Categoria: Lettera della settimana

Salvare quelli che ci restano

Salvare quelli che ci restano

Quando trent’anni fa divenni vescovo ausiliare di Roma e, lasciato il seminario, cominciai a visitare le parrocchie soprattutto per le Cresime rimasi colpito dalla folla che vi partecipava. Ne parlai col Vicario , il Card. Poletti, e Lui, con realismo che lo caratterizzava mi rispose “conti quelli che vengono a far la comunione dai quindici ai settanta anni e vedrà che le nostre folle son fatte di nonni e di nipotini”.

I giovani al Sinodo

I giovani al Sinodo

“Dateci un Padre”.
I giovani della cattedraleWeb che hanno chiesto alla Chiesa sinodale “Raccontateci Gesù Cristo” continuano a manifestare le loro esigenze “Dateci un Padre”. Uno dei mali principali del mondo è la mancanza di vita spirituale e un mondo senza vita spirituale è davvero un morto che cammina. La nostra vita è la fede, e se la fede è una vita ci vogliono dei padri che generano e che educano. L’educazione non è una cosa che si fa in serie, come non si nasce in serie e non si educa in serie. Oggi nella chiesa si sente una mancanza di Padri che generano e che educano.

Sono diventati Vangelo

Sono diventati Vangelo

Domenica prossima, Papa Francesco, compie uno degli atti più importanti del suo mandato di successore di Pietro, il più importante atto di evangelizzazione: canonizza otto discepoli di Cristo. Cosa vuol dire? Li dichiara santi. E questo essenzialmente significa: dichiara che la loro vita è stata conforme al vangelo, che la loro vita era diventata vangelo. Papa Ratzinger nel suo libro Gesù di Nazareth afferma, commentando la pagina delle beatitudini, che una delle forme per capire il vangelo è la vita dei santi. La loro vita è una chiara forma di esegesi.

Raccontateci Gesù Cristo

Raccontateci Gesù Cristo

Durante la prima settimana del sinodo dei giovani abbiamo appreso dalla stampa, non avendo potuto prendervi parte, che i giovani vogliono soprattutto essere ascoltati perché , giustamente anche attraverso di loro il Signore parla alla sua chiesa. Allora, grazie per l’attenzione che ci concedete. Eccoci.

Un sinodo per i giovani

Un sinodo per i giovani

Uno dei mezzi con cui il Papa guida la chiesa è il sinodo dei vescovi. Non è un parlamento permanente ma ogni tre anni riunisce una congrua rappresentanza dei vescovi di tutto il mondo per una consultazione sui temi che ritiene opportuno. L’ultimo sinodo è stato sulla famiglia che Il Papa ha concluso col documento “Amoris laetita”. Il sinodo dei vescovi ha solo potere consultivo non legislativo: l’unico legislatore della chiesa universale è il Papa.

Lo stile dei tempi difficili

Lo stile dei tempi difficili

La situazione è davvero seria, siamo in “tempi difficili”: il Papa ha indetto una “campagna di preghiera” per tutto il mese di ottobre coinvolgendo la Madonna con la recita del Rosario e il capo della milizia celeste San Michele Arcangelo, perché “proteggano la chiesa dal demonio che cerca di dividerla”.
Il Papa chiama questi “tempi difficili”, ed è vero, sono tempi di prova , tempi di purificazione e la purificazione è sempre una cura di bellezza che prevede interventi chirurgici anche molto dolorosi. Credo che questa sia l’attuale situazione della chiesa.

È morto un santo: era prete.

È morto un santo: era prete.

Una volta i santi venivano fatti a furor di popolo e anche ora che per avere il titolo devono passare attraverso un processo canonico e il Padre Eterno dare il suo consenso attraverso dei miracoli , ci vuole una fama di santità prima di procedere al processo canonico. Don Carlo era un santo, il popolo di Dio lo ha ritenuto tale anche in vita e soprattutto in vita. Eppure non ha fatto niente di strabiliante, non risulta che abbia visto la Madonna nè che abbia fatto dei miracoli di ordine fisico mentre di ordine morale e spirituale veramente tanti. Dalla Sua Persona emanava quell’atmosfera di soprannaturale che pacificava l‘anima.

Il diavolo entrò in Lui.

Il diavolo entrò in Lui.

Il fenomeno della pedofilia sembra diventato il problema numero uno della chiesa. E’ raro che passi giorno in cui il Papa non ne parli, i vescovi non denuncino qualche caso e i giornalisti non facciano articoli vedendo il fenomeno sotto i vari punti di vista: sociologico, pedagogico, penale. Raramente si dispensano dal dare giudizi sulla situazione e proporre soluzioni. Non mi risulta che qualcuno abbia ancora affrontato il fenomeno sotto l’aspetto morale: è un grave peccato che offende Dio e l’uomo nella sua dimensione di maggiore fragilità: l’infanzia.

Da dove cominciare

Da dove cominciare

La confusione continua. Quotidianamente ci vengono date notizie sulle difficoltà del Papa che sembra addirittura alla ricerca, non dico della soluzione del problema, ma dell’ atteggiamento da tenere: silenzio o intervento.
La settimana scorsa sono stati a Roma circa trecento vescovi da tutto il mondo per incontri vari e il Papa ha loro delineato la figura del vescovo come “Uomo di preghiera, che vive in mezzo al suo popolo e consapevole di essere scelto da Dio”.

La Sposa di Cristo

La Sposa di Cristo

Sta continuando la bufera in cui si trova la chiesa Tra i rischi di questo momento di confusione il più grave è quello di identificare la Chiesa con i suoi problemi per cui le ferite solitamente non vengono curate con delicatezza ma anche allargate per far apparire più drammatica la situazione. Quanto a gravità credo che non ci sia da sforzarsi tanto, ci ha già pensato Gesù : “Sarebbe meglio che si fosse messo una macina di mulino al collo e si fosse gettato nel mare chi ha scandalizzato uno di questi piccoli”.

La Chiesa, esperienza di povertà

La Chiesa, esperienza di povertà

La scorsa settimana alcuni amici mi hanno passato uno dei tanti libretti di “regime” “Il Papa della prima volta” non tanto per i vari interventi piuttosto scontati quanto per l’introduzione del padre Federico Lombardi che è davvero un capolavoro. Nella raccolta delle prime volte non era ancora previsto che il nunzio degli USA , dopo aver esposto la situazione di alcuni vescovi e Cardinali chiedesse le dimissioni del Papa perché non aveva fatto subito piazza pulita.

Grazie Papa Francesco

Grazie Papa Francesco

Ringrazio Papa Francesco per aver fatto la cosa più difficile in questo frangente doloroso in cui si sta trovando la Chiesa: riconoscere gli errori e chiedere perdono. Mi associo pienamente al Suo dolore e anche se non ho il cuore provato come ha Lui, dopo aver incontrato le vittime degli abusi, sono uno dei membri che soffrono. D’accordo: “le ferite non vanno mai prescritte”. Il dolore di queste vittime “è un lamento che sale al cielo”, e questo mi preoccupa di più.

Ho conosciuto La Pira

Ho conosciuto La Pira

Sono stato seminarista a Fiesole per tutto il tempo in cui La Pira era sindaco di Firenze e, senza esagerare, devo dire che la sua presenza è stata determinante per la mia formazione. Tutto l’ambiente cattolico della città era formativo per un giovane che voleva diventar prete.

Don Eutizio è tornato a casa

Don Eutizio è tornato a casa

Don Eutizio era un prete felice e soprattutto felice di essere prete. L’ unità di misura con cui affrontava tutte le situazioni era l’amore per cui non si poteva non volergli bene. Aveva amato con tutto se stesso le comunità che aveva servito ed aveva impresso nel cuore la storia di ciascuna di esse, le persone che vi aveva incontrato e soprattutto i preti con cui aveva collaborato. Parlava con la vivacità che gli era propria dei primi tempi a Nostra Signora di Guadalupe, poi a San Giovanni dei Fiorentini con l’indimenticabile parroco Ruffini.

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