Sabato Santo

2020

Sabato Santo

Dopo la tragedia della crocifissione e il terremoto che seguì la morte del Signore il Vangelo ci parla della discesa dalla Croce e della deposizione nel sepolcro. Su tutto questo scende una serenità sovrana: “Tutto è compiuto”. Queste parole di Cristo hanno messo fine alla sofferenza. Il trionfo è guadagnato.

La resurrezione che seguirà non è come una riparazione, non sarà un rovesciamento miracoloso di ciò che la Croce aveva operato ma il frutto di questa croce che la tradizione cristiana ha identificato con l’albero della vita. Così ciò che domina la nostra anime una volta che Gesù è sceso dalla Croce e posto nel sepolcro è un senso di riposo dopo la lotta, un riposo in cui è esclusa ogni impazienza: la vittoria è acquisita e il Redentore non ha che da gioire: nel momento in cui Dio vorrà si rialzerà per il suo trionfo.
In sabato santo è caratterizzato dall’attesa: il corpo di Gesù è nel sepolcro e la sua anima è scasa agli inferi dove ha incontrato tutti coloro che, giusti, sono morti prima del Cristo ed aspettano di entrare nella Gloria perché Lui, la primizia del viventi, doveva essere il primo ad entrare.
I Padri ci hanno descritto in maniera commovente l’incontro tra Gesù e Coloro che lo” hanno preceduto nel segno della fede e dormono il sonno della pace”. Tra di essi da Adamo fino al Buon Ladrone, ci sono tutti, i patriarchi, i profeti fino al Battista e Giuseppe, lo sposo di Maria. Gesù è andato ad incontrarli per annunciare loro il Vangelo; la Buona Novella che la redenzione è compiuta ed entrando gli ha salutati come sempre : “la pace sia con Voi “e loro hanno risposto, “e col tuo spirito”. L’icona che accompagna questo giorno è quella del Redentore che prende per mano Adamo e lo solleva dagli inferi, bella immagine in cui possiamo ritrovarci tutti.
Mentre Gesù attende l’ora del Padre, che lo risvegli, sulla terra c’è solitudine e silenzio e la fiamma che illumina tutti è Maria con la sua fede che sostiene gli apostoli e li sostiene nell’attesa degli eventi futuri. Ecco perchè il sabato resterà per sempre il giorno di Maria, in ricordo dell’attesa del Signore.
Questa attesa ha bisogno di essere accompagnata perché la resurrezione non è un’opera catastrofica di Dio che sconvolge la natura umana: è l’ultimo atto di un piano pazientemente preparato che da tutta l’eternità aveva deciso di condurre l’uomo a partecipare alla sua propria immortalità nella luce.
La Resurrezione di Cristo sarà dolce come un seme che germoglia, nessuno assiste alla sua crescita ma ciascuno può vedere la pianta e il frutto.

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