esseri (Il problema è di fare di questo potere un servizio). Non si può vivere senza possedere. Non si può vivere senza amare. Necessità fondamentali che strutturano l’esistenza umana. E’ all’interno di esse che noi possiamo diventare discepoli di Cristo. Ma possono essere vissute in maniera da cambiarne completamente il senso. Il loro senso è l’amore, la creazione dell’altro. Esse diventano strumento di asservimento, di espropriazione di alienazione. Questo è ciò che si chiama peccato. La sorgente ne è in fondo una specie di paura, un dubbio profondo dinanzi a me stesso e , in ultima analisi, di Dio. Questa mancanza ci porta a cercarci delle assicurazioni a garantirci possedendo. In tutte queste situazioni il rimedio è la fede: aver fiducia in Dio, nella vita e in se stessi. “Essere salvati per mezzo della sapienza” (1lettura)

Il rimedio. Bisogna veder bene come funziona il rimedio. In effetti opera una mutazione. Il potere può diventare amore, la potenza creazione. Ugualmente le relazioni umane (padre, madre, marito e moglie) rischiano il possesso e espropriazione per divenire promozione dell’altro e i beni posseduti strumento del servizio. Questo non avviene per uno sforzo morale ma per un attaccamento a Cristo, una nuova relazione con Lui. Seguire Cristo, in tutte le relazioni umane, in ogni possesso dei beni e in ogni esercizio di potere cercare l’altro. E questo passa per una morte: la morte a tutte le sufficienze, a tutte le invidie, ad ogni volontà di appropriazione. Noi siamo in cammino verso Gerusalemme.

“Se qualcuno”
Se qualcuno viene a me, se vuol percorrere la mia strada…. I “se” di Gesù non sono la parola meno sconcertante di questo vangelo. Saremmo tentati in effetti di mettere tutto all’imperativo: “Cambiate ottica, seguite Cristo, rinunciate ai vostri egoismi, ai vostri orgogli”. Gesù non utilizza questo linguaggio. Il cammino che ci propone è il solo cammino della vita: non simo obbligati ad ingaggiarci: è lasciato alla nostra scelta. Senza questo non saremmo uomini liberi. Le parabole ci dicono di riflettere bene prima di metterci in cammino. Come per il giovane ricco, tutto dipende dal “Se tu vuoi”

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