Segnarsi con coscienza

Il segno della Croce ci fa entrare nella vita stessa di Cristo e ci introduce nel mistero della Trinità. Per farlo coscientemente, del suo significato spirituale  e della sua forza, ecco alcune note necessarie.

Ha una origine antica. Il profeta Ezechiele ordina di tracciare sulla fronte dei giusti un Tau per sfuggire alla morte. “Segna un Tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono.” (Ez 9,4). Per i greci rimane incomprensibile per cui si considera questo segno come una rappresentazione della Croce o la prima lettera della parola Xristos. Nei due casi si tratta di consacrarsi a Cristo tracciandolo sulla fronte. Nel secondo secolo Tertulliano ci dice che questo gesto era frequente tra i cristiani all’inizio e alla fine di ogni loro azione.

Il nostro grande segno della Croce è nato dal fatto di far pregare le mani, con esse segnare tutto il corpo e nello stesso tempo esprimere un atto di fede ricordando il battesimo,  la nostra adesione a Cristo e il nostro impegno al suo seguito.

Le parole che pronunciamo è un richiamo alla Trinità mentre all’inizio del Divino ufficio  si ripete il versetto del salmo “O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto  in mio aiuto”.

Il linguaggio delle mani esprime con le cinque dita divise in due: il pollice e l’indice, le due nature di Gesù, divina e umana, e le altre tre la persone della S.S. Trinità.

Il significato del gesto: mentre la destra, dicendo “nel nome del Padre”, discende dalla testa verso il basso  dicendo “e del Figlio”, esprime l’abbassamento del Figlio che si è incarnato accettando la morte di croce espressa da tutto il gesto segnato sul corpo. Col gesto verso le spalle si esprime il ritorno verso il Padre nella comunione dello Spirito (significato dall’orizzontale che segniamo da una spalla all’altra). Lo Spirito che procede dal Padre e dal Figlio e che è da per tutto e riempie ogni cosa ci è dato a noi dal cuore trafitto del Crocifisso.

E’ un gesto che esprime la nostra preghiera. L’essenziale è farlo con la coscienza della fede e dell’adorazione di un atto interiore.

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