Sulla strada verso Gerusalemme

XIII Domenica del T.O.

Sulla strada verso Gerusalemme

La pagina del vangelo di oggi ci presenta Gesù con tutte le sue esigenze nei confronti di coloro che vogliono seguirlo. La cosa non manca di stupirci.
Gesù con i suoi va verso Gerusalemme e si fermano in un villaggio di samaritani per fare i preparativi, ma i samaritani non amano accogliere coloro che vanno a Gerusalemme. Gli apostoli se ne accorgono e Giacomo e Giovanni , senza tanti indugi volevano far scendere il fuoco sui di loro e distruggerli. Gesù li rimprovera e si fermano al villaggio seguente.

Durante la strada Gesù incontrò tre uomini che il testo evangelico lascia nell’anonimato. Il primo vuol seguire Gesù e Lui per tutta risposta gli dice che le condizioni sono piuttosto dure “Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Il secondo invece viene invitato da Gesù a seguirlo”seguimi” ma chiese di andare a seppellire il padre che era morto”. Gesù fu duro “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. Il terzo invece vuol seguire Gesù ma prima andare a salutare i familiari. Peggio. “Nessuno che ha messo mano all’aratro e si volge indietro è adatto per il Regno di Dio”.

In questi tre atteggiamenti di Gesù la Chiesa ha intravisto il modo di seguirlo nella vita religiosa. Nel primo (Gesù non ha dove posare il capo) intravede la povertà. Nel secondo (il distacco dalla gente di casa) intravede la castità. Nel terzo (la rimessa competa alla volontà di Dio) intravede l’obbedienza. Queste tre richieste essenziali della vita umana fanno l’oggetto dei voti dei religiosi. Si chiamano anche “consigli evangelici”, perché non si indirizzano soltanto ai religiosi ma anche a tutti i battezzati che intendono seguire Cristo anche senza pronunciare i voti. Essere attaccati al Signore per vivere con Lui l’avventura della Salvezza, significa vivere un reale distacco nei confronti dei beni materiali, dei beni familiari e affettivi e della propria volontà. E’ “l’indifferenza” a cui invita Ignazio di Lojola all’inizio dei suoi esercizi spirituali.
Non è facile per l’uomo di oggi commentare questo passo evangelico. Di fatto: separare una persona dalle sue radici familiari o dal suo denaro non può creare qualche sospetto? A maggior ragione proibire di andare a seppellire il padre.

Come ricevere da Gesù Buon Pastore delle frasi così rudi? Non c’è un disprezzo delle realtà del mondo, dei i beni materiali, dei rapporti familiari e addirittura per il rispetto che dobbiamo ai nostri defunti? Se per disgrazia capita a qualcuno di cadere nelle mani di un altro che ha queste esigenze potrebbe essere accusato, a giusto titolo, di violare la libertà, di creare una setta al seguito di un gourou.
Quando sappiamo che il rev. Moon s’immischia nella vita affettiva dei suoi discepoli e organizza matrimoni sulle liste degli adepti è chiaro che va contro le libertà più elementari che costituiscono la dignità umana.. Le risposte di Gesà ai suoi tre interlocutori non vanno sullo stesso registro.
La storia della chiesa con le grandi vocazioni all’Assoluto possono illuminarci.

Gesù invita i suoi discepoli a seguirlo e, certamente a lasciarsi completamente prendere da Dio. In questa “Assunzione da Dio” c’è un reale sacrificio, una forma di morte. Come Cristo non si appartiene, ma è totalmente nelle mani del Padre, così vuol introdurre i suoi discepoli nello stesso movimento.
Il teologo Hans Urs von Balthasar ci racconta la sua vocazione. Quando era in una foresta sentì la chiamata di Dio dirgli “Tu sei chiamato. Non servirai. Qualcuno si servirà di te”. Quando una vita è presa da questo fuoco non rischia di essere meno umana? Gesù dimostra il contrario. Non ha dove posare il capo ma partecipa spesso ai banchetti, non ha tempo per salutare i suoi ma tratta con grande dolcezza sua madre fino all’ora suprema della Croce.
Quando Gesù prende la strada di Gerusalemme non vuol esser seguito da altri se non da coloro che appartengono a Dio e non siano attratti da nient’altro che da Lui, che non desiderino altro che di fare la sua volontà. Questa è la libertà Cristiana. Questi incontri brucianti del vangelo sono la spiegazione di quanto San Paolo scrive ai Galati: “ Fratelli , se Cristo ci ha liberati, è perché noi siamo veramente liberi” (Gal 5,1)

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